L’Accademia Italiana di Studi Numismatici (AISN) terrà il terzo “Incontro dell’Accademia” sabato 13 maggio nei pressi di Piombino, organizzato dall’accademico Luciano Giannoni che, assieme ad Erica Foggi, ha curato l’allestimento dei tesori numismatici esposti a Populonia e a Scalino. La giornata si articolerà in due fasi: alla mattina i partecipanti s’incontreranno al Castello di Scarlino dove è esposto il “Tesoro di Scarlino”, costituito da 100 ducati d’oro emessi da alcune zecche italiane nel XV secolo e che probabilmente costituivano un “fiorino di sigillo”, al momento del rinvenimento contenuto in un vaso celato in un vano all’interno della Rocca. Rocca che sarà possibile visitare unitamente al centro storico del paese.
Dopo il trasferimento a Populonia, il pranzo e la visita al museo privato “Gasparri” dove, tra i molti altri reperti, è esposta una parte (circa la metà) delle monete ritrovate nel 1939 e costituenti il così detto “Ripostiglio di Populonia”. Nel museo sono inoltre conservati numerosi reperti etruschi provenienti dalle necropoli populoniesi e concessi ai proprietari dei terreni dove si trovavano le necropoli.
Al termine della visita sarà presentato il volume sul “Ripostiglio”, attualmente in corso di stampa.
Il programma dell’Incontro verrà esposto anche nel sito internet dell’Accademia Italiana di Studi Numismatici. L’Incontro, pur essendo riservato ai membri dell’Accademia e ai loro familiari, potrà essere esteso a qualche ospite esterno all’associazione, pertanto se qualcuno è interessato a partecipare può contattare Luciano Giannoni (lu.giannoni46@gmail.com).
Problemi e lagnanze nel carteggio tra la principessa di Piombino e gli anziani fin dall’apertura della zecca
di Luciano Giannoni
LE CONIAZIONI DI JACOPO VII, GIOVANE PRINCIPE DI PIOMBINO, CAUSARONO SPIACEVOLI RIPERCUSSIONI SULLA VITA QUOTIDIANA DEI CITTADINI PIOMBINESI, DI CUI RESTANO TRACCE NEI VERBALI E NELLA CORRISPONDENZA DELL’EPOCA.
La notte del 28 settembre 1590 un gruppo di congiurati, tutti membri delle più importanti famiglie della città, tende un agguato mortale ad Alessandro Appiani, signore di Piombino, mentre rientra al Palazzo della Cittadella reduce, forse, da una notte galante con una fanciulla piombinese.
Al complotto molto verosimilmente non è estranea la moglie Isabella de Mendoza, figlia dell’ambasciatore spagnolo presso la repubblica genovese e amante del comandante del presidio spagnolo don Felix de Aragona.
Segue articolo completo sull’Apertura della zecca di Piombino, tratto da Panorama Numismatico nr.308 – Luglio-Agosto 2015
NOTO PER LA VITA SREGOLATA E LE SPESE DISSENNATE, IL PRINCIPE DI PIOMBINO FU ANCHE UN PROLIFICO CONIATORE DI MONETE. ALL’ULTIMO PERIODO DELLA SUA VITA APPARTIENE, PROBABILMENTE, IL TESTONE INEDITO QUI PRESENTATO
Il principe di Piombino Giovan Battista Ludovisi (1647-1699) è passato alla storia più per le sue avventure galanti e per la sua dissennata gestione delle finanze personali e dello Stato che per particolari benemerenze in campo militare o amministrativo. È significativo che in alcune cronache napoletane del suo tempo si dica che …ha mostrato in tutte le sue operazioni di aver poco sano cervello, essendo …di sua natura incostante d’animo ed inettamente prodigo per lo che s’avea vendute ed impegnate non solo tutte le terre e feudi che possedeva [nel regno di Napoli] come Principe di Venosa, ma anco l’entrata del suo Stato libero di Piombino.
Segue: articolo completo tratto da Panorama Numismatico nr.302 – Gennaio 2015 (numero esaurito).
di Luciano Giannoni
LA DESCRIZIONE DI ALCUNE MONETE PIOMBINESI DELLA COLLEZIONE GNECCHI, MESSE IN VENDITA A FRANCOFORTE NEL 1902, NON CONSENTE UNA LORO FACILE IDENTIFICAZIONE. IL CONFRONTO CON CONIAZIONI PASSATE RECENTEMENTE IN ASTA PUÒ VENIRE IN AIUTO.
Nel corso delle mie ricerche sulla monetazione piombinese, ne ho verificato la presenza in raccolte pubbliche e private (per lo meno in quelle a me note) e nei listini d’asta. Devo sottolineare, a questo proposito, che se si escludono quelli, non frequentissimi, in cui sono presenti monete piombinesi in rame o mistura e grossi in argento di Jacopo VII Appiani, ne ho trovati solo tre con la presenza di monete in oro o argento coniate dai due Ludovisi.
Un primo catalogo, oggetto di questa nota, poneva in vendita, tra le altre, un rarissimo zecchino di G.B. Ludovisi; un secondo catalogo, del 1960, offriva una doppia – altrettanto rara – sempre di Giovan Battista Ludovisi ed un terzo, un mezzo giulio di Niccolò.
Il listino del 1902 (fig. 1) è sicuramente il più interessante. Infatti, oltre a presentare diverse monete piombinesi, contiene alcune stranezze che hanno stimolato immediatamente la mia attenzione.
Segue: articolo completo in formato pdf tratto da Panorama Numismatico nr.297 – Luglio/Agosto 2014