
Fig. 1(ingr.): presumibile anno 1568? Quattrino in rame a grafia CIBO ma a titolo di principe I. CNI manca; Bellesia manca, sconosciuta a grafia CIBO D/ . ALBERI . CIBO . M . M . P . I . (. alberico.cibo.malaspina.massa.principe.I)
di Pier Alessandro Boni
LO STUDIO DI ALCUNI QUATTRINI FATTI CONIARE DAL MARCHESE ALBERICO I CYBO SUI QUALI COMPAIONO ISCRIZIONI FINORA MAI RESE NOTE.
Fino all’asta Artemide XXXV dell’11 luglio 2012, seguendo il completo libro di Lorenzo Bellesia, Le monete di Massa di Lunigiana pubblicato nel 2008, le coniazioni battute dal marchese Alberico I Cybo Malaspina, successivamente elevato al rango di principe, erano prese in esame solo per tre periodi e tre diverse iscrizioni, le prime due con il titolo di marchese III mentre il terzo era con il titolo di principe I e più esattamente:

Moneta da una lira del 1922. Per il conte Magnaguti la semplice indicazione del valore nel rovescio era uno scempio della moneta stessa sotto il profilo artistico.
Tutti i numismatici italiani conoscono Alessandro Magnaguti, appassionato cultore e collezionista di monete mantovane, il cui nome è tornato alla ribalta una decina d’anni fa in occasione dell’acquisto della sua raccolta di monete dei Gonzaga da parte dell’allora Banca Agricola Mantovana. Magnaguti era davvero un entusiasta collezionista tanto che per acquistare monete non esitò a vendere i poderi di famiglia. Oltre a questo si infervorava per tutto ciò che riguardava la numismatica. A riprova abbiamo trovato un suo articolo su una rarissima rivista, Il numismatico mantovano, edita da Oscar Rinaldi, e precisamente nel numero 2 dell’anno V dell’era fascista, cioè il 1927.
L’articolo si intitola Le più belle del mondo. Desideri e riflessioni sulle attuali monete italiane. Magnaguti, da esteta della numismatica, non apprezzava molto le monete a lui contemporanee. Per lui era innegabile che dal 1908 un impulso nuovo ed uno slancio artistico, dapprima ignorato, ha rianimata la fredda ed arida moneta (merito questo del nostro illuminato Sovrano) ma le monete continuavano a non essere ancora a quell’altezza che è tradizionale tra noi, mentre dovrebbero essere le più belle del mondo.
Su Numismatique & Change di novembre 2007 un articolo di Jean Teitgen disquisisce se il raro testone battuto a Firenze a nome di Cristina di Lorena con millesimo 1630.
Cristina nacque a Nancy il 6 agosto 1565, figlia di Carlo III duca di Lorena e di Claudia di Francia, figlia del re Enrico II. Morì a Firenze il 19 dicembre 1637.
L’autore riferisce che alcun esemplare di questa moneta è stato segnalato in Lorena mentre, anche se mancano testimonianze in tal senso, è probabile che l’emissione fosse destinata al Levante dove le monete lorenesi, così ben coniate, erano apprezzate dai Turchi e quindi ampiamente utilizzati dai mercanti francesi. Viene anche presa in esame l’interpretazione della parte finale della leggenda D M P senza però fornire soluzioni definitive se non, tra le altre, la più probabile Domina Montis Politiani.
Moneta francese, quindi, o italiana? Per l’autore questa moneta può rientrare sia in collezioni di monete francesi che italiane.
di Lorenzo Bellesia
NELL’ITALIA DEL CINQUE E SEICENTO GLI ZECCHIERI SI SPOSTAVANO DA UNA CITTA’ ALL’ALTRA, COSI’ E’ POSSIBILE TROVARE EMISSIONI RIFERIBILI A UN SOLO ZECCHIERE MA DI SIGNORI DIVERSI.
Mi sono state segnalate due interessanti monete che, curiosamente, pur essendo di zecche diverse, sono state battute dallo stesso zecchiere, l’ebreo Joseffo Teseo.
E’ stato pubblicato da qualche settimana un nuovo negozio online di monete: é il negozio della Numismatica Canusina di Canossa (RE). Vengono offerte monete italiane medioevali e moderne. www.numismatica-canusina.it








