di Realino Santone
LA CITTADINA ADRIATICA BATTE MONETE NEL CORSO DEL XV SECOLO, TRA LE QUALI IL RARISSIMO DENARO DI RENATO D’ANGIÒ.
La cittadina di Ortona in provincia di Chieti, anticamente chiamata da Strabone Horton Epineion, fu il porto della popolazione Frentana. Della storia antica sappiamo poco, ma ritrovamenti di ceramica di impasto e vasi in stile appenninico rinvenuti nella zona del castello, sono riferibili tra la media età del bronzo e gli inizi dell’età del ferro.
Pochissime le testimonianze dell’epoca romana; con la caduta dell’Impero romano passò sotto la dominazione bizantina, seguirono Longobardi e Franchi che la conquistarono nell’anno 803.
Nel secolo XI è governata dagli Attoni di Chieti, nel 1076 si svolse tra i fiumi Sangro e Moro la battaglia tra Normanni e Trasmondo III degli Attoni , con la vittoria dei Normanni.
Segue: articolo completo in formato PDF tratto da Panorama Numismatico nr.298 – Settembre 2014
La casa d’asta svizzera Sincona AG ha presentato la propria asta autunnale che si svolgerà dal 13 al 17 ottobre 2014 a Zurigo.
Verranno offerti, in tre distinti cataloghi, 4699 lotti (tra cui molti lotti multipli), l’offerta copre quasi interamente tutte le aree della numismatica: banconote, monete, dall’antichità fino ai tempi moderni.
di Luciano Giannoni
LA DESCRIZIONE DI ALCUNE MONETE PIOMBINESI DELLA COLLEZIONE GNECCHI, MESSE IN VENDITA A FRANCOFORTE NEL 1902, NON CONSENTE UNA LORO FACILE IDENTIFICAZIONE. IL CONFRONTO CON CONIAZIONI PASSATE RECENTEMENTE IN ASTA PUÒ VENIRE IN AIUTO.
Nel corso delle mie ricerche sulla monetazione piombinese, ne ho verificato la presenza in raccolte pubbliche e private (per lo meno in quelle a me note) e nei listini d’asta. Devo sottolineare, a questo proposito, che se si escludono quelli, non frequentissimi, in cui sono presenti monete piombinesi in rame o mistura e grossi in argento di Jacopo VII Appiani, ne ho trovati solo tre con la presenza di monete in oro o argento coniate dai due Ludovisi.
Un primo catalogo, oggetto di questa nota, poneva in vendita, tra le altre, un rarissimo zecchino di G.B. Ludovisi; un secondo catalogo, del 1960, offriva una doppia – altrettanto rara – sempre di Giovan Battista Ludovisi ed un terzo, un mezzo giulio di Niccolò.
Il listino del 1902 (fig. 1) è sicuramente il più interessante. Infatti, oltre a presentare diverse monete piombinesi, contiene alcune stranezze che hanno stimolato immediatamente la mia attenzione.
Segue: articolo completo in formato pdf tratto da Panorama Numismatico nr.297 – Luglio/Agosto 2014
di Stefano di Virgilio
Le difficoltà dell’unificazione monetaria
In un paese dove si stava unificando tutto, forse troppo in fretta, era proprio la situazione monetaria e bancaria a risentire più fortemente dello spirito regionalistico.
Al momento dell’unità vigevano in Italia ben sette sistemi monetari diversi: alcuni decimali altri non decimali, alcuni monometallici su base aurea altri bimetallici su base argentea. L’introduzione della lira italiana divisa in 100 centesimi fu un vero shock per certa parte della popolazione, specie quella dell’Italia centrale e del sud: ragguagli con la lira italiana risultarono complicati e, come nel caso della valuta pontificia e di quella napoletana, addirittura sconvenienti. La gente poi diffidava grandemente della cartamoneta, stampata spesso con nominali troppo alti, tendendo a tesaurizzare la moneta metallica.
Segue: articolo completo in formato PDF tratto da Panorama Numismatico nr.100/settembre 1996. Articolo richiesto da un nostro lettore.
di Francesco Pastrone
Tirature e rarità del 2 centesimi 1900 e del 10 rubli 1894
Ho cominciato a collezionare monete all’età di 4 anni e verso la fine degli anni Cinquanta mi sono fatto comprare da mio padre il primo catalogo. Essendo all’epoca abituato a saccheggiare le riserve di rame dei miei parenti (tutti viticoltori) avevo a disposizione una quantità di monete di rame, tra le quali i due centesimi di Umberto I. Con mio grande stupore lessi che negli anni 1897 e 1898 erano stati coniati più di 4 milioni di esemplari mentre nel 1900 soltanto 2 milioni e 700 mila! In pratica, invece io trovavo molto più facilmente gli esemplari con data 1900 che gli altri due. Tentavo di darmi diverse spiegazioni: il 2 centesimi del 1900 era stato distribuito soprattutto in Piemonte; la moneta era stata tesaurizzata perché era la prima del nuovo secolo…











