di Lorenzo Bellesia – da Panorama Numismatico nr.235, luglio/agosto 2010
Un cortese lettore mi ha segnalato una interessante varietà della contraffazione fatta a Desana del quattrino piacentino battuto a nome di Ottavio Farnese.
Questa contraffazione è già stata pubblicata dal CNI sotto Delfino Tizzone (1583-1598) al numero 29 con la seguente descrizione: (altro…)

Medaglia 80mm., “100° Corpus Nummorum Italicorum MCMX.MMX”. Edit. accademia italiana di studi numismatici.
di Domenico Zannier – da Panorama Numismatico nr.260 / Marzo 2011
Tra i diversi filoni tematici dell’opera di Piero Monassi quello celebrativo di eventi storici e ricorrenze anniversarie di istituzioni e protagonisti di fama è uno dei più evidenti e caratteristici dell’artista. L’ultima perla della collana è la medaglia dedicata al centenario del Corpus Nummorum Italicorum, commissionata a Monassi dalla Accademia Italiana di Studi Numismatici. Nel 1910 vedeva la luce il primo volume del patrimonio monetario italiano, concernente il Medioevo e l’età moderna. Ci sono delle personalità che il pubblico conosce per certi loro ruoli e accadimenti, assai meno per altri motivi pur importanti ad essi legati.
di Antonio Pesaresi – da Panorama Numismatico nr.99 / Luglio 1996 – articolo richiesto da un ns. lettore
La caduta dell’impero romano costituì la fine di un’epoca. Non dobbiamo ovviamente prendere come riferimento puntuale la tradizionale data del 476 d.C. e la deposizione di Romolo Augustolo per un cambiamento completo del mondo e della vita. Il giorno dopo quella deposizione la gran parte dei cittadini romani non sapeva nemmeno quel che era successo e forse non lo avrebbe saputo ancora per tantissimo tempo.
La vita scorreva come sempre. tra i sacrifici quotidiani della povera gente ed il lusso e l’ozio della gente ricca, tra la sopportazione dei più umili ed indifesi ed i soprusi e le angherie dei più forti. In realtà la crisi, che si diramava in tutti i settori deI vivere umano, economico, sociale, civile e politico, era già iniziata da tanto tempo e sarebbe progredita sempre di più.

Sebastiano Ricci, Paolo III nomina il figlio Pier Luigi duca di Parma e Piacenza, Piacenza, Palazzo Farnese
di Lorenzo Bellesia – da Panorama Numismatico nr.248/Febbraio 2010
IL NOMINALE DI DUE MONETE DI CASTRO NON E’ COERENTE COL LORO PESO E DELLO SCUDO D’ORO VIENE DATA UNA NUOVA INTERPRETAZIONE DEL ROVESCIO.
Giaceva Castro sopra un luogo erto, ed aprico all’Occidente della Toscana, all’Oriente del fiume Marta in distanza di circa tredici mila passi dal Mar Tirreno a mezzodì, e poco meno da Soana verso Borea, in quel tratto di Paese appunto che da Falisci, e da Volcentini, o Volsiniensi era anticamente abitato.
Così inizia quella che è ancora oggi l’unica monografia sulla zecca di Castro. Non firmata, ma datata da Parma, 30 maggio 1788, era contenuta nel volume V dell’antologia curata dal bolognese Guid’Antonio Zanetti che porta la data d’edizione di due anni prima.
Michele Chimienti ormai da decenni sta dedicando tutte le sue ricerche in campo numismatico alla zecca di Bologna perché in questa città è nato e lavora.
Sono decine e decine i contributi ad essa dedicati, contributi basati sopratutto su una attentissima e scrupolosa indagine archivistica. Soltanto nel 2008 aveva dato alle stampe il suo primo volume, La zecca di Bologna e le sue macchine, ed ora porta finalmente a compimento quello che tutti si aspettavano da lui: un libro dedicato alle monete bolognesi, non solo le medievali, quelle predilette dall’autore, ma anche quelle del Sette ed Ottocento per arrivare fino all’ultima emissione a nome di Vittorio Emanuele II che poi sancì la chiusura definitiva.
Come base di lavoro Chimienti ha utilizzato le monete del Museo Civico Archeologico di Bologna in modo che questo stesso libro ne diventasse il catalogo generale. Dove la collezione civica mancava è stata integrata con esemplari presi da altri musei o collezioni private o, ancora, cataloghi d’asta.







