E’ l’undicesimo libro che Andrea Pucci ha dedicato alla monetazione fiorentina. Partito alcuni anni fa dal periodo lorenese, l’autore ha ripercorso all’indietro la produzione della zecca di Firenze arrivando con questo volume al periodo di Cosimo I. Ormai manca soltanto il periodo di Alessandro I per completare l’intero ciclo anche se nella sua premessa l’autore stesso afferma che la sua fatica risulta ora completata: evidentemente egli ritiene che il periodo di Alessandro sia ancora intermedio tra quello repubblicano a tutti gli effetti e quello granducale a pieno titolo di Cosimo.
Copertina azzurra con scritte in nero; questo è l’aspetto con cui si presenta l’ottava edizione 2010-2011 del catalogo dei marenghi edito dal noto professionista numismatico Alberto Varesi. Nel volume sono censite, come nelle precedenti edizioni, tutte le emissioni sul piede della famosissima moneta d’oro coniata nel 1800, anno IX del calendario rivoluzionario francese, a Torino, dalla repubblica subalpina per celebrare la vittoria di Napoleone Bonaparte sugli austriaci nella battaglia di Marengo (Spinetta Marengo in provincia di Alessandria) del 14 giugno. La stupenda moneta, opera di Amedeo Lavy, incisore della zecca di Torino, del valore di 20 franchi fu la prima ad avere nuove caratteristiche metrologiche (6,45 g, 900 millesimi); il sistema monetale decimale fu inizialmente introdotto in Francia e stabilito con decreto del 28 termidoro anno III (15 agosto 1795). Il nome di marengo successivamente venne esteso a tutti i nominali coniati con le stesse caratteristiche indipendentemente dalla valuta (franchi, lire, pesetas ecc.), o quantomeno con parametri molto simili.
Il catalogo di Eupremio Montenegro è arrivato alla ventisettesima edizione, indubbiamente un bel traguardo che testimonia il successo e la fedeltà riscossi presso i collezionisti italiani. Questa edizione va ancora nella direzione di un completo restyling che vede soprattutto il passaggio dalle foto in bianco e nero a quelle a colori. Soprattutto qui segnaliamo una inedita introduzione sulla qualità delle monete dove sono spiegati i gradi di conservazione ed i criteri di valutazione. Tramite fotografi e ed esempi, l’autore indica ai lettori come arrivare a valutare una moneta giudicandola prima di tutto sulla base della sua qualità, se, cioè, abbia più o meno circolato, ma anche in base a difetti quali graffi, uso in gioielleria e stile.
Dopo aver redatto il catalogo della monete del Ducato d’Urbino nel 2001 era ovvio per Andrea Cavicchi pubblicare quello che ne è il naturale completamento, sia in termini geografici, che storici, che numismatici, cioè quello delle monete di Pesaro.
Nel primo libro l’autore ha compreso le monete battute ad Urbino, Pesaro, Gubbio e Senigallia dalle famiglie Montefeltro e Della Rovere.









