Ezio e Daniel Zadra sono nonno e nipote accomunati dalla passione per la numismatica. Risiedendo a Merano, sudtirolesi doc, non potevano che rivolgere i loro interessi collezionistici alla monetazione dell’Impero austriaco post Maria Teresa e del Regno Lombardo-Veneto scrivendo due libri bilingui, italiano e tedesco.
Questo primo lavoro, Karl I. (IV.) 1916-1918, è dedicato ad un personaggio di grande fascino ma piuttosto oscuro alla storia, soprattutto per noi italiani che ben conosciamo Francesco Giuseppe I, che morì il 21 novembre 1916 dopo sessantotto anni di regno, nel mezzo di una guerra mondiale, mentre pochissimo si sa del suo successore, Karl I, che salì al trono nella fase finale di una guerra mondiale devastante per tutti i belligeranti. Nel breve periodo del suo regno dimostrò una grande umanità, sempre condivisa dalla moglie Zita di Borbone-Parma. Era molto religioso, tanto che fu l’unico, tra i responsabili dei governi coinvolti nella guerra, che appoggiò gli sforzi per la pace fatti da papa Benedetto XV. Con la sconfitta e il crollo della monarchia austriaca, fu costretto all’esilio, prima in Svizzera e poi nell’isola di Madera dove visse in povertà morendo prematuramente di polmonite il 1 aprile 1922. Il 3 ottobre 2004 fu beatificato da Giovanni Paolo II.
Una opera che già dal suo apparire è diventata un classico. Parliamo dei quattro volumi che Carlo Crippa ha voluto dedicare alle monete di Milano.
Nel 1986 uscì il secondo volume che comprendeva le monete dai Visconti agli Sforza, nel 1990 il terzo con la dominazione spagnola, nel 1997 il quarto con le monete degli ultimi due secoli di attività (la zecca fu definitivamente chiusa durante il Regno d’Italia perché fece in tempo a battere una moneta da lira del 1887 e un progetto per Umberto I).
Un ripostiglio di fiorini d’oro del XIII secolo
Venerdì 19 giugno alle ore 17.30, sarà presentato presso la villa granducale di Alberese il volume “Il Tesoro di Alberese. Un ripostiglio di fiorini d’oro del XIII secolo” che ha riscosso grande interesse al recente Salone Internazionale dell’Archeologia organizzato a Firenze lo scorso mese di febbraio.
Che la Maremma sia terra di tesori preziosi lo avevamo sempre saputo. Patrimonio di una terra unica che offre un variegato panorama di ricchezze naturalistiche, enogastronomiche, storiche e culturali. Che qualche tesoro fisicamente reale, non solo immaginato, riaffiori materialmente dal suo passato è però sempre un fatto straordinario. Perché, si legge nella presentazione al volume firmata dal Presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, è come una finestra che si apre sul passato, raccontandone vicende storiche ed umane. Ed in questo caso, più di altri, il ritrovamento riveste particolare interesse per il luogo in cui è avvenuta la scoperta, oggi inserito all’interno di un Parco Naturale Regionale e di una Tenuta, quella di Alberese, dove si custodiscono preziose testimonianze della nostra storia e del lavoro dell’uomo. Nel momento in cui le monete sono emerse dal terreno, ed ancor più adesso che questo studio ne offre una completa comprensione, due realtà lontane nel tempo ma profondamente connesse sono entrate in contatto, riallacciando quel legame tra la tenuta di Alberese così com’è oggi e quell’epoca nella quale, con molta probabilità, essa affonda le sue radici.
Elogio della numismatica Elogium Nummophiliae
Tutto l’Elogio della numismatica è un brillante e vivace intarsio di citazioni e riferimenti culturali, di pensieri e di ricordi che ci mostrano con quanto patos, con quanta passione e coinvolgimento Damiano Cappellari, vero nummofilo e nummologo, si occupi di monete. Non c’è da aspettarsi un manuale per collezionisti, un freddo e austero elenco di monete, un saggio di numismatica ma, semplicemente, uno strumento che funge da stimolo a interrogarsi sulla propria passione. Volume scritto in difesa di chi ama le monete in quanto tali, per la loro storia e antichità, per la loro bellezza e il loro fascino, per le mille avventure che racchiudono, per le casualità sorprendenti e le circostanze imprevedibili che esse ci possono raccontare, basta saper leggere e interpretare gli indizi che spesso ci forniscono. Non più gelidi oggetti di un collezionismo votato solo all’aspetto economico d’investimento ma tondelli metallici palpitanti, vivi, capaci di raccontar splendide storie a tutti coloro che avranno tempo e voglia di prestar loro attenzione.
Negli ultimi tempi i saggi di numismatica stanno vivendo un periodo di relativa abbondanza. Questo fatto, probabilmente, evidenzia un rinnovato interesse per la storia, la cultura, le tradizioni del nostro “bel paese” e tutto ciò è sicuramente un avvenimento particolarmente piacevole. Il nome di Lorenzo Bellesia è indubbiamente noto a chi si occupa, a qualsiasi titolo, di numismatica; l’autore, per l’ennesima volta, ha prodotto un saggio interessante: una seria ed approfondita ricerca numismatica sulle monete coniate nella zecca di Sabbioneta. La città, fondata da Vespasiano Gonzaga Colonna, che ne fu anche primo duca, venne realizzata nell’arco di circa 35 anni, dal 1556 al 1591, secondo i criteri del migliore Rinascimento e in base ai principi della Città ideale.









