Una storica e illuminata tradizione
Se state leggendo questa rivista molto probabilmente siete dei collezionisti, cioè delle persone che amano le monete, le raccolgono, le selezionano e le studiano. Se già una sola moneta può essere una collezione, non è detto che mille monete lo siano. Perché si formi una collezione di monete ci vuole, appunto, il collezionista che gli dia un criterio e una logica.
Perdonerete il giro di parole ma collezionare monete è una cosa seria. Per questo ci vogliono, da una parte, collezionisti competenti, dall’altra, professionisti altrettanto esperti. Il collezionismo di fatto è inscindibile dalla numismatica, sembrerebbe quasi che le monete siano fatte apposta… per essere collezionate.
Tentativo di un catalogo generale – VIII area geografica italiana
L’opera intrapresa da Domenico Luppino intende descrivere tutte le prove e i progetti monetari di area italiana prodotti a partire addirittura dal V secolo dopo Cristo fino al 2002, cioè all’entrata in vigore dell’euro. Il primo volume, dedicato alle prove e progetti di casa Savoia, è uscito nel 2011. Seguiranno, nelle intenzioni dell’autore, altri dieci volumi ripartiti per aree geografiche. Il volume II si occuperà delle zecche di Liguria e Piemonte, il III della Lombardia e così via. L’ultimo, l’undicesimo, riguarderà i progetti e le prove di ambito ossidionale.
Un’opera sicuramente di ampio respiro, come ha sottolineato anche l’avvocato Michele Cappellari che, nella sua presentazione, sottolinea l’entusiasmo dell’autore nel portare avanti questo progetto.
Quali sono i volumi di moneta emessi nell’antichità? Di quanti pezzi si componevano le emissioni monetali greche? Quali erano le rese dei conii? A tutte queste domande gli studiosi hanno tentato di dare delle risposte ricorrendo a stime presuntive basate su calcoli statistici, non verificabili in alcun modo.
Elementi decisivi per la soluzione di tutti questi interrogativi sono stati individuati, incredibilmente, da Federico De Luca sulle monete stesse e più precisamente nei monogrammi riportati su di esse. De Luca si è interrogato per anni sul significato di queste sigle non ritenendo soddisfacente la spiegazione corrente secondo cui possa trattarsi dei monogrammi dei magistrati monetali. Ha cominciato a raccogliere e catalogare migliaia di immagini di monete vendute in Internet in giro per il mondo e immagini di monete provenienti da pubblicazioni specialistiche e ha ricostruito, in maniera quanto più completa possibile, intere emissioni di varie monetazioni greche. Successivamente ha studiato la sequenza dei monogrammi riportati sulle monete appartenenti con certezza ad una stessa emissione, arrivando alla conclusione che essi non sono composti di lettere ma di numeri, espressi in greco con le stesse lettere dell’alfabeto. De Luca ha così scoperto che con tali cifre veniva indicato il taglio delle emissioni, il numero di pezzi coniati all’interno di ciascuna di esse. Queste cifre, congegnate in maniera sempre diversa da emissione a emissione, venivano riportate nello spazio angusto della moneta perché servivano a portare il conto dei pezzi via via coniati e a distinguere varie emissioni di monete tutte perfettamente uguali tra di loro.
Si dice sempre che la moneta sia un ottimo mezzo di trasmissione delle idee. È verissimo: fin dall’antichità il potere si è arrogato il diritto di battere moneta e su questi piccoli tondelli di metallo ha impresso immagini e scritte. Le immagini e scritte servivano per individuare immediatamente l’origine e l’affidabilità della moneta stessa, tuttavia queste immagini e queste scritte potevano comunicare un messaggio che all’autorità emittente poteva interessare trasmettere.
Furono i romani ad affinare questo strumento. La moneta, particolarmente durante le guerre civili e nell’alto impero, trasmise notizie di vittorie e conquiste, nuove costruzioni, nuove leggi e tanto altro.
La documentazione dei ripostigli rinvenuti intatti è sempre importantissima per la ricerca numismatica, non soltanto per le singole monete in essi contenute, quanto piuttosto per le molte considerazioni che si possono fare riguardo a datazioni e ambito di circolazione. Negli ultimi anni la ricerca numismatica italiana si sta muovendo molto in tal senso mettendo a disposizione degli studiosi ripostigli di cui non si ricordava praticamente nulla, come è il caso di quello che è ottimamente descritto nel libro che presentiamo ora.








