Una delle più belle collezioni di monete romane d’oro battute all’asta negli ultimi anni
Di stima supereranno il valore di 1 milione di dollari, si tratta di settanta monete romane estremamente rare, molte delle quali provenienti da collezioni ben conosciute ed importanti aste europee: verranno battute a New York il prossimo 8 gennaio da Baldwin’s, in associazione con Dmitry Markov Coins and Medals e M & M Numismatics.
Le monete della Collezione Aurora offrono un quadro dell’Impero Romano a partire dall’ultima repubblica fino al tardo impero, offrendo uno sguardo affascinante sugli aspetti sociali, politici e culturali dell’epoca.
Il pezzo da 50 dollari 2013 in argento, coniato dalla zecca polacca per conto delle isole Niue, ha una forma decisamente insolita: è infatti un vero e proprio cilindro. Prodotto in 2.500 esemplari, in qualità Proof, ha le seguenti caratteristiche: peso 186,6 g (6 oz), diametro 32 mm e spessore 22,1 mm. La moneta, denominata Fortuna redux, presenta al dritto la raffigurazione di Mercurio insieme all’immagine della regina Elisabetta II, sullo sfondo vi sono elementi stilizzati che rappresentano i viaggi; al rovescio è ancora presente l’effige dorata di Mercurio, sullo sfondo l’universo. Sul terzo lato, il contorno, ed è questa la novità, sono rappresentati i piedi alati di Mercurio con elementi che si ricollegano ai viaggi.
L’ANTICA FESTA NATA PER CHIEDERE LA PROTEZIONE DIVINA SUL POPOLO ROMANO E DIVENUTA OCCASIONE PER CELEBRARE L’IMPERATORE E LA SUA DINASTIA, FU RAPPRESENTATA SULLE MONETE DI DOMIZIANO CON DOVIZIA DI PARTICOLARI.
di Gabriele Lepri
Un succinto riferimento di Svetonio e un breve accenno di Tacito costituiscono le uniche notizie presenti nelle fonti letterarie sulla celebrazione dei Ludi Saeculares di Domiziano. Ben tre ludi si erano susseguiti in soli centocinque anni: quelli di Augusto nel 17 a.C., di Claudio nel 47 a.C. e, infine, quelli di Domiziano celebrati nell’88 d.C. L’antica festa, che richiamava la protezione degli dei sul popolo romano all’inizio di una nuova generazione, era diventata un evento piuttosto comune dal momento in cui Augusto l’aveva riorganizzata, facendone un elemento di celebrazione dell’imperatore e della dinastia regnante.
Dei Ludi Saeculares di Domiziano possediamo una documentazione unica nel suo genere rappresentata da diverse tipologie iconografiche nelle quali sono rappresentate i momenti salienti della celebrazione e che in seguito cercherò di spiegare.
Un altro elemento importante per la comprensione delle varie tappe della cerimonia è rappresentata dai resoconti epigrafici incisi su una colonna di marmo collocata nei pressi del Tarentum, pertinenti ai ludi di Augusto e Settimio Severo, e dalla dettagliata descrizione dei tre giorni di festa riportata da Zosimo: questi importanti elementi suggeriscono che la riforma della cerimonia in età augustea costituì il modello seguito nelle linee generali delle celebrazioni successive.
Con i dati in nostro possesso si possono tracciare con buona approssimazione tempi e luoghi della cerimonia. Negli ultimi giorni di maggio i quindicemviri e l’imperatore erano impegnati nella distribuzione ai cittadini di materiale per fumigazioni e nella raccolta di offerte per cereali. I Ludi Saeculares veri e propri prendevano avvio la notte del 1 giugno, con il sacrificio di nove pecore e nove capre alle Moire, seguito nelle due notti successive da quello delle Ilizie con l’offerta di popanae, libum e pthoes e alla Terra Mater che gli veniva sacrificata una scrofa gravida. I sacrifici diurni erano rivolti a Giove Ottimo Massimo e Giunone Regina sul Campidoglio rispettivamente il 1 e il 2 giugno ai quali venivano sacrificati tori e vacche; gli altri sacrifici diurni erano rivolti ad Apollo e Diana sul Palatino il 3 giugno con l’offerta di popanae, libum e pthoes. Le tre notti, poco prima dell’alba, 110 matrone celebravano i sellisternia sul Campidoglio in onore di Giunone e Diana, mentre subito dopo la fine dei sacrifici notturni una scena sprovvista di posti a sedere era destinata ad accogliere delle rappresentazioni teatrali che proseguivano ininterrottamente per i tre giorni e le due notti successive. A questi spettacoli si aggiungevano il 1 giugno i ludi scenici in un teatro ligneo costruito per l’occasione sulle rive del Tevere. Il 2 giugno, dopo il sacrificio dei quindicemviri a Giunone, le 110 matrone celebravano una supplicatio alla dea, mentre il 3 giugno i sacrifici ad Apollo e Diana erano seguiti da una processione di 27 bambini e 27 bambine che procedevano dal Palatino al Campidoglio, cantando l’inno secolare. I ludi si concludevano il 3 giugno con giochi circensi, probabilmente tenuti nel Trigarium, mentre nei giorni successivi prendevano avvio i ludi honorarii, costituiti da rappresentazioni teatrali e seguiti da gare nel circo. (altro…)
La casa d’asta Münzen & Medaillen GmbH terrà la sua 37a Asta Numismatica il prossimo 23 novembre a Stoccarda con monete che vanno dalle antiche alle moderne oltre ad una vasta selezione di lotti di letteratura numismatica.
In particolare evidenza tra le monete antiche c’é una serie di 52 denari di Roma repubblica del magistrato L.Papius: tutti dello stesso tipo, si differenziano attraverso un’ampia varietà di contrassegni di zecca posti sia sul fronte che sul rovescio delle monete. C’é sempre una relazione tra i simboli scelti per fronte e rovescio: un paio secchi e otre, martello e scalpello, coccodrillo e ippopotamo, lampada ad olio e fiasco d’olio, serratura e chiave compaiono assieme sulla stessa moneta. La serie di denari rappresenta un tentativo di capire come funzionassero i segni di zecca e sono presenti solo denari in cui i simboli siano chiaramente identificabili.
L’Imperatore Adriano è messo in risalto da una serie di denari che commemorano i suoi viaggi attraverso la rappresentazione nei rovesci di personificazioni di Egitto, Africa, Spagna, Italia e Germania. Nell’asta ci sono inoltre un certo numero di rare raffigurazioni di imperatrici romane su denari in buona conservazione, incluso Giulia, la figlia di Tito, Paolina, la moglie di Massimino, e Tranquillina, la moglie di Gordiano III. Infine é presente una selezione di monete d’argento poco comuni del tardo impero come silique e quinari.

Foto 1. Binione aureo di 6,79 grammi coniato a Siscia nel 272. Al diritto busto radiato e legenda IMP C L DOM AVRELIANVS AVG. Al rovescio la Concordia seduta con doppia cornucopia e la legenda CONCORDIA AVG. Cohen 31 var., R.I.C 164 var.
di Roberto Diegi
Lucius Domitius Aurelianus
Aureliano nacque da una famiglia di umili origini attorno al 214-215, nella Provincia danubiana della Moesia Inferiore.
Fece una brillantissima carriera nell’esercito, fino ad arrivare ad essere nominato comandante della cavalleria con Claudio II, contribuendo in modo determinante alla pesante sconfitta inflitta ai Goti nel 269 dall’esercito romano nella battaglia di Marcianopolis in Tracia.
Secondo alcuni, alla morte di Gallieno, nel 268, avrebbe dovuto essere lui il nuovo imperatore ma, come sappiamo, le cose andarono diversamente e venne eletto Claudio.
Ma non dovette attendere poi molto: nel 270 venne infatti acclamato imperatore e regnò sino al 275. Alla morte di Claudio, Aureliano pose rapidamente fine alle ultime resistenze dei Goti ad Anchialus e a Nicopolis, contestò le pretese al trono di Quintillo, fratello di Claudio e alla fine dell’anno 270 accettò la nomina ad imperatore. (altro…)









