I libri di numismatica costituiscono uno strumento essenziale per chiunque voglia dedicarsi allo studio delle monete. Per esplorare più da vicino il mondo della letteratura numismatica abbiamo posto alcune domande a Luca Lombardi, titolare di Biblionumis, studio specializzato in libri antichi e moderni sull’argomento. Con all’attivo numerose pubblicazioni scientifiche edite su riviste italiane e internazionali, Luca Lombardi è oggi una delle voci più autorevoli nel campo della letteratura numismatica, alla quale si dedica con metodo e passione. Promotore di convegni di studi, di recente ha dato vita a “Il Foglio Numismatico. Periodico di letteratura sulla scienza delle monete”, la cui mission è riportare al centro dell’attenzione una tradizione di studi spesso trascurata.
Per iniziare desidero rivolgere un ringraziamento a “Panorama Numismatico” per l’attenzione che da anni riserva a temi centrali e per la sua capacità di mantenere un dialogo vivo con i lettori, interpretandone con intelligenza le attese e gli interessi più profondi.
Come è nato il suo interesse per la letteratura numismatica?
Fin dai primi approcci allo studio delle monete mi è apparso evidente che anche un solo esemplare, per essere davvero compreso, richiede il confronto di un ampio numero di fonti. Quando poi si affronta l’analisi di un’intera monetazione la quantità di testi da consultare cresce in modo esponenziale. Senza una solida conoscenza della letteratura esistente ogni ricerca rischia di rimanere incompleta, ogni considerazione di poggiare su basi deboli. Leggere quanto è già stato scritto su un argomento vuol dire informarsi e costruire un proprio punto di vista consapevole e critico, evitando di ignorare ipotesi rilevanti o di cadere in errori già commessi. Per questo motivo ogni numismatico, qualunque sia il suo ambito di interesse, dovrebbe curare con estrema attenzione la propria biblioteca personale, adeguandola ai propri studi. L’approfondimento, nato inizialmente da un’esigenza pratica si è progressivamente trasformato, per me, in un campo di ricerca indipendente.
Quali sono le caratteristiche che rendono un libro di numismatica importante per il progresso della materia?
Un’opera numismatica acquista reale valore scientifico quando introduce elementi nuovi o riesce a organizzare con chiarezza e coerenza quelli già noti. Tuttavia ciò che distingue davvero un buon libro è il rigore con cui i contenuti vengono presentati. Un lavoro serio espone ipotesi motivate, sostenute da un apparato solido di fonti. È inoltre fondamentale che la bibliografia sia aggiornata e ben presentata secondo le convenzioni editoriali vigenti. Mi piace dire che i libri di numismatica andrebbero letti a partire dalla fine, perché è lì, tra le ultime pagine, che si trova la bibliografia, cioè il cuore di ogni opera. Rivela molto, a volte tutto, del metodo seguito dall’autore e della qualità del suo lavoro. Questi criteri di valutazione sono certamente comuni a molte discipline, ma in numismatica assumono un’importanza particolare: spesso è un dettaglio a fare la differenza, a cambiare la lettura di un’intera monetazione. Un’opera è tanto più preziosa quanto più riesce a diventare un punto di riferimento stabile, utile non solo al momento della pubblicazione, ma soprattutto a distanza di anni.

Ritratto di Gennaro Riccio pubblicato nel “Catalogo di antiche medaglie consolari e di famiglie romane” (Napoli, 1855).
Dal punto di vista collezionistico quali sono gli elementi che rendono interessante un libro antico di numismatica?
L’interesse collezionistico di un libro antico di numismatica si fonda innanzitutto sulla sua rarità, intesa non solo come scarsità di copie sopravvissute, ma anche come difficoltà oggettiva di reperimento sul mercato. A questo si aggiungono fattori come l’importanza dell’autore, dei contenuti, dell’edizione, la qualità tipografica, la presenza di tavole illustrate o incisioni di pregio e, naturalmente, la legatura: se coeva, magari commissionata da un numismatico o bibliofilo noto, acquista un valore particolare. Gli esemplari con provenienze significative, riconoscibili da ex libris, firme, dediche o annotazioni autografe, contribuiscono a definire il valore documentario dell’opera. Le annotazioni manoscritte, spesso sottovalutate, meritano massima attenzione: margini fittamente commentati restituiscono l’immagine viva di un lettore attento, che dialoga con il testo e lo arricchisce. In questi casi ogni copia diventa unica, un frammento di storia della materia che va ben oltre il contenuto a stampa. Ed è proprio la sovrapposizione tra interesse collezionistico e rilevanza documentaria, quindi scientifica, uno degli elementi che rende così affascinante la costituzione di una biblioteca numismatica.
In che modo si determina la rarità di un libro antico di numismatica?
Per la determinazione della rarità di un testo antico di numismatica è necessario condurre ricerche sui repertori bibliografici e sui cataloghi di vendita. Si tratta di un’attività che richiede metodo. Personalmente mi avvalgo di un archivio di circa tremila repertori e cataloghi specializzati, editi a partire dalla prima metà dell’Ottocento, per seguire la traccia dei passaggi in vendita dei volumi. L’obiettivo non è solo verificare quante volte un’opera sia apparsa sul mercato, ma anche con quale frequenza, in quali condizioni, a che prezzo e presso quali venditori. È importante poi distinguere tra le grandi opere dei più noti studiosi, spesso stampate in centinaia di copie presso i principali centri editoriali, e le pubblicazioni cosiddette “minori”, meno conosciute ma non per questo meno significative. Paradossalmente può capitare che i lavori più celebri siano più facili da reperire: la loro ampia diffusione e la conservazione all’interno delle biblioteche ne hanno favorito la sopravvivenza e la circolazione. Al contrario, le pubblicazioni minori, stampate in pochi esemplari, talvolta a spese degli stessi autori e in piccoli centri editoriali, sfuggono spesso ai canali tradizionali del mercato. Eppure dal punto di vista della ricerca sarebbe un errore sottovalutare le opere “minori”: in molti casi, conservano dati preziosi, osservazioni originali e testimonianze locali che le rendono importanti.
Qual è lo stato attuale del mercato delle opere antiche di numismatica?
La risposta non è univoca, perché il mercato è, per sua natura, dinamico. Attraversa fasi in cui l’interesse si concentra su determinati autori, editori, periodi storici e aree geografiche, e altre in cui l’attenzione si sposta su temi differenti. È altalenante, ma di certo non in crisi. Un elemento tuttavia rimane costante: l’interesse per le grandi opere della letteratura numismatica non viene mai meno. I volumi che uniscono contenuti autorevoli, belle incisioni e ricche tavole illustrative continuano ad attrarre studiosi, collezionisti e bibliofili, specialmente quando si presentano in eccellente stato di conservazione, completi e magari in legature coeve. Di importanza decisiva è tuttavia il modo in cui un libro viene descritto e proposto in vendita. Non basta indicare un titolo, una data, il numero delle pagine o attribuire un grado di rarità più o meno arbitrario. La descrizione di un’opera, soprattutto se molto datata, richiede competenza: identificare correttamente l’edizione, rilevare particolarità tipografiche, segnalare i materiali delle legature, eventuali restauri o anomalie. È necessario mettere in campo un insieme di conoscenze bibliografiche, numismatiche, storiche e archivistiche per offrire una descrizione accurata, documentata e verificabile. Solo così lo studioso o il bibliofilo potrà comprendere pienamente le caratteristiche del volume, valutarlo con consapevolezza e integrarlo con coerenza nella propria biblioteca.
Il numismatico oggi è ancora interessato ai libri o si affida sempre più al web?
Oggi il rapporto tra il numismatico e il libro si è fatto più esigente. Le risorse digitali, che possono certamente affiancare la ricerca, hanno ampliato l’accesso all’informazione, ma non sempre ne hanno migliorato la qualità. Se da un lato una parte del pubblico si accontenta di rapide consultazioni online, dall’altro chi intende studiare seriamente la numismatica continua a rivolgersi al libro cartaceo, considerandolo un punto di riferimento irrinunciabile. Il motivo è chiaro: il libro non solo offre contenuti più strutturati, ma trasmette anche una percezione concreta della loro affidabilità. Il supporto materiale, la cura editoriale, il contesto in cui l’opera viene pubblicata (accademico o specialistico), sono tutti fattori che contribuiscono a rafforzare l’autorevolezza degli elementi riportati. Chi scrive un libro si assume una responsabilità più forte rispetto a chi pubblica contenuti sul web, e lo studioso lo avverte. Il libro non si limita a raccogliere dati: li seleziona, li organizza, li interpreta. Costruisce un discorso. Ed è proprio questa architettura del pensiero, questa capacità di disporre le informazioni in una forma coerente, che fa del buon libro uno strumento insostituibile. Il lettore attento non cerca semplicemente risposte, ma una visione: una chiave di lettura, un metodo, un confronto. Un discorso a parte meritano i testi in formato elettronico, in particolare i PDF di opere classiche di numismatica, oggi facilmente reperibili grazie alla digitalizzazione e alla scadenza dei diritti d’autore. Si tratta spesso di volumi fondamentali, di grande rilievo per la storia degli studi, che possono essere consultati con un semplice clic.
Tuttavia, questa disponibilità così ampia e immediata non ha prodotto quel salto di qualità culturale che ci si poteva attendere – e non solo in ambito numismatico. Se si confronta ad esempio la produzione storiografica del Novecento con gran parte di quella attuale, si resta colpiti non tanto dal progresso, quanto da un certo impoverimento: si scrive di più, ma si legge di meno. In questo scenario il libro cartaceo resta uno strumento fondamentale, che richiede tempo, attenzione, responsabilità. E chi coltiva la numismatica con rigore lo sa bene: senza queste condizioni nessuna vera conoscenza è possibile.
C’è un’opera di numismatica che, secondo lei, merita di essere ricordata in questa occasione per il suo straordinario interesse?
Le opere che meriterebbero una citazione per la loro importanza, perché hanno segnato la storia della disciplina, sono molte. Ma in questa circostanza mi piace ricordare un volume eccezionale per concezione e realizzazione: il Catalogo di antiche medaglie consolari e di famiglie romane di Gennaro Riccio, pubblicato a Napoli nel 1855 per i tipi della celebre Stamperia del Fibreno. Ciò che rende straordinaria quest’opera, oltre alla stupefacente ampiezza dei contenuti, è l’impiego per la realizzazione delle tavole illustrative della tecnica della galvanoplastica: un complesso procedimento elettrochimico che, tramite l’elettrolisi, consente di ottenere copie in metallo degli originali. Per quest’opera le monete non furono semplicemente incise in piano, ma riprodotte in rilievo. Il lettore ha così la sensazione non solo di vedere, ma di toccare i pezzi descritti. Questa tecnica non fu mai adottata prima del 1855 né risulta essere stata utilizzata successivamente. Possiamo ragionevolmente immaginare che i suoi costi fossero proibitivi. Da alcune ricerche emerge che l’unico esperto in galvanoplastica presente a Napoli in quegli anni era un artigiano tedesco, tale Hendrik, che si ritirò in patria proprio dopo il 1855. È anche per questo che Riccio non poté dotare di tavole in rilievo i due Supplementi al volume, usciti nel 1856 e nel 1861. Per il suo valore documentario, per la singolarità della tecnica adottata e per la finezza complessiva del lavoro, il Catalogo di Riccio resta un’opera che merita la massima attenzione.
Un’ultima domanda: perché oggi ha senso collezionare libri di numismatica?
Perché la numismatica, intesa come scienza, vive nei libri. È lì che ha preso forma e metodo nel tempo, attraverso generazioni di studiosi. Le monete raccontano la storia delle civiltà, ma sono i libri a trasmettere la storia del pensiero che le ha interpretate. Senza i libri non avremmo gli strumenti per comprenderle: resterebbero oggetti muti, privi di contesto. Per questo collezionare libri, e costituire una biblioteca numismatica, oggi ha più senso che mai: significa custodire la memoria viva di una straordinaria disciplina.






