
In copertina: Anton Smink Pitloo, Veduta di Castel d’Ovo, Napoli, 1820. Sovrapposte, alcune monete napoletane.
E’ in spedizione il nuovo numero di Panorama Numismatico di settembre 2011. A partire da questo numero è presente la nuova sezione EMISSIONI NUMISMATICHE col le nuove emissioni della Repubblica Italiana, di Vaticano e di San Marino. Gli articoli presenti in questo numero:
– Atti del convegno di studi su le monete commemorative dell’Unità d’Italia. – Pag. 3
– Michele Tocchi, La prima moneta commemorativa dell’Unità d’Italia: le 5 lire Firenze marzo 1861 – Pag. 6
– Francesco di Rauso, Monete napoletane inedite o poco note da Filippo III di Spagna a Ferdinando II di Borbone – Pag. 12
– Lorenzo Bellesia, Alcune monete di Como – Pag. 22
– Inserto speciale a colori col prezzario di Panorama Numismatico dedicato alle monete del Regno di Sardegna da Vittorio Emanuele I a Vittorio Emanuele II re eletto – Pag. 25
di Francesco di Rauso e Gionata Barbieri
Grazie alle segnalazioni ricevute negli anni da amici che condividono la nostra stessa passione, abbiamo avuto la possibilità di archiviare immagini di monete rare ed inedite e, come vedremo più avanti, avere l’onore di dedicare loro i dovuti approfondimenti. Alcune di esse sono inedite e di grande interesse numismatico, inserendole in un unico studio abbiamo reso omaggio ad un grande autore del passato, il compianto dott. Michele Pannuti, che negli anni 1969 e 1972 pubblicò due articoli intitolati rispettivamente Monete napoletane inedite o poco conosciute dal XII al XIX secolo e Cinque monete napoletane poco conosciute. Egli raggruppò in ciascuno di questi scritti diversi nominali di varie epoche approfondendoli quindi attraverso le pagine del bollettino del Circolo Numismatico Napoletano. Ora quei grandi studiosi del circolo partenopeo non ci sono più, ma le monete inedite continuano ad affiorare dall’oblio, per questo riteniamo di aver fatto cosa utile impostando ed intitolando il presente studio come quelli del nostro illustre predecessore.
Fu nel 1509 che l’imperatore Massimiliano d’Austria concesse il diritto zecca a Giacomo IV Appiani nel diploma di investitura del feudo di Piombino.
Questo diritto non fu goduto che verso la fine del secolo quando l’imperatore Rodolfo eresse Piombino a stato insignendo del titolo di principe Giacomo VII Appiani (1594-1603). Di quest’ultimo si conoscono infatti monete in argento e mistura. Morto Giacomo VII senza eredi, il feudo fu venduto al nipote di papa Gregorio X, Niccolò Ludovisi (1634-1665) che riaprì la zecca. Successore di Niccolò fu il figlio Giovan Battista (1665-1695) alla cui morte la zecca fu definitivamente chiusa. Nel 1805 il Principato di Piombino fu assegnato alla sorella di Napoleone, Elisa, ed al marito Felice Baciocchi.
di Giuseppe Carucci
Avere l’hobby del collezionare qualcosa è molto bello poiché riempie la vita, ti porta a fare ricerche, studi, ti entusiasma quando riesci a trovare un pezzo che ti mancava. Attenzione però, bisogna tenere a freno sia la tasca che, soprattutto, qualche momento negativo a livello emozionale.
Per una storia di Bologna attraverso le sue monete
La situazione a Bologna negli anni 1848-49 fu densa di avvenimenti, culminati con la cacciata degli Austriaci dalla città nell’eroica giornata dell’8 agosto del ’48, e con la proclamazione della Repubblica romana nel ’49, che includeva la Legazione bolognese.
Lo scontento popolare contro il governo pontificio si era già manifestato in più occasioni (moti carbonari del 1821 e 1831), prodromi degli eventi risorgimentali del ’48-49 e del 1859 (governo provvisorio delle Romagne che prelude all’Unità d’Italia). Nel 1831 il potere temporale dei Papi è dichiarato decaduto: nel febbraio si formò a Bologna il Governo delle Province Unite che comprendeva territori delle Legazioni e delle Marche, che però dopo appena un mese si estinse.










