Il Foglio Numismatico. Periodico di letteratura sulla scienza delle monete (ISSN 3035-0603) è il nuovo progetto editoriale diretto dal prof. Luca Lombardi, nato dalla dedizione verso una disciplina che, pur avendo un trascorso millenario, continua a riservare straordinari spunti di riflessione storica.
Il periodico è stato avviato con il fine di approfondire e condividere le conoscenze sulla letteratura numismatica, essenziali non solo per lo studio delle monete, ma anche per ricomporre i percorsi complessi, e spesso tortuosi, che hanno portato alla costruzione del sapere. L’obiettivo sarà perseguito mettendo in luce i contributi degli studiosi che hanno lasciato un segno indelebile in questo campo.
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Da sinistra: Margherita, Paola e Luisa Winsemann Falghera in compagnia del Prof. Luca Lombardi, organizzatore del Premio “Biblionumis” per la ricerca numismatica.
Il Premio “Biblionumis” per la ricerca numismatica è stato assegnato alla memoria dell’ingegner Ermanno Winsemann Falghera in un’emozionante cerimonia tenutasi il 29 giugno 2024 nella storica Veneranda Biblioteca Ambrosiana di Milano.
Il professor Luca Lombardi, fondatore e organizzatore del Premio, ha introdotto il conferimento ripercorrendo la sua storia: lanciato nel 2017 e ufficialmente inaugurato nel 2018, il concorso ha l’obiettivo di celebrare e promuovere quanti hanno contribuito significativamente al progresso degli studi numismatici. Particolare enfasi è stata data al prestigioso elenco dei premiati delle sette edizioni, specificando come questi studiosi rappresentino un pantheon di eccellenza, un termine certamente evocativo che mette in risalto il loro eccezionale contributo nel campo della numismatica. Ciascuno di essi, infatti, ha arricchito la disciplina con approfondimenti e ricerche pionieristiche capaci di ridefinire la comprensione delle monete studiate. (altro…)
Nell’80º anniversario del Bombardamento, il Comune di Dalmine con il fondamentale contributo di Tenaris Dalmine, ha realizzato una medaglia commemorativa dedicata al tragico avvenimento avvenuto il 6 luglio 1944, in cui morirono 280 persone e oltre 800 rimasero ferite.
La medaglia, che sarà consegnata sabato 6 luglio 2024 alle ore 20.30, prima del tradizionale concerto, è stata realizzata dallo scultore Luigi Oldani, che così ricorda quel momento:
La figura di Dominique Vivant Denon, di cui ricorrerà l’anno prossimo il duecentenario della morte (Givry, Chalon-sur-Saône, 1747 – Parigi 1825), è quanto mai complessa: diplomatico, incisore, scrittore, collezionista, conobbe Napoleone grazie alla sua attività di incisore e disegnatore di monete e medaglie, e ne divenne il consigliere artistico seguendolo poi nella campagna d’Egitto di cui narrò le imprese nel Voyage dans la haute et basse Egypte (1802). Direttore generale dei Musei di Parigi dal 1804, grande conoscitore d’arte e ricercatore instancabile, fu anche collezionista di particolare raffinatezza, mettendo insieme una notevole raccolta di opere, poi dispersa. Fu in contatto con i maggiori intellettuali e artisti della sua epoca, da Voltaire a Jacques-Louis David, compresi molti valenti incisori come Andrieu, Brenet, Manfredini, Droz, Jeuffroy.
La pubblicazione del suo carteggio riferito all’attività di riorganizzazione e gestione della Zecca delle Medaglie, a cura di Alain Borghini, permette dunque di entrare nel vivo di un’epoca straordinaria per vitalità e innovazione. Dominique Vivant Denon Direttore della Zecca delle Medaglie di Parigi attraverso la sua corrispondenza ufficiale 1802-1815 raccoglie circa 235 lettere selezionate tra i circa 4.000 documenti riconducibili al suo periodo di attività parigina conservati presso istituti culturali francesi.
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È uscito il nuovo numero di «Panorama Numismatico» (n. 407, luglio-agosto 2024).
In copertina, Monetazione in lire della Repubblica Italiana (1946-2001), approfondimento di Luigi Franzoni sulle coniazioni italiane giunta alla quarta parte, comprensiva di varianti, prove e progetti.
Troverete, all’interno
Per le curiosità numismatiche:
- Tra gli usi non convenzionali della moneta vi è l’alterazione per ottenere un pegno d’amore (love token), una tradizione molto comune nei secoli XVIII e XIX in Gran Bretagna, o per commemorare e ricordare particolari avvenimenti come una nascita o un matrimonio. Ne parla Gianni Graziosi, con particolare attenzione ai gettoni d’amore incisi a mano dai detenuti delle colonie penali, in Testimonianze d’amore.







