Il quinto numero (giugno 2026) de Il Foglio Numismatico. Periodico di letteratura sulla scienza delle monete (ISSN 3035-0603), diretto da Luca Lombardi, si inserisce con piena coerenza in un percorso editoriale ormai definito: l’ampio formato offre agli scritti una disposizione ordinata ed efficace, mentre il numero doppio amplia lo spazio disponibile sostenendo un impianto monografico compatto, costruito attorno a un tema preciso e sviluppato con rigore.
Dopo aver concentrato l’attenzione, nel numero precedente, sulla figura di Memmo Cagiati nel centenario della scomparsa, la nuova uscita ne prosegue idealmente lo studio spostando il focus su un momento decisivo della sua attività: la fondazione del Circolo Numismatico Napoletano.
Gli scritti presentati sono disposti secondo una linea narrativa chiara che muove dalle premesse biografiche per giungere alla fondazione del sodalizio. Il primo contributo, Alle origini del Circolo Numismatico Napoletano, affronta un nodo storiografico rimasto a lungo in ombra: il ruolo effettivo di Cagiati nella fondazione del Circolo. L’indagine si fonda su una fonte primaria di grande rilievo, il verbale della prima adunanza del Consiglio direttivo del Circolo del 9 novembre 1913, documento che viene valorizzato come testimonianza diretta e articolata. La figura di Cagiati emerge con una nettezza che raramente si incontra nella letteratura sull’argomento: non semplice promotore tra altri, ma unico e autentico motore dell’iniziativa, capace di trasformare una condizione iniziale di isolamento in un progetto condiviso. Il testo insiste con misura su un passaggio significativo: la scoperta, da parte di Cagiati, di una rete di studiosi locali disposta ad accoglierlo e a mettere in comune risorse e conoscenze. Le visite alle collezioni, l’accesso alle biblioteche private, le conversazioni tra studiosi costituiscono il terreno concreto da cui nasce il progetto del Circolo.
Nel secondo contributo, Dall’idea all’azione: percorsi, protagonisti e contesto culturale nella fondazione del Circolo Numismatico Napoletano, il discorso si amplia e si articola ulteriormente. Qui la ricostruzione si fonda sull’articolo programmatico pubblicato da Cagiati nel 1913 su Il Supplemento alla sua opera, che viene interpretato come il momento decisivo del passaggio dall’elaborazione teorica dell’idea del Circolo alla realizzazione più concreta. Il valore dello scritto di Cagiati risiede nella capacità di fotografare il clima culturale partenopeo in trasformazione e il risveglio degli studi numismatici nel Mezzogiorno. Cagiati mostra piena consapevolezza degli ostacoli che frenavano lo sviluppo della disciplina: la scarsità di libri disponibili, la limitata accessibilità delle collezioni pubbliche, la chiusura di quelle private. L’idea del Circolo si configura allora come risposta concreta a queste esigenze fondandosi su principi semplici, come la condivisione di informazioni, lo scambio di monete duplicate, l’apertura delle collezioni, e su una visione precisa della ricerca come attività collettiva.
Uno degli aspetti più riusciti del contributo è l’attenzione alla dimensione relazionale. Il Circolo viene presentato come luogo di incontro, capace di collegare realtà diverse. Il dialogo con il Circolo Numismatico Milanese, testimoniato da un telegramma inviato da Serafino Ricci a Cagiati, assume un valore emblematico: lungi dall’essere un gesto meramente formale, appare come una forma di riconoscimento. Allo stesso modo, l’intervento dei fratelli Gnecchi, con la donazione al Circolo di volumi duplicati della Società Numismatica Italiana, viene presentato nella sua duplice portata: come supporto materiare per le ricerche e come legittimazione simbolica.
Di particolare rilievo, all’interno del numero, è l’ampio apparato iconografico che accompagna il secondo contributo. La sequenza di una ventina di fotografie dei primi soci del Circolo offre un apporto documentario concreto, restituendo volti e presenze che altrimenti resterebbero sullo sfondo. Le immagini, provenienti da materiali poco accessibili, sono state oggetto di un lavoro puntuale, orientato a recuperarne la leggibilità senza alterarne il carattere. L’impiego degli strumenti digitali in questo senso si mantiene sobrio, in linea con un indirizzo già riconoscibile nel periodico: la tecnologia interviene con discrezione, a sostegno delle fonti. Accanto alle immagini, la lista completa dei primi soci del Circolo assume un’importanza notevole. Si tratta di una fonte di grande valore per la storia della numismatica italiana. La sua pubblicazione consente di osservare con immediatezza la composizione sociale e culturale del sodalizio: un nucleo ristretto di fondatori, affiancato da una rete più ampia di soci ordinari e corrispondenti. L’eterogeneità delle figure, studiosi, aristocratici, professionisti, restituisce l’immagine di un ambiente dinamico, nel quale competenze diverse convergono attorno a un interesse comune. Per lo studioso, questo elenco offre un accesso diretto ai protagonisti di una stagione decisiva della storia della numismatica.
Nel complesso, questo numero de si distingue per una forte unità tematica. I contributi non si sovrappongono né si ripetono, ma si integrano, ciascuno aggiungendo un elemento necessario alla comprensione dell’insieme. La figura di Cagiati attraversa l’intero numero, ma senza diventare oggetto di celebrazione. Il taglio resta saldo, ancorato ai documenti e alle dinamiche concrete.
In chiusura, questa uscita conferma la qualità e la coerenza editoriale del periodico. La scelta di sviluppare temi monografici in uno spazio apparentemente limitato si rivela ancora una volta efficace: la compattezza favorisce la concentrazione, evitando dispersioni e mantenendo alto il livello dell’argomentazione. Il contributo offerto alla conoscenza del Circolo Numismatico Napoletano è concreto e misurabile: documenti riportati con precisione, interpretazioni fondate, materiali iconografici restituiti con intelligenza. Più in generale, il periodico continua a definire con chiarezza il proprio ruolo: un luogo in cui numismatica e bibliografia si intrecciano, trovando una forma editoriale ben calibrata e allo stesso tempo capace di produrre nuovi spunti di ricerca.
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