L’asta di Finarte segna la prima vendita del settore dopo il rilancio del Dipartimento di Numismatica con l’arrivo di Alberto Ambrosetti, recentemente nominato Responsabile Dipartimento.
Finarte presenterà a Milano, il 12 e 13 marzo, una prestigiosa raccolta proveniente da un’importante famiglia nobiliare che, nel corso di più generazioni, ha custodito le monete non soltanto come beni di valore, ma soprattutto come autentiche testimonianze di epoche, eventi e culture differenti.
Ogni moneta racconta una storia di sovrani, città, guerre e commerci, ma anche delle mani che l’hanno posseduta e tramandata nel tempo. La selezione riflette un approccio collezionistico attento e personale, in linea con i canoni tradizionali diffusi tra Otto e Novecento, che privilegiavano la rarità e la varietà tipologica. Il percorso accompagna il collezionista dagli albori della monetazione greca antica, attraverso la monetazione imperiale romana, il Medioevo e il Rinascimento italiano, fino al periodo risorgimentale e alla fine del XIX secolo, con frequenti e significative aperture oltre i confini italiani.
Un’attenzione particolare è stata riservata alla monetazione della Serenissima Repubblica di Venezia, che rappresenta l’ultimo grande capitolo dell’impegno collezionistico della famiglia conferente. Per oltre due decenni, dagli anni Settanta fino al 1992, la raccolta si è arricchita con costanza, dando vita a un nucleo ampio e significativo di oselle, formato attraverso la partecipazione alle principali aste numismatiche dell’epoca, al quale è dedicata la sezione finale del catalogo.
«Con questa asta desideriamo condividere tale patrimonio, offrendo a collezionisti esperti e a nuovi appassionati l’opportunità di avvicinarsi a una raccolta che conserva il fascino discreto delle grandi collezioni private di un tempo», racconta Alberto Ambrosetti, Capo Dipartimento di Numismatica.
L’ingresso di Ambrosetti, figura di riconosciuta esperienza nel settore delle aste, segna l’inizio di una nuova fase di sviluppo per Finarte, con l’obiettivo di consolidare e ampliare l’offerta dedicata alle monete rare. Appassionato cultore della materia fin da giovane, ha sviluppato un percorso di studio e ricerca che lo ha portato a diventare un riconosciuto esperto della monetazione italiana e del relativo mercato.
«Sotto la guida di Alberto Ambrosetti, il Dipartimento di Numismatica di Finarte si propone di diventare un punto di riferimento per collezionisti e appassionati, valorizzando la tradizione numismatica italiana con uno sguardo contemporaneo e internazionale», conclude Alessandro Guerrini, Amministratore Delegato del Gruppo Finarte.
Di seguito, presentiamo una selezione tratta dall’Importante collezione numismatica di una nobile famiglia italiana.

Lotto 6. Egitto, Tolomeo II (285-246 a.C.), mnaieion o ottodramma in nome di Arsinoe II, emissione postuma da Tolomeo V a Tolomeo VIII, post 193/2 a.C., Alessandria. Oro, 27,90 g, Ø 29,00 mm, SPL.

Lotto 18. Elio (Aelius), come Cesare (137), aureo, s.d., Roma. Oro, 7,20 g, Ø 17,80/19,20 mm, q.FDC.
L’asta si aprirà con una selezione di monete antiche, tra cui risalta il bellissimo esemplare di mnaieion o ottodramma in nome di Arsinoe II battuto da Tolomeo II (285-246 a.C.). È stata avanzata l’ipotesi che i mnaieion di tipo K, prodotti nel periodo compreso tra i regni di Tolomeo VI e Tolomeo VIII, presentino un’immagine volutamente dissimulata di Cleopatra II, sorella e successivamente consorte di entrambi i sovrani. In questa prospettiva, la lettera K collocata dietro il capo potrebbe alludere al nome di Cleopatra. Nelle emissioni originarie di Tolomeo II e III, che funsero da modello per le serie successive, la K costituiva infatti una delle lettere impiegate per identificare i coni del dritto. È comunque evidente che il volto raffigurato su queste emissioni più tarde si discosta notevolmente dalle sembianze di Arsinoe II, come appaiono nelle monete d’oro più prossime alla sua epoca (lotto 6, base d’asta € 7.000).
Per la monetazione romana, splendido è l’aureo di Elio (Aelius), come Cesare (137) di eccezionale conservazione (lotto 18, base d’asta € 9.000). Negli ultimi anni della sua vita, segnati da gravi difficoltà fisiche, Adriano fu costretto ad affrontare il delicato problema della successione imperiale. Nel 136 d.C. la sua scelta ricadde su Lucio Ceionio Commodo, console in carica in quell’anno, che assunse il nome di Lucio Elio Cesare. Si trattava però di un personaggio privo di una solida esperienza sia in ambito militare sia in quello amministrativo; per questo motivo gli vennero attribuiti i poteri tribunizi e fu inviato lungo il confine danubiano, con l’incarico di governare la Pannonia. Il progetto dinastico di Adriano non ebbe tuttavia il tempo di realizzarsi. Elio morì prematuramente nel 138 d.C., lasciando ancora una volta l’imperatore, ormai gravemente malato, senza un erede designato.

Lotto 114. Ducato di Milano, Carlo V di Spagna, imperatore (1535–1556), medaglia o testone della Pietà, s.d., Milano. Argento, 11,74 g, Ø 31,00 mm, BB/SPL.

Lotto 53. Granducato di Toscana, Cosimo III de’ Medici (1670–1723), doppia 1716, II serie, Firenze. Oro, 6,69 g, Ø 26,00 mm, BB.
Per le zecche italiane, molti sono i lotti che meritano particolare attenzione, ad iniziare dalla doppia 1716 di Cosimo III de’ Medici, della massima rarità (lotto 53, base d’asta € 5.000) e dalla medaglia o testone della Pietà di Carlo V, molto rara, con una bellissima patina iridescente (lotto 114, base d’asta € 2.000).

Lotto 153. Ducato di Parma e Piacenza, Ranuccio II Farnese (1646-1694), doppia 1690, Parma. Oro, 6,66 g, Ø 24,50 mm, BB.
La doppia 1690 di Ranuccio II Farnese, detta “del vento” (lotto 153, base d’asta € 5.000), che riporta la legenda “Pellit et attrahit”, ovvero “spinge e trascina”, è una delle emissioni più affascinanti realizzate dalla zecca di Parma nel XVII secolo. Il suo modello iconografico affonda le radici nella tradizione farnesiana, ispirandosi a una celebre moneta fatta coniare dal predecessore Ranuccio I per la zecca di Piacenza che, succeduto al padre Alessandro impegnato nelle campagne militari nelle Fiandre, scelse di rappresentare sulle proprie monete l’allegoria di Eolo che soffia contro le nubi, respingendole e trascinandole lontano. Un’immagine di grande forza simbolica, concepita per evocare la determinazione e il coraggio necessari a difendere il futuro del Ducato, virtù che il giovane duca intendeva idealmente raccogliere in eredità dal padre. Seguendo la medesima linea allegorica, anche Ranuccio II adottò questa potente iconografia, affidandone l’esecuzione allo zecchiere Giovanni Gualtieri, le cui iniziali compaiono al diritto ai lati della data. Di questa rarissima tipologia sono oggi noti soltanto pochissimi esemplari, tutti datati 1692 (rif. MIR 1030). Il millesimo 1690 qui presentato compare per la prima volta sul mercato e deve pertanto considerarsi inedito e mai repertoriato. Il Corpus Nummorum Italicorum segnala inoltre l’esistenza di una prova in rame datata 1688 (rif. CNI 19), della quale tuttavia non si conoscono esemplari giunti fino a noi, a ulteriore riprova che i coni della moneta erano già stati predisposti e ufficialmente completati ben prima del 1690.

Lotto 185. Repubblica di Venezia, Pietro Grimani, doge CXV (1741-1752), scudo della croce da 12 zecchini, sigle FP, Venezia. Oro, 41,82 g, Ø 44,00 mm, Bello SPL.
Per la monetazione veneziana, contraddistinta dalla presenza di opulenti multipli in oro, giunti fino a noi in numero estremamente esiguo e oggi considerati oggetti collezionistici di eccezionale interesse, citiamo lo scudo della croce da 12 zecchini di Pietro Grimani (lotto 185, base d’asta € 8.000), una pezzatura ad oggi inedita nella letteratura per questo doge ma pienamente coerente, sotto il profilo filologico, con le emissioni realizzate dai dogi precedenti e successivi. Questo esemplare, oltre a distinguersi per il suo straordinario fascino estetico, con il “potente” leone di San Marco raffigurato al rovescio, assume anche un’ulteriore e rilevante valenza storico-numismatica, poiché consente di colmare un vuoto significativo nella produzione monetale riferibile al dogado di Pietro Grimani.

Lotto 485. Oselle di Venezia, Alvise IV Mocenigo, doge CXVIII (1763-1778), osella da 4 zecchini, anno X, 1772. Oro, 13,94 g, Ø 34,00 mm, q.FDC.

Lotto 428. Oselle di Venezia, Alvise II Mocenigo, doge CX (1700-1709), osella da 4 zecchini, anno V, 1704. Oro, 13,95 g, Ø 37,00 mm, SPL.
Altre due monete veneziane meritano una particolare menzione: l’osella da 4 zecchini, anno V, 1704 di Alvise II Mocenigo, di qualità del tutto inusuale (lotto 238, base d’asta € 8.000), e l’osella da 4 zecchini, anno X, 1772 di Alvise IV Mocenigo, di eccezionale conservazione (lotto 485, base d’asta € 6.000).

Lotto 231. Sacro Romano Impero, Massimiliano I, imperatore eletto (1508-1519), lira imperiale o testone 1516, Verona. Argento, 9,70 g, Ø 30,00 mm. Bello SPL.
Rarissima e di grande fascino è la lira imperiale o testone di Massimiliano I, imperatore eletto (1508-1519), coniata a Verona nel 1516, probabilmente il miglior esemplare apparso per conservazione (lotto 231, base d’asta € 30.000).
Chiudiamo con la monetazione estera e il portugalöser da 10 ducati 1689 di Amburgo (lotto 308, base d’asta € 12.000), di grande bellezza, con altissimi rilievi e fondi speculari.

Lotto 308. Germania, Amburgo, Libera Città Anseatica, portugalöser da 10 ducati, 1689, Amburgo. SPL.
Info:
Finarte, 12 e 13 marzo 2026
Presso: Finarte, via de Bossi 2, Milano.
Esposizione: Dal 9 al 13 marzo, dalle 9:30 alle 18:00, presso Finarte, via de Bossi 2, Milano.
Timetable: Giovedì 12 marzo, dalle ore 14:30, prima tornata: lotti 1-278 (monete antiche, di zecche italiane e papali).
Venerdì 13 marzo, dalle ore 14:30, seconda tornata: lotti 279-512 (monete di Casa Savoia, estere e Oselle di Venezia).
Info: Finarte Auctions, via dei Bossi, 2, Milano
Tel. +39 02 3363801 – Fax +39 02 28093761
Email: numismatica@finarte.it
Asta live: www.finarte.it/asta/importante-collezione-numismatica-di-una-nobile-famiglia-italiana-milano-2026-03-12
(si può seguire e partecipare all’asta tramite lo stesso link)
Il catalogo è consultabile su: www.finarte.it/asta/importante-collezione-numismatica-di-una-nobile-famiglia-italiana-milano-2026-03-12



