Articoli su argomenti vari legati alla numismatica, alle monete e alle medaglie. Articoli di costume, usanze e curiosità numismatiche.
di Gianni Graziosi
A Ueken, un comune nel Cantone di Argovia, in Svizzera, è stata fatta una scoperta particolarmente interessante e fortunat: è stato ritrovato uno tra i più ricchi tesori di monete romane in territorio elvetico. Ovviamente questo non è il primo e l’unico rinvenimento monetale proveniente dal territorio dell’attuale Svizzera. Si possono ricordare il migliaio di monete in bronzo del periodo imperiale (II-III secolo) scoperte, nel 2014, a Orsellina (Canton Ticino), il tesoro monetale romano, occultato dopo il 270 d.C., ritrovato a Oberriet (Cantone San Gallo), oppure quello, sotterrato intorno al 230 d.C., scoperto a Bäretwil (Cantone Zurigo). Notevole anche il cosiddetto ripostiglio del mercenario di Colle Teodulo (Cantone Vallese) dove, a circa 3.000 metri di quota, furono scoperti (1984) i resti mortali di un uomo, conservati nel ghiacciaio, e vari materiali come legno, tessuto, cuoio, armi, monete, pezzi di vetro, gioielli e una borsa contenente 184 monete, la maggior parte datate alla seconda metà del XVI secolo. Per non dimenticare i gioielli d’oro, veri capolavori dell’arte orafa d’epoca romana, ritrovati nel 1741 nell’antica vicus di Lunnern, oggi comune di Obfeldn (Cantone Zurigo), solo per fare qualche esempio.
Segue: articolo completo in formato PDF anteprima da Panorama Numismatico nr.317, maggio 2016.
La parola tedesca notgeld è composta da not (bisogno, necessità) e geld (denaro), letteralmente denaro di necessità, quindi si riferisce a monete, banconote, succedanei della moneta divisionale, pezzi emessi durante periodi di grande crisi economica come nell’epoca dei due conflitti mondiali. Molte nazioni, nel periodo 1914-1947, utilizzarono moneta di emergenza come Algeria, Austria, Belgio, Danimarca, Francia, Germania, Italia, Olanda, Russia, Spagna, Ungheria, solo per fare qualche esempio. In Germania i notgeld fecero la loro prima apparizione durante la prima guerra mondiale (luglio 1914) allo scopo di sostituire gli spiccioli diventati molto rari; infatti i metalli, come sempre accade nei periodi di grande instabilità, venivano tesaurizzati oppure impiegati per lo sforzo bellico. In genere i notgeld erano biglietti cartacei di valore modesto da 10, 25, 50, 75 pfennig (centesimi di marco tedesco), emessi da banche locali, enti, associazioni culturali, comunità religiose, partiti politici, imprese e, soprattutto, dai comuni; ebbero una grande diffusione nel periodo 1915-1922. Oltre ai biglietti cartacei furono usati pezzi in cuoio, seta, lino (leinengeld) oppure monete in zinco, lamine d’alluminio e persino tondelli in porcellana (porzellangeld).
CRISTO IN MAESTÀ, STANTE BENEDICENTE, STANTE CON IL GLOBO CRUCIGERO, A MEZZO BUSTO, NELL’ATTO DI USCIRE DAL SEPOLCRO; MARIA SEDUTA IN TRONO COL BAMBINO, A MEZZA FIGURA, IL TEMA DELL’ANNUNCIAZIONE; L’APOSTOLO MARCO IN PIEDI O SEDUTO MENTRE CONSEGNA AL DOGE IL VESSILLO; IL LEONE MARCIANO RAMPANTE, GRADIENTE, IN SOLDO O IN MOLECA; SANTA GIUSTINA STANTE CON IL PETTO TRAFITTO DA UN PUGNALE, DA SOLA O MENTRE INCORONA IL LEONE ALATO. SONO LE IMMAGINI ATTINENTI LA SFERA RELIGIOSA INCISE SULLE MONETE VENEZIANE.
Il presente articolo ha per oggetto i santi e le altre figure religiose presenti sulle monete coniate dalla Serenissima. Si premette che non saranno repertoriate tutte le monete con soggetti religiosi, praticamente tutta la produzione di Venezia che, partendo dalle emissioni imperiali per arrivare a quelle dogali, interessa un intervallo di quasi mille anni, ma solamente le varie tipologie. Inoltre non saranno presi in considerazione i soggetti religiosi raffigurati sulle oselle, sulla monetazione anonima per Venezia e i suoi possedimenti, sui multipli in oro di ostentazione da 10 a 105 zecchini, pezzi enormi che possono arrivare a pesare oltre 300 grammi.
Segue: articolo completo in formato pdf tratto da Panorama Numismatico nr.311 – Novembre 2015

Fig. 1. Il ritratto attribuito, grazie a nuovi elementi biografici, a Michele Laudicina jr., conservato al Museo Pepoli di Trapani.
di Michelangelo Bonì e Davide Maria Gabriele
IL RITRATTO CONSERVATO AL MUSEO PEPOLI DI TRAPANI E LE ATTIVITÀ DEL SICILIANO REALE ISTITUTO D’INCORAGGIAMENTO DI ARTI E MANIFATTURE.
Recenti e nuove scoperte per completare il mosaico della sua attività medaglistico-incisoria
Ricostruire la vita di un uomo, un artista, un genio non è cosa semplice. Ancor meno quando la vita di quest’uomo è andata obliata, forse dolosamente dimenticata, per quasi due secoli. Ridargli dignità è un atto profondo, una vittoria senza eguali, ancor di più se con quest’uomo condividi i luoghi natii, le strade assolate, le facciate secche delle chiese, il mare che ancora continua a scontrarsi con gli scogli. Rendere omaggio ad un conterraneo è qualcosa di unico, quasi magico, che vi lega per sempre.
Per tal motivo questo lavoro, seppur breve, vuole essere un tributo a un vincolo ormai inscindibile che porta, quasi spasmodicamente, ad una continua ricerca di nuovi tasselli di luce.
La zecca austriaca ha coniato una nuova moneta della fortunata e bella serie bimetallica (argento e niobio) con valore nominale di 25 euro; il primo tondello, emesso nel 2003, celebra i 700 anni della città di Hall in Tirolo: al rovescio è raffigurato un Guldiner del 1486. Il nuovo pezzo, datato 2015, celebra la cosmologia cioè la scienza che studia struttura ed evoluzione dell’intero universo in relazione allo spazio, al tempo e alla materia. La cosmologia è un aspetto del sapere filosofico e scientifico che, nel corso del Novecento, si è trasformato da indagine prevalentemente speculativa a disciplina fisica a tutti gli effetti, ben corredata di dati sperimentali, che cerca di correggere le teorie metafisiche o dogmatiche sull’origine dell’universo. Sul dritto si trovano le figure della sonda spaziale Rosetta, del pianeta Saturno e di alcune stelle; l’obiettivo principale della missione spaziale sviluppata dall’Agenzia Spaziale Europea è lo studio della cometa periodica (6,45 anni terrestri) Churyumov-Gerasimenko che appartiene alla famiglia delle comete gioviane. Sull’altro lato del tondello sono raffigurati il sistema solare, la nostra galassia e il grande telescopio (E-ELT, European Extremely Large Telescope) con uno specchio primario di 39 metri che sarà costruito, sul Cerro Armazones, nel deserto di Atacama in Cile e diventerà «il più grande occhio del mondo rivolto al cielo». Il pezzo, coniato in 65.000 esemplari, è formato da un anello esterno in argento (10 g) e da un tondello centrale (6,5 g) di niobio che presenta due contrastanti tonalità di colore, blu e giallo.











