Recensioni e schede di libri del mondo numismatico: libri su monete e medaglie, monete antiche e moderne, monetazione italiana e world coins.
La mostra numismatica “Le monete dei Savoia. Dal nido savoiardo al regno d’Italia” che si è svolta, dal 17 marzo al 10 aprile 2011 presso il Salone d’Onore del Palazzo della Prefettura in Novara, in occasione del 150° anniversario dell’Unità d’Italia, ha offerto, mediante l’esposizione di 379 monete coniate dall’XI al XX secolo, una preziosa occasione per meglio conoscere gli avvenimenti della dinasta dei Savoia. La storia della nostra penisola è infatti strettamente collegata a quella di questa famiglia, una fra le più antiche d’Europa, quasi mille anni. L’unità nazionale nasce, il 17 marzo 1861, sotto l’egida della monarchia sabauda. L’importante iniziativa culturale è stata realizzata grazie alla collaborazione fra la Prefettura di Novara, la Sovrintendenza per i Beni Archeologici della Toscana, la Provincia e il Comune di Novara, la Circoscrizione Centro di Novara, l’Associazione Culturale Phalantos, la delegazione F.A.I. di Novara ed anche grazie alla collaborazione e ai contributi di altri enti, associazioni, ma anche di privati cittadini. Questa lodevole iniziativa, oltre a mostrare che attraverso le monete si possono studiare aspetti culturali, storici, sociali ed economici di una nazione, ha anche il merito di aver dato alla stampa un interessante catalogo di ben 168 pagine con quattro contributi, scritti da diversi autori, e le immagini delle monete in esposizione.
La letteratura numismatica francese si arricchisce di un interessante e pratico lavoro che mira a catalogare e prezzare l’intera monetazione transalpina del Seicento e del Settecento che fu battuta per i quattro re di nome Luigi.
Sull’argomento, sottolineano gli autori nella loro presentazione, vi sono già altri testi consolidati: l’opera di Jean Duplessy, quella delle edizioni Gadoury e quella di Frédéric Droulers. Tutte opere però sensibilmente datate e questo, per un collezionista che cerca anche i valori di mercato delle monete, è un difetto di non poco conto.
Con questo volume prosegue la felice iniziativa della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana volta a pubblicare fondi o ripostigli conservati presso il Museo Archeologico di Firenze. In questo caso la pubblicazione avviene attraverso la sponsorizzazione della NIA che ha voluto dedicarla alla memoria di Angelo Bazzoni il noto esperto che ha lasciato un vuoto davvero incolmabile nella numismatica italiana.
Fu nel 1509 che l’imperatore Massimiliano d’Austria concesse il diritto zecca a Giacomo IV Appiani nel diploma di investitura del feudo di Piombino.
Questo diritto non fu goduto che verso la fine del secolo quando l’imperatore Rodolfo eresse Piombino a stato insignendo del titolo di principe Giacomo VII Appiani (1594-1603). Di quest’ultimo si conoscono infatti monete in argento e mistura. Morto Giacomo VII senza eredi, il feudo fu venduto al nipote di papa Gregorio X, Niccolò Ludovisi (1634-1665) che riaprì la zecca. Successore di Niccolò fu il figlio Giovan Battista (1665-1695) alla cui morte la zecca fu definitivamente chiusa. Nel 1805 il Principato di Piombino fu assegnato alla sorella di Napoleone, Elisa, ed al marito Felice Baciocchi.
LE MONETE DELLA ZECCA DI FIRENZE EPOCA MEDICEA – FERDINANDO I
LE MONETE DELLA ZECCA DI FIRENZE EPOCA MEDICEA – FRANCESCO
Con questi due, pubblicati il primo nell’aprile ed il secondo nel dicembre del 2010, Andrea Pucci è arrivato a dieci volumi dedicati alla monetazione medicea. Il primo volume risale al 2005. L’autore non è però partito da Alessandro, il primo de’ Medici a prendere il potere dopo la caduta della Repubblica di Firenze, bensì dalla fine, dal periodo lorenese. Ripercorrendo a ritroso la storia e la numismatica ora sta affrontando la monetazione cinquecentesca. Alla conclusione dell’intero ciclo mediceo quindi mancano appena due periodi, quelli di Alessandro e di Cosimo I.









