Recensioni e schede di libri del mondo numismatico: libri su monete e medaglie, monete antiche e moderne, monetazione italiana e world coins.
Philip Grierson è stato tra i maggiori studiosi di numismatica del secolo scorso. Nato nel 1910 a Dublino, è stato professore al Gonville and Caius College di Cambridge, legando a questa istituzione tutta la sua attività professionale e gran parte della sua vita. Nel corso di una luminosa carriera egli ha prodotto una quantità impressionante di articoli e libri in moltissimi campi della numismatica, non di rado tradotti in altre lingue. In particolare per la numismatica bizantina e medievale egli ha lasciato contributi fondamentali su cui si sono formate intere generazioni di studiosi. Per di più, fatto assai raro per un accademico, fu anche collezionista e mise insieme una splendida raccolta di monete bizantine e medievali che ha poi lasciato, rispettivamente, alla Dumbarton Oaks di Washington e al Fitzwilliam Museum di Cambridge.
Grierson ci ha lasciato nel 2006 all’età di 95 anni e nell’occasione del centenario della nascita è stato pubblicato questo libro fortemente voluto da Lucia Travaini, professoressa di Numismatica medievale e moderna all’Università Statale di Milano, che con lui ha collaborato per molti anni.
La prima edizione di questo lavoro risale al 1978, quando fu pubblicata dal compianto Victor Gadoury, noto commerciante monegasco. Ora invece esce la quarta edizione curata da Francesco Pastrone il quale ha portato avanti un lungo lavoro di affinamento e miglioramento sia nei contenuti di tipo scientifico che nelle valutazioni commerciali.
Pastrone, nella sua introduzione, sottolinea alcune differenze rispetto alla prima edizione. Sicuramente la più importante riguarda il totale abbandono delle tirature precedentemente indicate. Queste tirature, alla luce di nuovi studi ed aggiornamenti, non sono più risultate attendibili o sono addirittura in contrasto con quelle indicate da altri ricercatori. Per evitare quindi di fornire dati non provati, si è preferito ometterli anche perché per il collezionista ciò che conta è la reperibilità odierna.
La numismatica vive di appuntamenti e scadenze: aste, convegni, congressi, giornate di studio ecc. Ma vive anche di momenti bibliografici, attesi da una rilevante parte di chi si occupa di monete e medaglie. Da qualche anno tra gli eventi attesi c’è sicuramente l’uscita dell’annuale Quaderno di Studi, edito dall’Associazione Culturale Italia Numismatica, già “Circolo Numismatico Mario Rasile”.
Lo studio della storia e della monetazione medievali ha conosciuto negli ultimi anni un momento particolarmente felice di ricerca e approfondimento. Gli appassionati di queste monete sono in aumento. Ora la bibliografia numismatica si arricchisce di questo piacevole e valido studio sul denaro papiensis. Le monete di Pavia, di Mario Limido e Giorgio Fusconi, è edito nei Quaderni di Panorama Numismatico, e non è la prima volta che Nomisma diffonde cultura numismatica attraverso la stampa dei quaderni; ricordo, ad esempio, I cornuti in Piemonte nel sedicesimo secolo, Il mezzo denaro inedito di Rimbaldo Cadurcense vescovo di Imola (1317-1341), Le zecche di Trieste e Gorizia-Vicenza.
di Gianni Graziosi
Un libro scritto con patos e grande coinvolgimento. Cappellari all’inizio prende in considerazione il termine numismatico e, di conseguenza, il concetto di numismatica. Fornendo varie giustificazioni, egli ritiene che la parola numismatico generi confusione perché con lo stesso termine si indicano lo studioso di monete, il collezionista, il commerciante, l’appassionato, in altre parole una mescolanza di ruoli, una sovrapposizione di competenze. Per questo motivo ritiene utile definire ed utilizzare un glossario che ha come radice nummo; in questo modo si hanno a disposizione i termini nummoflilia, nummofilo, nummologia, nummologico, nummologo, nummomane, nummomania, nummoteca, nummotecario. Il significato di nummofilo è definito in questo modo: chi ama le monete in sé stesse, per la loro antichità o rarità, e ne fa collezione. Per il senso degli altri vocaboli, ovviamente, rimando alla lettura del volume. A questo punto mi sorge spontanea una domanda, a quale categoria appartengo? …ma procediamo. Il nummofilo possiede una struttura mentale razionale utile per descrivere scientificamente le monete e, nello stesso tempo, deve anche percepire ed apprezzare che non si trova semplicemente di fronte ad un gelido dischetto metallico. Un intero mondo di emozioni che, anno dopo anno, si sono stratificate come finissimi sedimenti, attendono solamente di essere decifrate, interpretate e portate alla luce. L’appassionato di monete non è un freddo collezionista senza anima, deve essere pervaso da uno spirito emotivo e poetico, che si appassiona anche davanti a un comune dischetto di rame logoro e consunto. Come scrive l’autore, la moneta è un piacevole e gustoso passatempo che ci consente di impugnare innumerevoli maniglie per aprire porte che conducono in mondi inaspettati.









