Recensioni e schede di libri del mondo numismatico: libri su monete e medaglie, monete antiche e moderne, monetazione italiana e world coins.
L’amore per la propria terra e per la numismatica traspaiono benissimo in questo libro di Ascanio Vattolo. È infatti dedicato alla terra friulana e in particolare al paese di Buja. Una terra, quella friulana, ricca di storia numismatica che alla numismatica ha dato alcuni tra i maggiori incisori che hanno fatto grande l’Italia.
Il libro non contiene solamente le biografie degli incisori arricchite da materiale iconografico originale e vario, propone anche aneddoti e curiosità di vera storia monetale. Il primo capitolo è una rassegna di notizie, molte curiose, attinenti la monetazione locale. Leggiamo, ad esempio, racconti di falsari, come di colui che stampava e poi “indorava” marenghi, e poi le vicende relative alla cartamoneta emessa sul finire del primo conflitto mondiale dai Comuni di Udine e di Buja.
Sono anche descritte delle medaglie emesse per ricordare avvenimenti locali come l’inaugurazione del Museo di Buja o della locale pieve. Si parla anche delle monete emesse ad Aquileia sia in età romana che medievale, a Gorizia, Latisana, Palmanova, ecc.
L’arte della medaglia tra Ottocento e modernità
Questa edizione speciale del Bollettino di Numismatica esce come catalogo, curato da Gabriella Angeli Bufalini, Responsabile del Medagliere del Museo Nazionale Romano, della mostra di medaglie tenutasi nel complesso del Vittoriano dal 20 dicembre 2013 al 19 gennaio 2014.
Nell’ambito della pubblicazione della collezione di Vittorio Emanuele III, che sta proseguendo anche con il Bollettino On Line affrontando diverse zecche affidate a vari autori, è uscito a settembre 2013 questo interessantissimo numero speciale, dedicato alle monete dei governi provvisori degli anni 1859-1860, presenti nella raccolta donata dal Re allo Stato Italiano.
Il problema delle monete false sta diventando una vera e propria piaga per il collezionista e per il commerciante. È vero che i falsi per ingannare i collezionisti nel mondo numismatico sono sempre esistiti ma fino ad alcuni anni fa erano per lo più circoscritti in ambiti abbastanza ben delineati: in particolare le monete antiche di un certo pregio e le monete moderne. Le monete di minor valore e quelle di scarsa conservazione sembravano invece immuni dal fenomeno. Ora invece è possibile trovare falsi ben fatti anche per quelle monete che, autentiche, costerebbero poche decine di euro.
Questa vera rivoluzione è stata resa possibile soprattutto per l’avvento di nuove tecnologie che hanno messo a disposizione dei falsari metodi di riproduzione davvero efficaci ma semplici e a bassissimo costo. Si può dire che un tempo il falsario era un artista (e non a caso i falsi di famosi falsari dell’Ottocento come il Becker sono diventati essi stessi oggetto da collezione) mentre ora è soltanto un buon artigiano con a disposizione la giusta tecnologia.
È opera meritoria quella che sta compiendo la Soprintendenza di Firenze e, in particolare, il dottor Fiorenzo Catalli, riguardo la pubblicazione delle splendide collezioni numismatiche affidate alla loro custodia. Basterà solo ricordare la pubblicazione del Museo del Bargello con cinque tomi dedicati alle monete italiane e quattro alle medaglie nonché la pubblicazione di importanti ripostigli monetali venuti alla luce nei secoli scorsi e rimasti intatti.
In questa occasione è presentato un ripostiglio venuto alla luce nel 1931 a Borgo San Lorenzo. Lasciamo però la parola, per così dire, ai curiosissimi fatti ben riassunti dall’autore, che li ha ripresi a sua volta dalla stampa dell’epoca: durante alcuni lavori di restauro del Palazzo Savi, seguiti anche per eliminare alcune strutture posticce e restituire le linee originarie all’edificio, e durante la demolizione, ad opera del muratore Giuseppe Venturini, di un soprammattone che chiudeva una finestra… cadde a terra, senza che il manovale se ne accorgesse, un sacchetto di pelle della grossezza di un pugno di un uomo… il cumulo di calcinacci nel quale rimase il sacchetto fu più tardi trasportato in un cortile sottostante da un altro manovale, Santi Attenzuoli, senza accorgersi di nulla.









