Novità, segnalazioni, curiosità sulla numismatica, monete e medaglie. Anteprime di aste numismatiche e nuove pubblicazioni dedicate alla numismatica.
Presso la sezione staccata di via Balista dell’Istituto delle Arti “F. Depero”, si è riunita la commissione per valutare il progetto della medaglia che sarà coniata dal Circolo Culturale Numismatico Filatelico Roveretano in occasione della XXII Mostra di Filatelia, Numismatica e Cartofilia, prevista presso l’Auditorium Melotti di Rovereto dal 7 al 9 ottobre prossimi. Dato l’alto numero di progetti presentati, mai così numerosi dall’inizio della lunga collaborazione iniziata nel 2002 con l’Istituto Depero, che in passato ha prodotto anche una medaglia dedicata al MART, la commissione si è trovata in difficoltà nel dover operare una scelta.
La zecca olandese è stata messa in vendita dallo Stato, che ne è possessore al cento percento. L’annuncio è stato dato dal viceministro delle Finanze Eric Wiebes, il quale ha aggiunto che ora le monete circolanti olandesi potrebbero essere coniate all’estero. La goccia di troppo è stata la commessa per la coniazione di 850 milioni in pesos cileni (la zecca lavorava anche per conto di Paesi stranieri) risultati difettosi e rifiutati dal committente, il quale ha richiesto il pagamento di una forte penale che ha mandato in rosso i conti della zecca. Lo Stato olandese ha dovuto così farsi carico del debito ma il primo provvedimento è stato il siluramento dell’amministratore delegato Marteen Brouwer.
Per la zecca di Utrecht si interrompe così una storica tradizione iniziata nel 1567, quando il re Filippo II di Spagna stabilì una zecca nelle Fiandre, territorio allora controllato dalla corona di Madrid.
Notizia tratta da «L’Arte del Francobollo», n. 51, luglio agosto 2016, p. 12.
Siamo arrivati all’asta numero 65 per la sammarinese InAsta e sarà una vendita particolarmente ricca e per tutti i gusti visto che saranno offerte monete dalle antiche alle moderne passando praticamente per tutti i settori numismatici con i consueti punti di forza come le zecche italiane e le banconote. I lotti, infatti, sono 1378 e saranno esitati tutti sabato 24 settembre a Borgo Maggiore, nella Repubblica di San Marino, presso il Grand Hotel Primavera (via Luigi Cibrario, 22/24). Si comincerà la vendita alle ore 9.00, come al solito con le monete antiche.
E proprio dalle antiche cominciamo anche la nostra rassegna. Segnaliamo per esempio un denario di Augusto di zecca spagnola (lotto 73, qSPL, stima di 850 euro) con la testa laureata a sinistra e al rovescio un carro da trionfo con un’aquila legionaria inserito dentro un bellissimo tempietto a quattro colonne. A fianco del tempietto si trovano le lettere SPQR.
È uscito il numero di settembre (a. XXXIII, n. 320) di Panorama Numismatico.
In copertina, la seconda parte dell’articolo La zecca pontificia di Modena. La monetazione di Leone X, di Michele Chimienti, Guglielmo Cassanelli e Claudio Cassanelli, che tratta del periodo successivo alla sottomissione della città emiliana allo Stato pontificio, quando ne fu governatore Francesco Guicciardini, che vide – nel 1517 – la riapertura della zecca modenese dopo un periodo di inattività.
Troverete all’interno:
- Quando si sorseggiava il Vin Tonique Mariani, di Gianni Graziosi, la bevanda a base di cocaina ideata nel 1863 da Angelo Mariani che ebbe, tra gli estimatori, personaggi illustri e alla quale furono dedicate medaglie, placchette e francobolli (disponibile anche online).
di Gianni Graziosi
Il córso Angelo Mariani (1838-1914), nato il 17 dicembre a Pero-Casevecchie (Corsica), fu un chimico e preparatore farmaceutico dotato di un notevole spirito imprenditoriale, inventore di una celebre bevanda tonica, a base di vino alla cocaina, commercializzata nel 1863 con il nome di Vin Mariani. Il prodotto ottenne grande successo in tutta Europa e rese ricco e famoso il suo creatore. La cocaina, un alcaloide con formula bruta C17H21NO4, è uno stupefacente che agisce sul sistema nervoso e si estrae dalle foglie della pianta della coca (Erythroxylum coca), un arbusto originario delle regioni tropicali centrali e nord-occidentali dell’America del Sud, che ha foglie alterne di un verde intenso. I principali produttori di coca sono la Colombia, la Bolivia, il Perù e il Brasile.
L’abitudine di masticare foglie di coca mescolate ad una sostanza alcalina, per facilitare l’estrazione del principio attivo, è una pratica che risale alle civiltà precolombiane ed è, ancora oggi, diffusa nei paesi andini. I più antichi reperti archeologici, attestanti l’impiego delle foglie di coca fra le popolazioni sudamericane, sono datati al 6.000 a.C. La cocaina estratta per effetto della masticazione passa nella saliva e viene lentamente assorbita attraverso la mucosa della bocca. Gli effetti compaiono lentamente e durano qualche ora. Masticare foglie di coca allevia i sintomi della fame, aumenta la forza e la resistenza fisica, riduce le difficoltà respiratorie a grandi altezze. La crescita della produzione e del consumo risale al XVI secolo e fu opera degli spagnoli. Le foglie di coca venivano fatte masticare agli schiavi indigeni, che lavoravano nelle miniere d’argento di Potosí (Bolivia), per dare loro maggior resistenza alla fatica e ridurre gli effetti della fame e della sete, tutto al fine di incrementare la produzione. Con l’argento estratto vennero coniati anche i famosi pezzi da otto real (real de a ocho o peso de ocho) che si riconoscono dal segno impresso dalla zecca di Potosí, il monogramma P, T e S: la moneta, pesante circa 27,4 g, era pure denominata dollaro spagnolo.









