Anteprime di aste numismatiche italiane e di tutto il mondo, con segnalazione dei più bei lotti di monete e medaglie offerte nelle prossime aste.

Francia, Secondo Impero, Napoleone III (1852-1870), 100 franchi testa laureata prova, tiratura speciale 1862, E, zecca di Parigi
L’asta che MDC-Monnaies de collection ha tenuto il 3 e 4 giugno scorso ha segnato un record per una moneta francese: la prova da 100 franchi testa laureata di Napoleone III (1852-1870), tiratura speciale 1862, E (lotto 735), venduta a 528.000 euro, tasse incluse.

Sego, statere d’oro, ca. 5-15 d.C., ABC 441, trovato vicino a Dover, Kent, nel 1990. Solo altri sette esemplari noti.
Una rara moneta celtica di 2.000 anni, che si pensa sia collegata alla tratta degli schiavi nella Gran Bretagna dell’età del ferro, sarà venduta il 17 luglio dalla casa d’aste Chris Rudd.
Trovata vicino a Dover, nel Kent, nel 1990, la moneta è uno statere d’oro di Sego, che potrebbe essere stato un figlio di Tasciovano e che governò nel Kent orientale intorno al 5-15 d.C. «Penso che Sego fosse coinvolto nella tratta degli schiavi attraverso il canale», afferma Elizabeth Cottam, specialista in monete celtiche. «Sospetto che Sego abbia comprato prigionieri da altri governanti tribali britannici, li abbia pagati con stateri d’oro come questo e li abbia traghettati attraverso la Manica per cederli a mercanti di schiavi gallo-romani». A sostegno della sua teoria, Liz afferma che Strabone, il geografo greco, riferì che gli schiavi erano una delle principali esportazioni della Gran Bretagna, che una catena per schiavi è stata trovata nel Kent e che una moneta d’argento celtica, trovata anch’essa nel Kent, mostra un’anfora da vino romana portata da due schiavi. «Non è tutto», continua Liz, «simili anfore di vino romane sono state trovate nel Kent e, inoltre, il nome di Sego si trova su una moneta di bronzo cantica che mostra quella che avrebbe potuto essere una nave di schiavi attraverso la Manica».
Il 12 novembre si terrà, nella consueta sede di Villa Botta Adorno, l’Asta 75 della ditta pavese Varesi. Oltre 1.000 lotti che spaziano dall’evo antico (greche, romane e bizantine) fino al contemporaneo sono illustrati nel catalogo.
Tra le antiche ci ha colpito per modulo, centratura e buona conservazione il sesterzio di Nero Claudio Druso (lotto 85, BB/SPL, base d’asta 1.500 euro) e due solidi d’oro dell’imperatore Costante riportati ai nn. 163 (SPL+, base d’asta 1.800 euro) e 165 (definito “eccezionale”, q.FDC, base d’asta 1.800 euro): il primo presenta, al rovescio, la Vittoria alata andante a sinistra con un trofeo mentre il secondo reca la rappresentazione di due Vittorie alate che sorreggono una corona.
Éditions Victor Gadoury terrà la sua asta d’autunno venerdì 15 e sabato 16 novembre presso l’Hôtel Méridien Beach Plaza del Principato di Monaco. Dopo aver battuto, nel 2018, l’asta più grande della sua storia, la casa d’aste Gadoury ci presenta ora 2135 lotti con molte rarità che attraversano tutti i periodi, dall’antichità all’epoca contemporanea.
Di particolare rilievo, per il mercato numismatico italiano, è la seconda parte della Collezione di un gentiluomo di Casa Savoia. La prima parte, battuta l’anno scorso, ha attratto collezionisti da tutto il mondo. In questa seconda parte, con i pezzi presenti in questa asta, è atteso un risultato altrettanto eccellente. Delle tante monete dei Savoia proposte, ne presenteremo alcune tra le più significative. (altro…)
InAsta terrà la sua asta n. 84 mercoledì 30 ottobre presso la propria sede a San Marino. La vendita sarà composta di 844 lotti di tutte le epoche, con pezzi molto rari e in alto grado di conservazione.
Tra le monete antiche possiamo trovare una bella dracma delle Isole della Caria (lotto 50) in eccezionale stato di conservazione; da notare come la patina iridescente faccia risaltare la testa di Helios al dritto (qFDC, stima 350 euro). L’octadracma con il busto di Arsinoe II in ottima conservazione è un altro pezzo da tenere in considerazione (lotto 63), coniato tra i regni di Tolomeo VI e Tolomeo VIII (qSPL, stima 7.800 euro). I dettagli dell’imponente viso di Medusa con le sue serpi, al dritto del denario coniato nel 47 a.C. (lotto 151), affascinerà sicuramente più di un collezionista (FDC/qFDC, stima 750 euro). Altro importante esemplare è il denario repubblicano di Q. Pomponius Rufus (lotto 156): al rovescio compare la figura di un’aquila stante su scettro e di fianco un gambero (BB+, stima 2.000 euro).







