Studi a articoli numismatici sulle monete e medaglie italiane medioevali e moderne. Le zecche delle città italiane, le monete e le medaglie italiane negli studi di Panorama Numismatico.

Fig. 1. Carlo VI d’Asburgo, 4 tari 1730, immagine tratta da Rodolfo Spahr, Le monete siciliane dagli Aragonesi ai Borbone (1282-1836), tav. XXVI.
di Pierluigi Baisi
UNA RECENTE SCOPERTA HA MESSO IN LUCE L’ATTIVITÀ SVOLTA DALL’INCISORE ROMANO PRESSO LA ZECCA SICILIANA.
Nel suo saggio sulla famiglia Hamerani1 Rodolfino Venuti racconta l’investitura ad incisore della regia zecca di Palermo di Ermenegildo Hamerani. L’incarico emanato nel 1730 dal viceré del tempo, Cristofaro Fernandez de Cordova conte di Sastago2, si protrasse per poco meno di un anno e diede modo all’incisore romano di prestare servizio per una delle corti piu importanti dell’epoca.
Recentemente alcuni cataloghi d’asta stranieri hanno proposto dei talleri del leone anonimi con millesimi 1660 attribuendoli ad una zecca clandestina od incerta dell’Italia settentrionale.
Eccone la descrizione:
D/ (croce) MOARCFROCNFOEDIDTHE Guerriero elmato e corazzato stante a sinistra tiene un drappo con una stemma rappresentante un leone rampante a sinistra
R/ (rosetta) 1660 CONFIDENS – DNO – NON – MOVETUR. Leone rampante a sinistra
Segue: articolo Talleri del leone datati 1660 battuti in Italia tratto da Panorama Numismatico nr.145/ottobre 2000
RITROVATA UNA MONETA IN MISTURA CHE SI PUÒ ATTRIBUIRE ALLE CONIAZIONI DI ALFONSO V.
Un inedito mezzo alfonsino minuto coniato nella zecca di Cagliari
Soltanto pochi anni fa (siamo nella prima metà degli anni ’80), veniva scoperta una piccola moneta in mistura coniata da Alfonso V nella zecca di Cagliari, l’alfonsino minuto, con queste caratteristiche:
D/ Scudo a losanga contornato dalla scritta ALFONSUS D REX
R/ Croce con 4 anellini nei quarti contornata dalla scritta ARA GON ET SAR; di questa moneta, a tutt’oggi, sono conosciuti pochissimi esemplari
di Giuseppe Merlino
RINTRACCIATO UN ESEMPLARE DELLA MONETA, FATTA CONIARE DAL DUCA DI MILANO, PRIVO DEL BISCIONE VISCONTEO.
Ritorno agli amici collezionisti delle monete della zecca di Genova (ho già pubblicato tempo addietro, sul n. 102 del novembre 1998 di «Cronaca Numismatica», una variante inedita della madonnina o lira) presentando una variante inedita della petachina di Filippo Maria Visconti, duca di Milano, signore di Genova dal 1421 al 1435, che per la zecca di Genova ha coniato il ducato d’oro, il grosso, il soldino, la petachina o sesino e il minuto.
Della petachina con, al dritto, la leggenda F.M. DUX M D IA, con castello e biscia e, al rovescio, CONRADUS REX RO con la croce, il CNI cita 21 varianti.
La nostra moneta, del diametro di 19,3 mm e del peso di 1,2 grammi è priva, al dritto, del biscione visconteo, variante mai apparsa.
Spero di avere fatto cosa gradita a tutti gli appassionati collezionisti delle monete genovesi aver fatto conoscere questa mia moneta.
Articolo tratto da Panorama Numismatico nr.328 – Maggio 2017
IN ASTE RECENTI SONO STATI MESSI ALL’INCANTO RARI TREMISSI CHE POSSONO FORNIRE NUOVE INDICAZIONI SU ALCUNI CONTROVERSI ARGOMENTI.
La monetazione della Langobardia maior, intrigante e piena di fascino, conserva ancora parecchi misteri. Negli ultimi mesi sono apparsi, nelle aste internazionali, rarissimi tremissi di un interesse unico: tre tremissi del I tipo di Cuniperto, un Marinus mon, due tremissi di Ariperto I, addirittura quattro tremissi di Ratchis di cui tre con l’effige del re frontale (su quattro conosciuti) e il secondo tremisse conosciuto di Desiderio col San Michele. Tutta questa offerta di tremissi di eccezionale rarità ha ridestato l’interesse su questa monetazione alquanto trascurata.
Nei due secoli scorsi si sono cimentati svariati studiosi, con alterne fortune e varie ipotesi che non hanno avuto in seguito riscontri positivi. Attualmente, al contrario di altre monetazioni, pur in presenza di parecchi appassionati, gli studiosi sono pochi e i tremissi della Langobardia maior subiscono ancora la mancanza di risposte precise su alcuni loro controversi ma importanti argomenti.
Segue articolo completo in formato pdf – Curiosità sulla monetazione della Langobardia Maior – tratto da Panorama Numismatico nr.325 – Febbraio 2017











