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DI VIRGILIO 2

Una medaglia d’argento per Napoli la prima città italiana ad avere l’illuminazione pubblica a gas

medaglia-napoli-1844-argentodi Francesco di Rauso – da Panorama Numismatico nr. 234 / Novembre 2008

Ho avuto occasione dal dr. D’Auria di ultimare gli studi su questa medaglia grazie al libro, da lui gentilmente messomi a disposizione, dal quale ho attinto le notizie utili alla stesura del seguente articolo. Il libro intitolato Le compagnie del gas in Napoli. A cura della compagnia Napoletana Gas nel centenario della sua costituzione 1862-1962, Napoli 1962 si è rivelato una miniera d’informazioni sul sistema d’illuminazione pubblica della città di Napoli, dai primi sistemi d’illuminazione ad olio, fino al sistema d’illuminazione a gas idrogeno. Nel leggere le cronache ed i documenti dell’epoca fantastico con la mente e mi pare di ritornare, in alcuni momenti, indietro nel tempo, in un XIX secolo in pieno fervore culturale, in una Napoli ricca e progressista, regnata da un sovrano che fece tanto per il benessere del suo Regno che più di tutti gli altri Stati italiani era al passo con i tempi sia sul piano economico che industriale e che nulla aveva da invidiare agli altri grandi Stati europei.

Le prime città d’Europa a sperimentare, tra il 1810 e il 1820, il sistema di illuminazione pubblica a gas furono Parigi, Londra e Vienna e già nel 1817 Ferdinando I di Borbone concesse con Decreto Reale n. 611 il privilegio per la illuminazione a gas idrogeno nel Regno delle Due Sicilie ad un certo Pietro Andevel nativo di Montpellier. Trascorse circa un ventennio senza sèguito per quest’opera, quando Ferdinando II di Borbone, nel breve periodo compreso tra la morte dell’amata consorte Maria Cristina di Savoia (1836) e il matrimonio con Maria Teresa d’Austria (1837), visitò alcune capitali in Italia, poi Vienna e Parigi. Nella Ville Lumière la luce ferma e chiara che i fanali a gas diffondevano entusiasmò il giovane Re a tal punto che, quando un certo Cav. Giovanni De Frigière, cittadino francese, presentò una domanda perché fosse concessa a lui con alcuni soci (sigg. M. Bodin, A. Bottin, e A. Jumel) l’impresa della illuminazione della città di Napoli mercè il gas, trovò orecchio favorevolmente disposto all’ascolto. In conseguenza, il 21 gennaio 1837 il Cav. Nicola Santangelo, Ministro degli interni, comunicò all’intendente di Napoli, perché ne desse notizia agli interessati, che la proposta del De Frigière era grata a Sua Maestà e che il Re voleva fosse operato un saggio. Leggiamo dalle cronache civili e militari delle Due Sicilie di Monsignor Luigi Dal Pozzo, cappellano di Camera, sotto la data del 10 Settembre 1837: Si fa il primo esperimento della Compagnia francese per illuminare a gas la città di Napoli e dal protocollo del consiglio di stato del 17 agosto 1838 si rileva che l’esperimento d’illuminazione ebbe luogo in grande nel portico di S. Francesco di Paola, sotto gli occhi del Re e delle autorità, che esso costò somme considerevoli, che piacque al re il quale manifestò il desiderio di avere in simile modo illuminato il suo real palagio. Dopo che questo impianto sperimentale rimase in funzione per diverso tempo e che fu assodato il suo perfetto funzionamento, si  decretò: Sua Maestà, avendo considerato il maggior lustro che avrà questa città con l’introdursi dell’illuminazione a gas, si è degnata di approvare gli avvisi dei due Collegi (cioè del Decurionato e del Consiglio di Intendenza) autorizzando Lei a stipulare con il De Frigière il contratto di appalto secondo il progetto difeso dal Consiglio di Intendenza. Nel real nome le partecipo la sovrana risoluzione perché Ella subito vi dia adempimento.

Segue…

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