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Camillo-Procaccini,-Santo-Ambrogio-ferma-Teodosio

Camillo Procaccini, Sant’Ambrogio ferma Teodosio, Basilica di San- t’Ambrogio a Milano.

di Giampiero Bettinetti

LE TESSERE DI BENEFICENZA RAPPRESENTANO UNA VERA NICCHIA DEL COLLEZIONISMO NUMISMATICO. INTERPRETARLE E’ OGGI MOLTO DIFFICILE. QUESTO ARTICOLO CERCA DI SPIEGARNE ALCUNE MILANESI.

In un articolo precedente (Panorama Numismatico, n. 229, pag. 41) si è parlato delle tessere (o segni) di beneficenza distribuite ai poveri dal consorzio della Misericordia di Milano, l’ente benefico fondato nel 1368 dai ricchi mercanti della città che vollero mettere la loro esperienza nella gestione dei patrimoni al servizio dei meno abbienti curando i lasciti elargiti in loro favore da tantissimi cittadini. La tessera poteva riportare su un lato il motto del consorzio (Per misericordiam salvi sumus) o il monogramma del consorzio (MS coronato e in cartiglio in cerchio di virgolette) e sull’altro lato il tipo di elemosina alla quale essa era destinata oppure la festività in relazione alla quale era distribuita (Fig. 1).

Questa miniatura di scuola lombarda del sec. XV tratta da M. G. Bascapè, P. M. Galimberti, S. Rebora, Il tesoro dei poveri. Il patrimonio artistico delle Istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza (ex ECA) di Milano, Silvana Editoriale, Milano, 2001, p. 81, illustra la distribuzione delle elemosine in natura al consorzio della Misericordia. La descrizione della scena è presa da I. Riboli, M. G. Bascapè, Statuti miniati dei luoghi pii elemosinieri, Milano, Amministrazione delle II.PP.A.B. (ex E.C.A.), 1990, vol. II.

Fig. 1 Tessere di beneficenza del consorzio della Misericordia di Milano con (a) il motto e (b, c) il monogramma dell’ente al diritto e il tipo di elemosina elargita al rovescio; (d) tessera distribuita in occasione delle festività natalizie che dava diritto a una metà di riso e quattro michette di pane. Al rovescio di (b) e (c), in basso, è raffigurata una contromarca a foggia di mezzaluna con profilo di viso. Immagini tratte dagli articoli di Piero Vandoni sulla Rivista Italiana di Numismatica e Scienze affini: (a) RIN 5 s., 3 (1955) p. 140; (b, c) RIN 5 s., 4 (1956) p. 154; (d) RIN 5 s., 2 (1954) p. 122.

Sotto l’ampio ed aggraziato portico della Casa della Misericordia cinque membri del consorzio, vestiti di lunghe tuniche colorate, con elaborati cappelli in testa distribuiscono viveri ai bisognosi. Davanti a loro è raffigurato il banco del consorzio stesso, sul quale sono sistemate numerose pagnotte ed un cosciotto di animale, alle loro spalle una cesta di pane e sulla sinistra delle botti di vino: un socio porge un taglio di carne ad un giovane scalzo, mentre un uomo anziano si allontana dal tavolo appoggiandosi ad un bastone e bevendo. Il gruppo dei poveri è composto da uno storpio che si regge su una gruccia, da una donna in abito rosso che si avvicina al banco, da un uomo con le calze allentate ed una scarsella alla cintura, da due bambini; sulla sinistra un assistito, seduto per terra, beve un bicchiere di vino.

Anche le Quattro Marie, il più vecchio luogo pio elemosiniero di Milano la cui fondazione risale al 1305, e quelli istituiti successivamente come la Divinità nel 1429 e la Carità nel 1476 distribuivano ai poveri tessere di beneficenza caratteristiche dell’ente (Fig. 2).

Segue: articolo completo da Panorama Numismatico nr.237/febbraio 2009

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