di Franco e Vincenzo Rapposelli
UNA FANTOMATICA DRACMA DI TIPOLOGIA DELLA ZECCA DI VELIA DAL SUO APPARIRE NELLA BIBLIOGRAFIA È STATA LETTA E INTERPRETATA MALE TANTO CHE DOPO QUASI DUE SECOLI SE NE PARLA ANCORA ERRONEAMENTE QUALE EMISSIONE DELLA ZECCA DI TEATE
Nel lasso di tempo intercorso fra la pubblicazione di un nostro articolo dal titolo La prima e più antica moneta della zecca di Teate ed oggigiorno, la continua ricerca da noi effettuata ha apportato alcune novità che ci hanno imposto la rivisitazione completa del precedente enunciato. I nuovi apporti ci vengono dal Museo Civico di Bologna dove si è finalmente potuto consultare una copia del catalogo delle monete greche del Museo Nazionale di Napoli ma soprattutto e, aggiungiamo finalmente, a conforto della nostra tenace ricerca, acquisire la foto della dramma di Velia catalogata con il numero progressivo 2994 dell’opera di Giuseppe Fiorelli. Dobbiamo poi ringraziare la Biblioteca di Avellino, unica che è stata in grado di fornirci il testo completo del succinto articolo del 1820 del Principe di S. Giorgio, Domenico Spinelli.
I dubbi espressi si sono sostanziati, pur con le sempre dovute riserve, attraverso i nuovi apporti chiarificatori che abbiamo potuto desumere dai documenti di cui sopra e da altri che citeremo. Con questo nuovo articolo pensiamo di arricchire la conoscenza numismatica della verità definitiva su questa dramma.
Allo stato attuale, è nostro parere che questa moneta, sulla quale hanno disquisito molti illustri numismatici a cominciare da Spinelli per finire a Rutter, in realtà non esista.
Ripercorriamo le tappe significative delle errate vicende interpretative di questa moneta.
Il primo a parlarne nel 1820 è il citato Domenico Spinelli, senza firmare comunque il suo intervento ma corredando la sua nota con il disegno della moneta che proponiamo, la assegna ai Marrucini, zecca di Teate.
SEGUE: articolo completo in formato pdf da Panorama Numismatico nr.268 - Dicembre 2011



















Ho avuto l’occasione di leggere questo interessante articolo e mi compiaccio che i due autori siano giunti alle mie medesime conclusioni e abbiano confermanto quanto da me scritto e pubblicato nel mese di Marzo del 2011, nel mio volume “La monetazione della Daunia. Storia degli studi e analisi della produzione”, Foggia Marzo 2011, pp. 314-315.
La Scienza Numismatica ha fatto un passo avanti. Confidiamo nell’accettazione all’unisono di tale dato.
Ad onor del vero ci corre l’obbligo di precisare che l’ottimo lavoro di La Notte è datato ben due anni dopo il nostro primo articolo apparso sulla dramma di Teate nel n°44 di marzo/aprile 2009 di
“Monete Antiche” . In questo articolo avanzavamo l’ipotesi che la dramma di Teate non era mai esistita e che lo Spinelli aveva commesso l’errore di leggere le lettere YEAH, su una moneta consunta, come le lettere TIATI.
Nel n° 268, Dicembre 2011, di Panorama Numismatico abbiamo dato solo la puntuale e documentata dimostrazione che quanto ipotizzato era vero.
Ci congratuliamo, quindi, con La Notte per aver abbracciato in pieno il senso delle nostre ricerche. .