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DI VIRGILIO 2

Note su tre monete di Castro

Sebastiano Ricci, Paolo III nomina il figlio Pier Luigi duca di Parma e Piacenza, Piacenza, Palazzo Farnese

Sebastiano Ricci, Paolo III nomina il figlio Pier Luigi duca di Parma e Piacenza, Piacenza, Palazzo Farnese

di Lorenzo Bellesia – da Panorama Numismatico nr.248/Febbraio 2010

IL NOMINALE DI DUE MONETE DI CASTRO NON E’ COERENTE COL LORO PESO E DELLO SCUDO D’ORO VIENE DATA UNA NUOVA INTERPRETAZIONE DEL ROVESCIO.

Giaceva Castro sopra un luogo erto, ed aprico all’Occidente della Toscana, all’Oriente del fiume Marta in distanza di circa tredici mila passi dal Mar Tirreno a mezzodì, e poco meno da Soana verso Borea, in quel tratto di Paese appunto che da Falisci, e da Volcentini, o Volsiniensi era anticamente abitato.

Così inizia quella che è ancora oggi l’unica monografia sulla zecca di Castro. Non firmata, ma datata da Parma, 30 maggio 1788, era contenuta nel volume V dell’antologia curata dal bolognese Guid’Antonio Zanetti che porta la data d’edizione di due anni prima.

Il Ducato di Castro con bolla del 31 ottobre 1537 fu assegnato da papa Paolo III al suo figlio naturale Pier Luigi Farnese col privilegio di battere moneta. La zecca sembra sia stata aperta nel 1538 sotto la direzione degli zecchieri Leonardo Centone di Parma e Giammaria Bossi di Reggio e non si hanno notizie dopo la morte di Pier Luigi avvenuta a Piacenza nel 1547.

Il CNI elenca scudi d’oro, paoli, grossi, mezzi grossi, baiocchetti e quattrini. Gli scudi d’oro ed i paoli sono molto rari, rare le altre monete ad eccezione dei quattrini che sono comunissimi, indizio di emissioni speculative da parte del duca.

Segue…

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