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DI VIRGILIO 2

Nota su un trifollaro siciliano contromarcato con tre globetti al rovescio

abside-del-Duomo-di-Monreale

Il Cristo Pantocratore dell’abside del Duomo di Monreale, voluto da Guglielmo II d’Altavilla nel 1174.

di Danilo Maucieri

Sale il numero noto di trifollari battuti in Sicilia da Re Guglielmo II d’Altavilla (1166-1189) e successivamente oggetto di contromarca (cui va aggiunto un follaro dello stesso sovrano appartenente sempre alla tipologia con maschera di leone, unico nominale finora noto recante segni di convalida posteriori).

Su un noto sito di aste on-line ho avuto modo di individuare un nuovo trifollaro (cfr. figura a sinistra), in cui spicca una contromarca con tre globetti all’interno di un segmento irregolare, riconducibile a quella presente sull’esemplare n. 6 da me illustrato in Follari e trifollari con contromarche inedite dalla Sicilia normanna (Monete Antiche n. 59, settembre-ottobre 2011, pp. 34/37, cfr. figura a destra). Esso reca i seguenti dati metrico-ponderali: diametro 25 mm, peso 9,9 g, diametro della contromarca 5 mm.

Rispetto all’esemplare già segnalato, questo trifollaro reca la particolarità di essere contromarcato al rovescio e non al dritto, come invece generalmente appurato nella maggior parte degli esemplari finora noti; inoltre in questo caso la contromarca si presenta ruotata di 180°.

trifollaro

Perché nella maggior parte dei casi individuati le contromarche sono apposte al dritto? Avevano forse l’esplicito doppio scopo di annullare l’autorità precedente (il cui simbolo è ravvisabile nel leone) e di affermare un nuovo valore di corso della moneta, o più semplicemente si trattava di ragioni di ordine pratico (al rovescio la maggiore articolazione delle figurazioni avrebbe forse potuto creare confusione con i particolari della convalida, specie se recante globetti)?

TrifollaroSe da un lato a volte sono presenti segni e grafemi che rinviano più o meno esplicitamente ad una “ulteriore autorità” (purtroppo non sempre ben identificata), dall’altro lato c’è da dire che nella maggior parte dei casi le contromarche recano globetti e cerchietti, particolari che potevano sicuramente creare confusione con i datteri del palmizio al rovescio.

Nell’esemplare qui illustrato in anteprima, il secondo noto della tipologia, i particolari della contromarca denunciano un conio diverso: ciò non fa altro che ribadire ulteriormente le considerazioni che intravedono nel fenomeno “trifollari contromarcati” una portata ben maggiore di quanto finora rilevato.

Bibliografia

Philip Grierson e Lucia Travaini, Medieval European Coinage, XIV: South Italy, Sicily, Sardinia, Cambridge 1998.

Danilo Maucieri, Contromarche sconosciute su un trifollaro (o follaro largo) di Guglielmo II Re di Sicilia (1166-1189), in Monete Antiche n. 38, marzo-aprile 2008, pp. 32-33.

Danilo Maucieri, Un trifollaro (o follaro largo) di Guglielmo contromarcato in epoca Angioina (seconda metà sec.XIII), in Monete Antiche n. 39, maggio-giugno 2008, pp. 32-34.

Danilo Maucieri, Un trifollaro (o follaro largo) di Guglielmo II recante contromarche arabe, in Monete Antiche n. 41, settembre-ottobre 2008, pp. 33-34.

Danilo Maucieri, Trifollari siciliani: una nuova contromarca inedita, in Cronaca Numismatica n. 231, luglio-agosto 2010, pp. 44-45.

Danilo Maucieri, Continua la saga dei trifollari contromarcati, in Cronaca Numisma-tica n. 236, gennaio 2011, pp. 40-41.

Danilo Maucieri, Follari e trifollari con contromarche inedite dalla Sicilia normanna, in Monete Antiche n. 59, settembre-ottobre 2011, pp. 34/37.

Rodolfo Spahr, Le monete siciliane dai Bizantini a Carlo I d’Angiò (582-1282), Zurich-Graz 1976.

Lucia Travaini, La monetazione nell’Italia normanna, Roma 1995.

Alberto Varesi, Monete italiane regionali, Sicilia, Pavia 2001.

Articolo tratto da Panorama Numismatico nr.269 / gennaio 2012

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