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DI VIRGILIO 2

Una proposta per le monete di Enrico VII coniate a Milano

GROSSO TORNESE

Fig.1

di Lorenzo Bellesia

UNA GRIDA DEL 1310 PERMETTE DI DEFINIRE I NOMINALI DELLE MONETE CONIATE A MILANO A NOME DI ENRICO VII (1310-1313).

Mi è capitato di leggere una grida milanese1 del 7 novembre 1310 che contiene la tariffa delle seguenti monete:

Florinum auri de Florentia, Zenujnum unum auri de Ianua, Ducatum auri de Veneciis pro solidis decem et denariis quatuor pro quolibet de predictis imperialibus parvis

Grossum tornensem pro denariis decem et octo

Vinizianum grossum argenti denariis novem et tercium

Ambroxinum grossum denariis octo

Placentinum grossum denariis octo

Papiensem grossum denariis octo

Bressanum grossum denariis octo

Teralinum de Tyralis denariis sex

Aguglinum grossum de Tyra denariis quinque et dimidie

Grossum de Florenzia denariis sex et dimidium

Grossum de Sena denariis sex et dimidium

Grossum de Pissa denariis sex et dimidum

Astexanum grossum denariis sexdecim

Aragonenxium grossum denariis quatuordecim

Esaminando la monetazione dell’imperatore Enrico VII (1310-1313) ho notato alcune incongruenze nella definizione dei nominali che questa grida può correggere.

1 – GROSSO TORNESE (fig. 1)

D/ (dal basso a sinistra) · S · GERVASI’·      · S · PROTASI’ ·

San Gervasio stante di fronte con una croce accantonata da globetti nella mano destra e benedicente con la sinistra, accanto a lui, San Protasio stante di fronte con una croce nella mano destra e benedicente con la mano sinistra, al centro, verticalmente, (cerchietto) h (cerchietto) NRIC’ · IP/A (cerchietto) T (cerchietto)

R/ · S · AHBROSI’ ·      · HEDIOLANVH ·

Sant’Ambrogio seduto di fronte benedicente con la mano destra e col pastorale nella sinistra

CNI 1/8 (pesi tra i 4,10 ed i 4,20 grammi)

La moneta è stata definita dai fratelli Gnecchi2 grosso da 2 soldi e così è stata recepita nel CNI ai numeri da 1 a 8 e da tutta la letteratura successiva3 ma, sebbene la grida non lo indichi espressamente, credo che sia questo il grossum tornensem pro denariis decem et octo coincidendo il peso esattamente con quello di 4,219 grammi dei grossi tornesi4 fatti battere dal re di Francia Filippo IV (1285-1314). I grossi tornesi francesi del periodo avevano un titolo dell’argento a 958 millesimi, praticamente come il valore, 964, indicato dai fratelli Gnecchi per questa moneta.

Un’altra caratteristica che lega questa moneta al grosso tornese sono lo stile estremamente raffinato e la perfetta manifattura, di gran lunga migliore rispetto alle altre monete milanesi del periodo. Che la moneta francese circolasse ampiamente nella città lo testimonia il ripostiglio di Castiglione Olona che conteneva 6 grossi tornesi di Filippo IV5.

Deve perciò essere considerato un mezzo grosso tornese del valore di 9 denari il medesimo tipo, ma del peso esattamente uguale alla metà di questo grosso, elencato dal CNI come soldo ai numeri da 15 a 23.

DOPPIO-AMBROSINO-GROSSO

Fig.2

2 – DOPPIO AMBROSINO GROSSO (fig. 2)

D/ (croce potenziata) hENRICVS : REX :

Croce potenziata accantonata da trifogli

R/ MEDIO     LANVM

Sant’Ambrogio seduto di fronte benedicente con la mano destra e col pastorale nella sinistra

CNI 9/13 (pesi tra i 3,58 ed i 3,83 grammi)

ambrosino-Enrico-VII

Fig.3

Il CNI definisce questa moneta grosso ma, essendo i tipi identici al comune ambrosino grosso da 8 denari già coniato negli anni precedenti la salita al potere di Enrico VII, non può essere che il suo doppio da 16 denari. A nome di Enrico VII fu coniato anche l’ambrosino (fig. 3).

Soldo Enrico VII Milano

Fig.4

3 – SOLDO (fig. 4)

D/ (croce potenziata) (due cerchietti) hENRICVS (due cerchietti) REX (rosetta) (due cerchietti)

Aquila ad ali spiegate stante a sinistra

R/ (croce potenziata) SEMPER (cerchietto) AVGVSTVS (rosetta)

Croce potenziata accantonata da trifogli il cui stelo si diparte dalla croce

CNI 14 (pesi tra i 2,68 ed i 2,78 grammi)

I fratelli Gnecchi, seguiti dal CNI al numero 146, identificano ancora una volta come grosso questa moneta dandole la stessa definizione di quella che in precedente ho definito grosso tornese ma che pesa circa un grammo in più.

Nella grida del 7 novembre 1310 non vi sarebbe alcuna moneta milanese che possa corrispondere a questa emissione ma i tipi dell’aquila, così insolita per Milano, e della croce sono quelli consueti dei tirolini che vengono menzionati come teralinum de Tyralis e valutati 6 denari. Se si considera che il peso della moneta milanese è compatibile col doppio del tirolino e che il titolo indicato dai fratelli Gnecchi è di 840 millesimi, è possibile ipotizzare che si tratti di un doppio tirolino del valore nominale, quindi, di 12 denari, cioè un soldo, collocandola perfettamente nella scala di valori del nuovo sistema monetario milanese che, come si vede nella tabella, comprendeva i valori da 18, 16, 12 e 8 denari. Probabilmente il valore da un tirolino non fu effettivamente battuto perché già molto abbondante sul mercato ed anche molto contraffatto e falsificato.

Nel ripostiglio di Castiglione Olona7 erano presenti ben 15 esemplari di questa moneta ma nessun tirolino.

Note

1 Fac-simile da opera precedente ottocentesca non indicata in E. Biaggi, Le antiche zecche piemontesi, Borgone di Susa, s.d., p. 551.

2 F. e E. Gnecchi, Le monete di Milano da Carlo Magno a Vittorio Emanuele II, Milano 1884, p. 28.

3 Si veda, ad esempio, S. Crippa, C. Crippa, Le monete della zecca di Milano nella collezione di Pietro Verri, Milano 1998, p. 59, e F. M. Vanni, Le monete della zecca di Milano nel Medagliere di Firenze, in La zecca di Milano. Atti del convegno internazionale di studio, Milano 1984, p. 542.

4 J. Duplessy, Les monnaies françaises royales de Hugues Capet a Louis XVI (987-1793), Parigi Maastricht 1988, p. 90.

5 M. Chiaravalle, Il ripostiglio di Castiglione Olona (Varese) 1958, Milano 2003.

6 Il CNI fa confusione perché prima menziona una variante di questo grosso al numero 14 e poi riprende la stessa descrizione al numero 25 con la definizione di soldo.

7 M. Chiaravalle, Il ripostiglio cit..

Articolo tratto dal nr. 227/marzo 2008 e richiesto da ns. lettore.
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2 commenti per Una proposta per le monete di Enrico VII coniate a Milano

  • Alex

    Buonasera ,
    Sono in possesso della moneta in figura 1

    Da cosa posso capire se si tratta di un originale o un recente riconio ?
    esistono specifiche di peso diametro o segni particolari di distinzione?

    Grazie.

  • Gianni

    Ho una moneta che raffigura Enrico VIII IN veste reale e dietro il suo Araldo

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