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DI VIRGILIO 2

Moneta Aqvileiensis (294-452)

MONETA AQVILEIENSISAquileia in età romana fu una delle più importanti città della penisola italiana. Grazie alla sua posizione geografica ebbe fiorenti commerci verso il nord Europa e, tramite il suo attivissimo porto, verso le coste dell’Adriatico. Proprio per questa sua importanza fu scelta come sede di zecca nella grande ristrutturazione del sistema monetario romano voluta dall’imperatore Diocleziano intorno al 294. Aquileia perciò iniziò a battere monete nei tre metalli, cioè aurei, argentei e soprattutto follis di bassa mistura. La produzione continuò, pur tra molte pause più o meno lunghe, fino all’età di Valentiniano III. I picchi di attività comunque si registrarono in età tetrarchica e costantiniana e sotto i figli di Costantino.

La letteratura in materia è piuttosto ampia a cominciare dall’ampia catalogazione di base fatta dai volumi del Roman Imperial Coinage (che peraltro l’autore nella sua introduzione critica per la sua esposizione giudcata illogica e inutilmente complicata). Al RIC si sono aggiunti testi specialistici tra cui, per limitarci a quelli in lingua italiana, il relativamente recente lavoro di Paolucci e Zub, La monetazione di Aquileia romana, uscito nel 2000, e gli studi fatti da Oscar Ulrich-Bansa negli anni Trenta e Quaranta del secolo scorso. A questi si deve aggiungere la prima edizione del libro che stiamo presentando datata 1995.

Come ricorda l’autore nella sua presentazione, quest’opera elenca tutte le monete emesse dalla zecca aquileiese (generalmente indicata dalle lettere AQ seguite dal segno indicativo dell’officina) in età romana comprese le varianti alle raffigurazioni del diritto e del rovescio, oltre a varianti nella leggenda intese come varianti significative. Inoltre viene sottolineato come la nuova edizione  sia stata notevolmente accresciuta con decine di monete prima sconosciute.

Il volume è ovviamente suddiviso per periodi di emissione: la parte prima abbraccia il periodo dall’istituzione della zecca al maggio 313, la seconda l’età di Costantino I (313-337) compresi i figli e Licinio, la terza i figli di Costantino augusti quindi Giuliano II e Gioviano, la quarta l’epoca da Valentiniano I a Valentiniano III. Le monete sono elencate cronologicamente seguendo in linea di massimo il RIC ma, a differenza di quest’ultima opera, tutte le monete sono raggruppate per ciascun augusto o cesare. Le monete sono descritte dando i riferimenti bibliografici essenziali e le caratteristiche tecniche come peso medio o peso minimo e massimo. Ogni capitolo è aperto da una breve biografia dell’augusto o del cesare di riferimento.

Purtroppo non sono molte le monete illustrate e, tra queste, più di una è di scarsa qualità, il che lascia un po’ perplessi visto che una sistematica ricerca nei cataloghi d’asta internazionali avrebbe permesso di reperire non pochi esemplari, specialmente follis e argentei. E questo anche se non si fosse voluto recuperare le foto presso istituzioni museali sia italiane che straniere (ricchissime, per esempio, sono le collezioni di Francia e d’Inghilterra).

Tuttavia l’opera si segnala utile per gli appassionati raccoglitori di monete della zecca di Aquileia almeno come mancolista e guida per gli acquisti in quanto individua i gradi di rarità anche per le singole officine come fa il RIC. Infatti è possibile che una moneta sia comune se contraddistinta dalla lettera P (AQP) della prima officina ma può essere rarissima se porta la lettera S (AQS) della seconda officina. Utili sono poi alcuni spunti e proposte di identificazione ed interpretazione di alcune monete d’Aquileia.

M. Sagramora
MONETA AQVILEIENSIS  (294-452)
I.R.I., Istituto Ricerche Internazionali Zero Branco (TV) 2010
464 pp., 17 x 24 cm
40,00 Euro

Per informazioni ed ordini
348-7991945
m.sagramora@gmail.it

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