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DI VIRGILIO

L’arciospedale di San Giacomo in Augusta detto anche degli incurabili

Innocenzo X nel celebre ritratto di Velasquez.

Innocenzo X nel celebre ritratto di Velasquez (foto da Wikipedia)

di Fabio Robotti – da Panorama Numismatico nr.260 /Marzo 2011

LE MEDAGLIE PONTIFICIE DEDICATE AGLI OSPEDALI NELLA ROMA DEL PAPA RE

Nella Roma nei primi anni del XIV secolo in concomitanza alla ripresa dell’espansione urbanistica del rione di Campo Marzio lungo il tratto urbano comune della via Flaminia e della Cassia venne edificato l’ospedale di San Giacomo in Augusta.

La denominazione attribuita all’ospedale consentiva di onorare il suo fondatore il cardinale Giacomo Colonna (? -1318) che ne finanziò la costruzione e di richiamare la sua ubicazione molto prossima agli imponenti resti del Mausoleo dell’imperatore Augusto che dal XII secolo era stato adattato a roccaforte difensiva dalla famiglia Colonna. La localizzazione della struttura ospedaliera era funzionale anche alla necessità di fornire accoglienza ai viaggiatori e ai pellegrini provenienti da settentrione che durante il tragitto avevano contratto delle malattie.

Stupisce pensare che questa area oggi nel pieno centro della Città fosse nel medioevo l’unica zona abitata sulla sponda sinistra del fiume Tevere, il cui tessuto urbanistico era caratterizzato da una trama costituita dal tracciato comune delle antiche vie consolari, che poi si divaricano dopo aver passato le mura attraverso la Porta del Popolo, e dagli spazi aperti verso l’attraversamento di ponte Sant’Angelo, utilizzato per raggiungere il Borgo Vaticano, con un ordito di stretti vicoli che scendevano dal colle del Quirinale per raggiungere le rive del fiume che fronteggiavano il quartiere di Trastevere.

Il cardinale Colonna si impegnò per la realizzazione dell’ospedale destinato ad accogliere, prioritariamente, i contagiati dal “mal francese” e da altre malattie caratterizzate dal ulcere e piaghe della pelle e delle mucose che non venivano accolti dagli altri due ospedali romani (Santo Spirito in Saxia e Santissimo Salvatore ad Santa Santorum) e negli altri recetti destinati agli infermi per il timore del contagio e per l’orrore suscitato dai corpi devastati dalla malattia.

La volontà di portare sollievo ai malati respinti dalle altre strutture di cura fu mossa dal desiderio di espiare e di riparare alle gravissime colpe della sua casata nei confronti della persona del pontefice Bonifacio VIII (Benedetto Caetani; 1294-1303) e della Chiesa.

Con questo gesto, infatti, volle contribuire a riscattare l’onore della famiglia che, a seguito degli oltraggiosi  fatti di Anagni, era stata scomunicata anche per le quattro future generazioni.

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