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DI VIRGILIO

Il cavallotto di Correggio e le sue imitazioni e contraffazioni

Antonio Allegri detto il Correggio, Madonna col Bambino

Antonio Allegri detto il Correggio, Madonna col Bambino e i Santi Francesco e Quirino, Modena, Galleria Estense. Si noti come San Quirino regga una veduta della città.

di Lorenzo Bellesia

IL CAVALLOTTO E’ UNA DELLE PIU’ COMUNI MONETE DI CORREGGIO. FU BATTUTA PER MOLTI ANNI ED IN UN COSPICUO NUMERO DI VARIANTI.

Nella seconda metà del Cinquecento la zecca di Correggio batté una moneta che dovette riscuotere un certo successo nella zona perché ne vennero emesse grandi quantità, almeno a giudicare dai coni identificati e dal numero di esemplari giunti a noi, e perché fu imitata da altre zecche vicine. Di certo fu battuta, sia in forma anonima che col nome dei conti Fabrizio e Camillo, dall’apertura della zecca fin verso la sua chiusura negli anni Venti del Seicento.

Nella sua tipologia più comune questa moneta presentava al diritto il busto di fronte del Santo locale, San Quirino, ed al rovescio Pegaso in volo a sinistra. Era però anonima, nel senso che non vi era indicata l’autorità emittente e la zecca di produzione si deduce solamente dalla presenza di San Quirino e dalla sua precisa qualificazione come Santo protettore della città di Correggio.

E già qui sorge un piccolo problema: qual è il diritto e quale il rovescio?

cavallotto zecca di CorreggioIn effetti la mia sommaria descrizione non combacia affatto con quella della pur cospicua letteratura sull’argomento. Il Bigi, credo il primo a descrivere questa moneta, indicava come diritto Pegaso e come rovescio il busto del Santo. Lo stesso ha fatto il CNI salvo poi spostare Pegaso al rovescio descrivendo le varietà non anonime, cioè dei fratelli Camillo e Fabrizio (1580-1597), del solo Camillo (1597-1605) e dei fratelli Gerolamo, Giberto, Camillo e Fabrizio che sulle monete erano indicati semplicemente come comites Corrigii (1569-1580). Lo stesso ha fatto Lusuardi nella sua monografia sulla zecca di Correggio.

Eppure, proprio il fatto che in tutte le varietà non anonime Pegaso sia stato descritto al rovescio induce a credere che il diritto sia da considerare quello col busto di San Quirino visto che, tra l’altro, vi è anche indicato il nome della città.

Chiarito questo, è opportuno datare la prima emissione che è facile identificare attraverso le lettere A / I · S, sicuramente le iniziali di Giovan Antonio Signoretti che prese in locazione la zecca di Correggio nel 1569 anche se il primo contratto noto risale al 28 giugno 1570.

Segue articolo completo in formato pdf da Panorama Numismatico 246/dicembre 2009

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