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L'esoterismo nella medaglia del 1707 per l'entrata degli austriaci a Napoli. Sul significato del cavallo nelle medaglie napoletane - Parte I^

Medaglia 1703 Opus: Giuseppe Ortolani

Medaglia 1703 Opus: Giuseppe Ortolani

di Francesco di Rauso

Napoli, 7, 07, 1707. Con questa sequenza di numeri desidero aprire il mio primo studio sulle medaglie del periodo vicereale napoletano, una data ricca di significati nelle quale ebbe fine il dominio spagnolo su Napoli e l’inizio di quello austriaco, un periodo storico certamente meno negativo di quello precedente e che spostò il fulcro del potere da Madrid a Vienna. Dopo il primo entusiasmo iniziale per la cacciata degli oppressori spagnoli, i napoletani, costretti comunque a contribuire alle glorie del nuovo impero, si resero conto di non amare gli austriaci e la loro indole tanto diversa da quella latina.

Grazie ai suggerimenti di Salvatore D’Auria e alla consultazione sella sua opera “Il Medagliere”, è stato possibile adottare un particolare metodo di approfondimento per le medaglie. L’esoterismo è sempre stato elemento fondamentale nella medaglistica, grazie ad esso è possibile celati messaggi criptati in ogni simbolismo. L’indagine sulla provenienza e sul significato delle leggende latine ci consente, inoltre, di sciogliere alcuni nodi che avvolgono nel mistero queste splendide testimonianze d’epoca. La prassi prevedeva che gli incisori modellassero e incidessero i propri lavori in base alle direttive (suggerimenti) dettate da personaggi di cultura della corte ma, per quanto concerne questa medaglia, è stato impossibile risalire all’illustre suggeritore/commitente, causa il mancato reperimento di decreti e documenti d’epoca. Quel che è emerso ha dell’incredibile.

Uomini con una grande preparazione in letteratura classica ed esoterismo vollero quasi sicuramente celare in questa medaglia alcuni messaggi profetici. La medaglia in questione è citata in diversi testi come opera dell’incisore tedesco Philipp Heinrich Muller (Augsburg 1654-1719), valido artista attivo nella zecca di Norimberga. Faccio notare che nella sua data, il numero 7 è ripetuto per ben quattro volte e da alcune indagini è emerso che sin dai tempi più lontani le gradi civiltà del passato consideravano tale numero perfetto. Tra l’altro, esso è protagonista di innumerevoli calcoli e retroscena religiosi ed astronomici. Imbattendomi in uno di questi studi ho notato, con grande stupore, che il numero in questione, sommato cabalisticamente,  ci da come risultato 28 (1+2+3+4+5+6+7), la somma dei quattro numeri 7 presenti nella fatidica data della medaglia.

Napoli e il sud Italia vissero, in un epoca borbonica (1734-1861) e nel decennio francese (1806-1815), un periodo di grande attività culturale esoterica e la medaglia fu uno dei mezzi preferiti per la sua diffusione. Stando ad alcune ricerche, è emerso che il connubio esoterismo-medaglia nacque a Napoli prima del 1734. Già durante il governo del duca di Ossuna (vicere spagnolo, prima in Sicilia e poi a Napoli, dal 1616    al 1620), troviamo in alcune sue medaglie(ma anche monete) simbolismi equivoci per l’epoca, che vennero certamente utilizzati per comunicare. La più suggestiva tra queste è la medaglia del 1618 per omaggio al vicere, protagonista di futuri approfondimenti.

Segue prima parte dell’articolo in formato PDF (5 pagine), tratto da Panorama Numismatico n. 272/aprile 2012

In una medaglia napoletana del 1862 qualcuno era ancora fedele ai Borbone?

Santa PucheriaQuaderni di Panorama Numismatico – di Francesco di Rauso e Gionata Barbieri – da Panorama Numismatico nr.248/Febbraio 2010

Elia Pulcheria, Santa ed imperatrice dell’Impero Romano d’Oriente, è la protagonista di una medaglia coniata nella zecca di Napoli nel 1862, nella quale sono nascosti dei particolari a dir poco equivoci per il momento storico in cui venne realizzata.

Nel corso di questo articolo discuteremo, grazie ad alcuni documenti consultati presso i principali archivi napoletani ed altro materiale costituente pronunciamento ufficiale della Chiesa, per quali motivi Ella venne venerata a Napoli in quel periodo e, soprattutto, perché un incisore napoletano di nome Luigi Arnaud abbia inciso questo conio.

Iniziamo con la descrizione sintetica della medaglia, poi passeremo ad una panoramica storico-numismatica che intende rammentare ai lettori chi era Elia Pulcheria.

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