Maria Callas è stata un mito ed anche se la sua morte risale a quasi trentacinque anni fa (morì infatti a Parigi il 16 settembre 1977) è ancora oggi famosissima. Il suo nome è indissolubilmente legato all’Italia ma è stata la Grecia che nel 2007 le ha dedicato una bella moneta d’argento da 10 euro che merita a buon diritto di entrare nelle raccolte di medaglie e monete dedicate alla musica.
Un’altra emissione da non perdere per chi vuol fare la storia della musica attraverso le monete e le medaglie è il 5 euro d’argento che San Marino ha dedicato al direttore d’orchestra Arturo Toscanini nel centenario della sua nascita sempre nel 2007.
di Gianni Graziosi
Il mondo che ci circonda ci appare così reale che ci dimentichiamo che esso è risultato di un processo cerebrale molto sofisticato. Vedere è il risultato di una trasformazione del mondo esterno, fisicamente esistente, in un nostro mondo percettivo; trasfigurazione in cui giocano un ruolo importante la nostra conoscenza precedente, la nostra cultura, il nostro stato d’animo. In altre parole, la realtà che ci sta davanti è una elaborazione del nostro cervello e, a volte, ci fa vedere quello che non c’è oppure credere a ciò che non esiste. Quando osserviamo il mondo non lo registriamo passivamente come una macchina fotografica, il nostro cervello interpreta costantemente gli stimoli visivi per attribuirgli un senso, usando processi automatici basati soprattutto sull’esperienza.
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Ritratto di Francesco IV duca di Modena.
Personalità curiosa, indubbiamente, quella del duca di Modena, Francesco IV (1815-1846). Il suo biografo, don Cesare Galvani ricorda, per esempio, i grani di miglio e le miche di pane che il Duca poneva ogni mattina sulle finestre del suo gabinetto, compiacendosi di vedere con quanta confidenza vi concorressero gli uccelletti. Viene però riferita anche la sua passione per la numismatica: sembra che il duca sia stato autore di alcuni fortunati ritrovamenti, quali ad esempio quello di una rarissima medaglia greca, rinvenuta nel 1811 nei dintorni di Pergamo, e quello di una medaglia dell’imperatore romano Massimiano, trovata nel 1815 sulla più alta vetta del Monte Cimone.
Guardate questo curioso personaggio, antesignano dei moderni robot. Questa stampa fa parte di una serie satirica settecentesca dedicata ai mestieri, e rappresenta l’habit de monnoyeur, cioè l’abito dello zecchiere. La giacca ed il colletto sono rappresentati da un torchio. In mano lo zecchiere tiene un sacchetto di monete ed una bilancia.
di Gianni Graziosi
Avevamo già parlato, l’anno scorso, di una preoccupante diffusione nelle vendite in aste on line, tipicamente eBay ma anche da altri siti meno conosciuti, di monete false vendute da cinesi. Il fenomeno si era concentrato su monete d’argento europee di largo modulo, tipicamente, per rimanere in ambito italiano, monete da 5 lire. Un nostro collaboratore aveva, ad esempio, pubblicato un esemplare del 5 lire 1821 di Vittorio Emanuele I re di Sardegna. Il trucco era sempre il solito: prezzo di partenza molto allettante perché apparentemente il venditore (con location spesso in Cina od Hong Kong) sembrava non conoscere l’effettivo valore della moneta, moneta in condizioni buone ma non ottimali. Al ricevimento della moneta l’amara sorpresa: il bordo lasciava poche speranze sulla genuinità del pezzo. Inutili poi le proteste od il feedback negativo: il venditore non risultava più reperibile.
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