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DI VIRGILIO 3

Varie Numismatica

Gli articoli di Panorama Numismatico Online della categoria Varie Numismatica.


L’abaco, la calcolatrice dell’antichità

particolare del tesoriere raffigurato sul cosiddetto Vaso di Dario

Fig. 3. Il particolare del tesoriere raffigurato sul cosiddetto Vaso di Dario. Napoli, Museo Archeologico Nazionale (© Federico De Luca).

di Federico De Luca

ESISTONO ALCUNI ESEMPLARI ORIGINALI E VARIE TESTIMONIANZE FIGURATIVE CHE INDICANO COME FOSSERO E COME FUNZIONASSERO GLI STRUMENTI CHE GLI ANTICHI USAVANO PER OPERAZIONI ARITMETICHE ANCHE COMPLESSE.

In tempi complessi come i nostri in cui bisogna confrontarsi quotidianamente con l’andamento del Prodotto interno lordo e del debito pubblico, con le oscillazioni della Borsa e i rendimenti dei titoli di Stato, riceviamo continuamente informazioni su flussi finanziari e su grossi quantitativi di danaro. Ma anche nell’antichità vi erano dinamiche economiche ragguardevoli.

Così Aristofane, nella commedia Le vespe del 422 a.C., riferisce che le entrate di Atene si aggiravano intorno ai 2.000 talenti all’anno (un talento corrispondeva a seimila dracme) ed erano costituite dai tributi delle città alleate, dalle decime, dalle tasse, dai diritti di porto e di mercato, dal frutto delle miniere, dalle pritanìe e dalle confische. La campagna militare che Pericle mosse nel 440 a.C. contro Samo (per risolvere alcune dispute di confine tra Mileto e Samo degenerate in guerra aperta), non potendo essere finanziata con i tributi correnti, fu condotta con il contributo del tesoro di Atena (una sorta di banca statale attica amministrata da propri tesorieri e rifornita con le decime di bottini di guerra e di pene pecuniarie e da donazioni religiose) che mise a disposizione denaro per un ammontare di ben 1.300 talenti: questa somma a fine conflitto fu addossata ai Samii come debito da pagare nei 26 anni successivi in “comode” rate annuali da 50 talenti ciascuna.

Segue: articolo completo in formato PDF tratto da Panorama Numismatico nr.302 – Gennaio 2015 (numero esaurito).

Personaggi del passato: il Cardinale Giuseppe Albani

Piastra

Fig. 2. Piastra, a. XIII, AR 31,93 g. CLEMENS XI – P M AN XIII, ex Numismatica Ars Classica NAC, asta 76 del 10.12.2013, lotto 230.

di Luigi Fedrighelli

DISCENDENTE DI FAMIGLIE ILLUSTRI, IL CARDINALE ALBANI FU UN ABILE DIPLOMATICO CHE SI MANTENNE FEDELE A UN INDIRIZZO MODERATO FAVOREVOLE ALLA CURIA ROMANA E A UNA POLITICA FILOAUSTRIACA.

Giuseppe Andrea Albani nasce a Roma il 13 settembre 1750 da Orazio Albani, principe di Soriano, e dalla nobilissima Marianna Cybo Malaspina. Entrambe le famiglie, di alto lignaggio, quella dei Cybo anche di antichissima origine, possono annoverare tra i loro antenati due pontefici: Clemente XI Albani (n. a Urbino nel 1649 – m. a Roma nel 1721) e Innocenzo VIII Cybo (n. a Genova nel 1432 – m. a Roma nel 1492).

La famiglia Albani si tramanda provenga dall’Albania, dalla quale prese il cognome, emigrando in Italia all’epoca della conquista turca nel XV secolo. In particolare, Michele Laçi e i suoi due figli Filippo e Giorgio, che avevano combattuto contro gli ottomani nell’esercito di Giorgio Castriota Scanderbeg in Albania, nel 1464 dovettero lasciare il loro paese per l’Italia, dove furono accolti da Federico di Montefeltro, duca d’Urbino. Presero il cognome Albanesi, in omaggio al luogo di origine degli antenati, che poi mutarono in Albani.

Segue: articolo completo in formato PDF tratto da Panorama Numismatico nr.302 – Gennaio 2015 (numero esaurito).

Valuta e codici: cos’è il Currency Code codice ISO 4217

10 nuovi sicli 5755-5774 (1995-2014) Israele - codice ISO ILSdi Gianni Graziosi

Il codice ISO 4217 (Currency Code), comunemente usato nel sistema bancario e nel mondo economico, è uno standard internazionale impiegato per definire i nomi delle valute. Esso è costituito da tre lettere: le prime due corrispondono al codice nazionale (definito dall’ISO 3166-1 alpha-2, una lista di 248 codici assegnati ufficialmente a nomi dei vari stati) mentre la terza, solitamente, corrisponde alla lettera iniziale della valuta. Ad esempio, il franco svizzero, utilizzato anche a Campione d’Italia e nel Principato del Liechtenstein, è rappresentato dal codice CHF, dove CH indica la Svizzera e F la lettera iniziale della valuta. Ricordo che l’organizzazione internazionale per la normazione (ISO) è la più importante organizzazione, non governativa, per la definizione di norme tecniche di standardizzazione, fondata il 23 febbraio 1947. Le norme sono numerate e nella lista di standard il codice ISO 1, ad esempio, stabilisce che la temperatura di riferimento rispetto a cui devono essere espresse e misurate le grandezze geometriche degli oggetti sia di 20°C (o 293,15 K).

Prosegui la lettura di → Valuta e codici: cos’è il Currency Code codice ISO 4217

Appunti sulla circolazione di monete false ottenute per fusione

matrice in bronzo 5 lire 1927di Lorenzo Bellesia

Nel numero di marzo scorso [ndr nr.183 - marzo 2004] avevo pubblicato una curiosa matrice per produrre monete false da 20 kreuzer con una colata di una povera lega a base, probabilmente, di stagno. Raccogliendo nuova bibliografia sull’argomento ed altre piccole notizie se ne può dedurre che questo pratico sistema di produzione a fusione fu molto in voga tra la fine del Settecento fino al Novecento infestando la circolazione monetale di tutta la penisola.

La fusione infatti era assai più semplice della coniazione e, bontà del metallo a parte, costava molto meno. L’economista Ferdinando Galiani nel suo Della moneta proponeva, per risparmiare sui costi della zecca, di ritornare all’antico modo della fusione. Qui sarebbe ogni vantaggio. Due punzoni d’acciaio stamperieno il dritto e’l rovescio d’una moneta in due madri, e quasi petrelle di rame, ove due uomini, senz’altra spesa che calo, rinettatura e carvone, ogni gran somma il giorno ne getterieno, tutte eguali di peso e di corpo, e perciò più atte a scoprire o forbicia o falsità. La fusione garantiva quindi bassi costi di produzione ma poteva essere usata anche dai falsari.

Segue: articolo completo tratto da Panorama Numismatico nr.189 – ottobre 2004

Vedi anche Ancora sulle monete false ottenute per fusione (articolo online) tratto da Panorama Numismatico nr. 225/gennaio 2008

Un trattato sull’arte di batter moneta tra alchimia e illegalità

Pieter Breughel - Alchimista

Pieter Breughel - L'alchimista 1558

di Lorenzo Bellesia

Nell’Archivio di Stato di Modena molti anni fa trovai il documento che presento in questo articolo. E’ un trattato, molto breve, sulla coniazione delle monete e sulla fusione dei metalli ma sembra essere stato composto, almeno così sembra, da un appassionato alchimista.

L’alchimia era una dottrina tra la magia e la religione che aveva lo scopo di affinare e mutare i metalli vili in nobili. L’oro era quindi l’elemento da trovare perchè considerato il primo dei corpi elementari.

Le legislazioni cercarono spesso di combattere l’alchimia perchè la sua pratica poteva sconfinare nell’illegalità. Se, infatti, era ben difficile trasformare i metalli vili in oro, era tuttavia possibile, come dimostra ampiamente il trattato che qui si presenta, indorare o falsificare le monete. E’ noto – scriveva Ferdinando Galiani – quanto si siano gli uomini travagliati per imitar l’oro e moltiplicarlo; ed è nella luce del nostro secolo divenuta così ridicola e vilipesa questa misteriosa scienza, che “alchimia” si dice, quanto forse fu in altri tempi venerata e culta. Egli fa anche una considerazione d’ordine morale: tanto poco resiste al tempo ed alla verità un inganno misterioso, che promette utilità sproporzionate agli ordini della natura. Quello però, che a me è paruto sempre strano, è il conoscere che questa scienza di disprezza, non per lo fine ch’ella si propone, il quale anche agli stessi disprezzatori sembra grande ed eccellente, ma perchè si sa non poter ella giungere a conseguirlo.

Segue: articolo completo in formato pdf tratto da Panorama Numismatico nr. 206/aprile 2006


Imitazioni e falsificazioni

2 centesimi 1902 falsiBreve storia dei falsi numismatici

di G.Fenti

Spesso ci chiedono come sia possibile distinguere le monete false da quelle originali. Il problema è molto complesso e di difficile soluzione per diversi motivi. Complesso perchè il campo della numismatica è molto vasto e diverse tra loro sono le monete costruite sia per fusione che per battitura, da circa duemilaseicento anni a questa parte. Difficile perchè la fantasia dei falsari è immensa e i metodi di costruzione dei falsi si evolvono continuamente, diventando sempre più raffinati.

Le monete false hanno inquinato moltissime collezioni, sia private che pubbliche, grandi e piccole, anche le più famose. Assieme ai falsi veri e propri, sono state costruite anche imitazioni di monete molto note, quasi sempre rare, a volte senza l’intenzione di mortificare il collezionista. Alcune di queste imitazioni hanno raggiunto un notevole valore artistico e tecnico tanto da crearsi una loro collocazione nell’ampio campo del collezionismo e quindi sul mercato numismatico.

Segue: articolo completo richiesto da un ns.lettore tratto da Panorama Numismatico nr.10/luglio 1985

32 gradi Fahrenheit

5 dollari 2014 Palau, Gabriel Fahrenheitdi Gianni Graziosi

Tra le moderne monete commemorative, le novità sorprendenti ed insolite sono sicuramente molto comuni e all’ordine del giorno. Nel 2014 la Repubblica di Palau e le Isole Cook hanno messo in vendita due pezzi quanto meno originali che, tramite dieci inserti circolari termosensibili, possono indicare realmente la temperatura compresa fra 57 e 90 gradi Fahrenheit, oppure fra 14 e 32 gradi Celsius. Sulla faccia nazionale delle due monete compaiono rispettivamente lo stemma dello stato insulare dell’Oceano Pacifico (Palau) oppure il ritratto di Elisabetta II (Isole Cook), sull’altro lato, in un tondello, è raffigurato il termometro di Fahrenheit o il ritratto di Celsius circondati dagli inserti sensibili alla temperatura. I pezzi, coniati in argento 925‰, in qualità fondo specchio, al valore facciale di 5 dollari, hanno un diametro di 50 mm e un peso di un’oncia (31,1 g). Diversa la tiratura, che risulta essere limitata a soli 450 esemplari per la moneta di Palau e 1.744 per le Isole Cook.

Prosegui la lettura di → 32 gradi Fahrenheit

Un prezioso medagliere ligneo dell’Ottocento e la sua copia

Medaglieredi Lucia Travaini

LA BELLEZZA DI UN MEDAGLIERE OTTCENTESCO CONSERVATO A CAMBRIDGE COLPÌ PARTICOLARMENTE GIANCARLO SILINGARDI, AL PUNTO DA REALIZZARNE PERSONALMENTE UNA COPIA CON QUALCHE VARIANTE.

Nel Department of Coins and Medals del Fitzwilliam Museum di Cambridge si conservano, tra le molte meraviglie, anche alcuni medaglieri pregiati di forme diverse. Prosegui la lettura di → Un prezioso medagliere ligneo dell’Ottocento e la sua copia