
Figura 1. Alfonso II d’Este, olio su tavola, secolo XVI, collezione BSGSP. (da Ducato di Modena e Reggio 1598-1859, Banco San Geminiano e San Prospero, Modena, 2007).
di Gianni Graziosi
EDITTI, GRIDA, STATUTI E TARIFFE DEL XVI – XVII SECOLO CI RACCONTANO DI MONETE, DI CONSUETUDINI, DI PENE CORPORALI E PECUNIARIE.
Mi è capitato di sfogliare e leggere il volume Statuti e leggi per il marchesato di Vignola pubblicato, nel 1877 dalla tipografia di Antonio Monti, per iniziativa della Società Vignolese di storia patria e arti belle, il presidente della società era l’avvocato Arsenio Crespellani (1828-1900). Dalla lettura sono emerse notizie e curiosità che riguardano anche le monete. Prima di illustrarne qualche esempio indicativo può essere utile inquadrare brevemente il periodo storico che ha visto l’emanazione di questi statuti.
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Nella serie dei 100 lire aurei del Vaticano per papa Pio XII il millesimo 1930 è quello più raro con una tiratura dichiarata nei cataloghi di 2.621 esemplari.
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di Gianni Graziosi
Decisamente accattivante la moneta, in argento e smalti colorati, da 5 dollari 2010 (25 g) emessa dalla repubblica di Palau dedicata al castello di Neuschwanstein, uno dei simboli della Baviera (Germania). Il nominale appartiene alla serie “Mondo di meraviglie” (World of Wonders) che commemora le opere architettoniche più importanti e famose del mondo. Sempre con millesimo 2010 abbiamo, ad esempio, il pezzo per il celebre monumento megalitico di Stonehenge, eretto nella piana di Salisbury in Gran Bretagna. Questa struttura preistorica fu realizzata in tre fasi successive; la prima agli inizi del III millennio a.C., l’ultima terminò attorno al 1.500 a.C. con la definitiva sistemazione. Stonehenge, secondo alcune interpretazioni, venne costruito in modo da formare un calendario attendibile per la predizione delle stagioni, delle eclissi di Sole e di Luna, insomma era un “vero” osservatorio astronomico. I nostri antenati erano attenti osservatori del cielo, regolavano la loro vita sulle informazioni che potevano ottenere dagli astri.
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di Lorenzo Bellesia
ANCHE I FALSI FANNO PARTE DELLA NUMISMATICA. TRA DI LORO LE COSIDDETTE PATACCHE CON LA SCROFA HANNO UN RUOLO DAVVERO PARTICOLARE PERCHE’ ANCORA OGGI NON DI RADO SPUNTANO DAI CASSETTI DEI RICORDI.
Già il titolo di questo articolo potrebbe essere frainteso. E’ infatti ovvio che se si è già certi che si tratti di una patacca non si capirebbe il motivo per cui si perda tempo a scriverne un articolo. Eppure questa non è solo un falso, cioè una banale copia per ingannare i collezionisti, è proprio una invenzione di sana pianta ed è diventata, credo, la regina delle patacche non solo perché è la più comune ma anche perché ha dato origine ad una serie di copie e pure a, diciamo così, divagazioni sul tema. Essendo quindi una invenzione ed essendo anche piuttosto comune credo che possa meritare un’indagine.
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Il denaro non serve solo per fare acquisti, almeno così sembra considerando una nuova moda esplosa in Giappone. Come spesso accade le novità nascono dalla connessione fra tradizione ed innovazione. In questo caso la tradizione è quella dell’origami, l’arte di piegare la carta, mentre originale è l’idea di fare origami con le banconote in modo da ottenere, a lavoro ultimato, il volto del personaggio raffigurato sulla banconota con in testa un cappello di fogge diverse, un turbante o una benda sull’occhio. Il primo origami prodotto, e che ha dato il via alla serie, è stato il “turbante di Noguchi”.
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