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DI VIRGILIO

Recensioni Libri

Gli articoli di Panorama Numismatico Online della categoria Recensioni Libri.


Il lato buono delle monete

Lucia Travaini IL LATO BUONO DELLE MONETE Devozione, miracoli e insolite reliquie

Nell’ambito della ricerca numismatica Lucia Travaini è certamente una tra le studiose più attive. Il suo campo prediletto è l’età medievale dove ha saputo approfondire non pochi aspetti della moneta, tra cui alcuni davvero particolari. Ne è l’ennesima testimonianza questo libro che indaga la moneta non tanto come intermediaria degli scambi o come misura di valore ma piuttosto come oggetto di culto e devozione. Se sono conosciutissimi gli usi della moneta nelle fondazioni degli edifici pubblici o nella deposizione in tombe (a formare il cosiddetto obolo di Caronte o come offerte), meno noti e più curiosi sono i suoi impieghi religiosi il tutto documentato negli scavi archeologici.

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Collezione Wilder – Granducato di Toscana – 10 e 5 paoli

Collezione  Wilder Granducato di Toscana 10 e 5 paoli È sempre con molto piacere che segnaliamo un collezionista che pubblica la propria raccolta frutto di tanti anni di ricerche, sacrifici economici e non solo. Dovrebbe essere un traguardo di grande soddisfazione vedere le proprie monete stampate e divulgate per poi magari vedere dopo qualche tempo il proprio volume citato nelle bibliografie. Del resto, con le moderne tecnologie, l’impegno finanziario richiesto è molto contenuto. Si possono stampare perfino poche decine di copie in digitale e a colori spendendo spesso molto meno di quel che si potrebbe pagare una moneta di media importanza.

È quello ciò che ha fatto Wilder Pellegrini il quale, addirittura, è arrivato alla seconda edizione della sua raccolta. Pubblicato in soli 100 esemplari numerati, il lavoro è interamente a colori (diversi anche gli ingrandimenti) e con copertina cartonata. Presenta 154 monete e una prova emesse a partire da Francesco II di Lorena (la prima moneta della collezione porta la data del 1747) fino a Leopoldo II (l’ultima moneta è del 1859). Si tratta, come indicato dal titolo, di francesconi da 10 paoli e mezzi francesconi da 5 paoli ma vi sono comprese anche le dene e le mezze dene di Carlo Ludovico e Maria Luisa e il tallero per il Levante di Francesco II e Pietro Leopoldo. Dopo un breve profilo storico del periodo, viene il catalogo dove ogni moneta è illustrata e descritta con indicazione della rarità reputata dall’autore il quale indica anche, con giusto orgoglio, gli altri esemplari noti in caso di grandi rarità. E le grandi rarità, in effetti, abbondano: il francescone del 1792, per esempio, che l’autore riporta come noto in un solo altro esemplare, oppure il tallero del 1772 di cui sono noti appena altri due esemplari.

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Il bronzo antico della zecca di Ravenna

IL BRONZO  ANTICO  DELLA ZECCA  DI RAVENNA Nel periodo tardo imperiale Ravenna fu una città la cui importanza crebbe fino a diventare la sede della corte imperiale e quindi anche sede di zecca, nonostante le difficoltà economiche di quei momenti abbiano portato sicuramente ad una drastica diminuzione delle emissioni. In particolare si tratta di produzioni di monete in oro destinate ad avere una ampia circolazione e a diventare monete da tesaurizzazione, o di bronzo, destinate invece ad una circolazione locale per i piccoli pagamenti quotidiani. Proprio quest’ultima è l’oggetto del libro in esame, opera di due appassionati collezionisti e ricercatori, padre e figlio, che non è la prima volta che pubblicano qualcosa sull’argomento avendone già dato alle stampe una prima edizione nel 2006 cui ha fatto seguito anche un supplemento.

La prima moneta ad essere censita è un nummo dell’imperatore d’Occidente Maioriano (457-461). L’ultima moneta è invece il noto e rarissimo bronzo emesso dal re longobardo Astolfo (749-756). Nel 739 i Longobardi avevano invaso il territorio ravennate e nel 751 occuparono definitivamente Ravenna ponendo fine alla dominazione bizantina dell’esarcato.

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Gigante 2013 Eurocoins

gigante-2013-euro-coins-monete-europadi Gianni Graziosi

Monete e banconote in euro

Copertina azzurra con scritte blu. Questo è l’aspetto con cui si presenta la decima edizione del catalogo delle monete e banconote in euro edito dal noto professionista numismatico Fabio Gigante.

Anno dopo anno il catalogo ha visto aumentare, in modo significativo, il numero delle pagine. Rispetto alla prima edizione, mandata in stampa nel 2003, le pagine sono diventate 348 – erano 200 all’inizio. Nella prefazione, Gigante ribadisce che la collezione degli euro è, senza dubbio, la collezione europea del futuro e, con l’ingresso di nuovi paesi, sarà destinata ad ampliarsi sempre di più. A questo proposito ricordo che la Lettonia (membro dell’Unione europea dal 1 maggio 2004) ha ufficialmente presentato la richiesta di entrare nell’Eurozona dal 1 gennaio 2014. Anche il principato di Andorra, situato nei Pirenei orientali tra Francia e Spagna, a partire dal primo gennaio 2014, comincerà ad emettere proprie monete in euro che inizialmente saranno distribuite nelle confezioni Starter kit. Questo farà aumentare il numero degli Stati che hanno adottato la moneta unica. Attualmente sono venti, 17 sono membri dell’Unione europea mentre il Principato di Monaco, la Repubblica di San Marino e lo Stato della Città del Vaticano, pur non facendo parte dell’Unione, hanno sottoscritto trattati e possono emettere monete in euro.

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MIR – Italia Meridionale Continentale Zecche Minori

monete italiane regionalidi Stefano Di Virgilio

Nel “mare magnum” delle emissioni delle zecche minori dell’Italia meridionale si inserisce un altro importante tassello bibliografico che si attendeva da tempo. Questo contributo nasce dallo sforzo di Michele Chimienti e Franco Rapposelli i quali, come ammettono loro stessi nell’introduzione, “per gioco” che poi si è trasformato in “impegno”, hanno portato a termine il riordino della catalogazione delle emissioni monetarie (per zecca e in ordine alfabetico) dell’Italia meridionale.

Il volume fa parte della fortunata collana MIR (Monete Italiane Regionali) edita da Alberto Varesi; una rivisitazione del CNI, con importanti aggiornamenti e riordino da parte degli studiosi ed appassionati che si sono fatti carico dei diversi “capitoli monetari regionali” che compongono il Corpus.

Dopo la breve introduzione storica, Chimienti e Rapposelli ci offrono un’utilissima tavola delle concordanze tra i tipi censiti nel volume e ben sette riferimenti bibliografici, tra i quali i volumi 1 e 14 del MEC e la rarissima opera del Sambon del 1916 dedicata alle monete dei Normanni, Svevi, Angioini e Aragonesi di Sicilia, conosciuta in pochi esemplari e solo in bozza.

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