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Zecca di Bologna

Gli articoli di Panorama Numismatico Online della categoria Zecca di Bologna.


Le dominazioni dei Visconti su Bologna e le loro monete emesse da questa zecca

Torri di Bologna

di Michele Chimienti e Valerio Marchioni

Già nel Xll secolo i Visconti erano una nobile famiglia lombarda divisa in vari rami con feudi e beni sparsi in tutta la regione. Il primo ad impadronirsi del governo di Milano fu I’arcivescovo Ottone Visconti che nel 1277 riuscì a sconfiggere la famiglia rivale dei Della Torre, capi del partito popolare.

Per rafforzare il potere dei Visconti fece eleggere suo nipote Matteo capitano del popolo ed in seguito ottenne anche che fosse nominato Vicario imperiale. Ma nel 1302 il partito guelfo dei DelIa Torre tornò ad avere il sopravvento e Matteo fu esiliato.  Dopo otto anni la situazione si capovolse di nuovo con la discesa dell’imperatore Enrico VII che rimise Matteo al governo della città.  Quest’ultimo morì nel 1327 e gli successe il figlio Galeazzo I.

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Per una storia di Bologna attraverso le sue monete. Dalla Signoria di Taddeo Pepoli alla restaurazione pontificia dell’Albornoz (1337-1364)

Palazzo Pepoli

Fig. l - Palazzo Pepoli in via Castiglione a Bologna prima del restauro di questo secolo che ha ripristinato le bifore gotiche. Si noti la grandiosità di impianto della costruzione, ricca di sottarchi e cortili interni.

di Paolo Pini

CINQUE CONII A TESTIMONIANZA DI UN PERIODO TRAVAGLIATO DELLA CITTA’

Dalla cacciata di Bertrando del Poggetto alla Signoria di Taddeo Pepoli Il Pepolese

In ventitrè anni, a partire dal 1337, Bologna vede il susseguirsi di una signoria cittadina, di una signoria “straniera”, e infine il ripristino della supremazia pontificia. La Chiesa non aveva infatti mai rinunciato ai diritti temporali sulla città e sulle Romagne, pur avendo i Papi stabilito la propria corte ad Avignone (1309- 1377).

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Le monete celebrative per l’arrivo e l’incoronazione di Carlo V a Bologna

Carlo V a cavallo - Tizianodi Paolo Pini

Le monete celebrative per l’arrivo e l’incoronazione di Carlo V a Bologna e la cronaca coeva dell’avvenimento redatta da Ugo Boncompagni, Futuro papa Gregorio XIlI

Nel 1530 Bologna conia alcune monete in occasione di un avvenimento di risonanza mondiale: l’arrivo in città, alla fine di febbraio, di Carlo V d’Asburgo, allora trentenne, imperatore del Sacro Romano Impero, re di Spagna e dei Paesi Bassi, e la sua solenne incoronazione in San Petronio da parte di Clemente VII de’ Medici. Furono emesse monete d’oro e d’argento in numero limitato, sì che questi pezzi sono di estrema rarità o addirittura unici oggi, oltreché molto particolari per tipi e denominazione, che si discostano totalmente da quelli precedenti e successivi della zecca bolognese.

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Monete medioevali di Bologna e altre zecche ritrovate nell'arca di S.Procolo

Le 2 Torri di  Bolognadi Michele Chimenti – da Panorama Numismatico nr.19 / Gennaio 1987 – Articolo richiesto da un ns. lettore

Lo scopo di quanto mi accingo a scrivere è di poter definire più esattamente l’epoca di coniazione di alcune monete anonime della Zecca bolognese. Cercherò di ottenere ciò dall’esame di alcune di esse ritrovate il 15 febbraio 1943 all’interno della tomba di S. Procolo che si trova nell’omonima chiesa bolognese. lnfatti in questa data fu trasferita l’arca, in cui erano conservati i resti mortali del Santo, dalla cappella Isolani al centro del coro dove si trova attualmente.

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La collezione di monete custodita nella zecca di Bologna nel '700

museo di Ferdinando Cospi

Fig. 1 - Riproduzione del museo di Ferdinando Cospi (1609- 1686)

di Michele Chimienti e Franco Malavasi – da Panorama Numismatico nr.146 / Dicembre 1988 - articolo richiesto da un ns. lettore

Il ‘700 è chiamato il secolo dell’Illuminismo per i progressi che in quel periodo furono fatti sia in campo filosofico che scientifico; tra i ceti più elevati si diffuse uno spiccato interesse per tutte le scienze. Sino a quel momento individui dalle ampie disponibiIità economiche avevano creato raccolte degli oggetti più disparati che pomposamente chiamavano musei, in cui, accanto ad alcuni di rilevante valore scientifico, ne erano posti altri solo perché strani ed insoliti, come uova o penne di struzzo (fig. I). Ma con la nuova visione del settecento queste raccolte iniziarono a trasformarsi secondo concetti scientifici e seguendo principii più razionali. Inoltre iniziò a farsi strada il concetto che esse dovessero superare lo scopo di suscitare stupore e divertirnento, per assumere un significato di studio e di ricerca.

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