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DI VIRGILIO

Zecca di Modena

Gli articoli di Panorama Numismatico Online della categoria Zecca di Modena.


Due monete inedite di Correggio e Modena dello stesso zecchiere

di Lorenzo Bellesia

NELL’ITALIA DEL CINQUE E SEICENTO GLI ZECCHIERI SI SPOSTAVANO DA UNA CITTA’ ALL’ALTRA, COSI’ E’ POSSIBILE TROVARE EMISSIONI RIFERIBILI A UN SOLO ZECCHIERE MA DI SIGNORI DIVERSI.

Mi sono state segnalate due interessanti monete che, curiosamente, pur essendo di zecche diverse, sono state battute dallo stesso zecchiere, l’ebreo Joseffo Teseo.

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Ancora sui giorgini di Modena contromarcati da Rinaldo I d’Este

giorgino di Modena

Giorgino di Francesco I contromarcato da Rinaldo d'Este. Disegno dal Crespellani e foto privata.

Franco e Vincenzo Rapposelli

In un nostro articolo apparso su questa rivista, la n.59 del 1992, avevamo dissertato su un grossolano errore di attribuzione all’isola franco-olandese di Saint Martin nelle Antille, di una moneta della zecca di Modena coniata da Alfonso IV e contromarcata sotto Rinaldo 1.

Esattamente tre anni più tardi. nel dicembre 1995.appariva nel “Bulletin de la Société Française de Numismatique”, un articolo nel quale due numismatici francesi, i Signori Charlet e Garnier. scoprivano anch’essi che l’appartenenza all’isola di Saint Martin della moneta in questione e di un’altra di Francesco I d’Este, sempre contromarcata con un giglio. era un “qui pro qua”.

Sfortunatamente al qui pro qua scoperto si aggiungeva un “abbaglio” singolare.

Segue: articolo completo da Panorama Numismatico nr.118/aprile 1998, articolo richiesto da un ns. lettore.

Le vicende di Paolo Calvi “birbo zecchiere” del Settecento

Ercole Rinaldo III d'Este

Ercole Rinaldo III d 'Este (1727-1803) duca di Modena dal 1780 al 1798,

di Giuseppe Giannantonj

Le ricerche archivistiche volte a trovare testimonianze sulla vita e sul lavoro all’interno delle zecche dell’età moderna continuano a dare notizie molto significative, mentre i vasti giacimenti documentari degli archivi statali riservano ancora importanti sorprese. Aggiungendosi a quelle già esistenti, le notizie qui presentare intendono fornire nuove informazioni riguardanti la vita privata e la personalità di Paolo Calvi, protagonista, anche se in negativo, di fatti che ben testimoniano i costumi monetari italiani di fine Settecento. Risale al 25 aprile del 1780 l’elezione dei nostro Paolo ad assaggiatore (o partitore) della zecca di Bologna: nell’archivio cittadino ancora si conserva il rogito di nomina, con i vari Capitoli redatti dal notaio Michele Bacialli. Viene allora ritenuto conveniente che questo neo-incaricato, come altri funzionari della zecca, fornisca “un’opportuna sigurtà”, cioè una speciale garanzia finanziaria. L’atto pubblico regola un’attività professionale per certi aspetti innovativa ed atipica, fortemente voluta dai responsabili della zecca di Bologna, per coadiuvare quelle già presenti nell’officina di conio.

Segue: articolo completo in formato PDF da Panorama Numismatico nr. 137/gennaio 2000, articolo richiesto da un ns. lettore.

Appunti per una cronologia degli scudi e dei bianchi di Ercole II per Modena

Scudi della zecca di Modenadi Lorenzo Bellesia

Come si può agevolmente constatare sia dai documenti che dalla notevole quantità di monete pervenuteci, gli anni intorno alla metà del Cinquecento nelle zecche italiane, specie del nord, furono caratterizzati da una attività assai intensa.

Nelle città emiliane, oltre ad una eccessiva quantità di moneta di bassa lega, furono emessi in abbondanza anche scudi d’oro deI sole e bianchi in argento.

Partendo da Parma per arrivare a Bologna, passando per Reggio Emilia, Modena, Mirandola e Ferrara, quale più quale meno, tutte le zecche furono interessate dal fenomeno, ma un particolare campo d’indagine è dato dalle tre zecche estensi, cioè Ferrara, la sede della corte ducale, Modena e Reggio Emilia, le quali durante il governo di Ercole II, dal 1534 aI 1559, conobbero un periodo di straordinaria attività.

Nell’ambito di queste periodo, il presente breve lavoro intende studiare i due citati tipi monetari, ovvero lo scudo d’oro del sole ed il bianco, battuti a Modena a nome del duca Ercole Il.

Segue: articolo completo in formato pdf da Panorama Numismatico nr.105 / 1997, articolo richiesto da un ns. lettore.

Le monete di Azzo D’Este per Modena e Reggio Emilia - un aggiornamento

di Lorenzo Bellesia – da Panorama Numismatico nr.253 – Luglio/Agosto 2010

I grossi a nome di Azzo d’Este per Modena e Reggio Emilia.

I grossi a nome di Azzo d’Este per Modena e Reggio Emilia.

I lettori di Panorama Numismatico mi perdoneranno se ritorno su un argomento che avevo già ampiamente trattato appena nel numero scorso1 dove, esaminando la monetazione a nome di Azzo d’Este per le città di Modena e Reggio Emilia, avevo osservato come i coni delle due emissioni fossero così simili che se ne poteva dedurre una origine comune. Questa constatazione apriva affascinanti scenari: se i coni erano stati prodotti o a Modena o a Reggio, perché le monete non potevano essere state battute in una sola delle due città a nome però di entrambe?

Per di più, osservando l’accuratissima manifattura dei coni nonché l’elegante forma delle lettere, diversissime da quelle tradizionali in uso nell’area emiliana e nella vicina Bologna, si poteva ipotizzare che i coni fossero stati incisi in un’altra città, che non poteva però essere la stessa Ferrara dove la zecca non era più attiva da molti anni.

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