HATRIA 14
RAUCH topb

Aste in primo piano

25 gennaio Asta in sala e live
28 gennaio Asta per corrispondenza

Bid Inside SOFTWARE 200

Aste appena concluse

10 - 12 dicembre Asta in sala e live

13 - 14 dicembre Asta online e live

RauchHD Rauch
16th Live Auction


• Catalogo Online
• Sito H.D.Rauch


6 dicembre Asta in sala

JEAN ELSEN & Ses Fils
ElsenAsta 123


• Catalogo 123
• Sito Web
• Highlights

4 - 5 dicembre Asta in sala e live

24 e 25 novembre Asta in sala e live

20 novembre Asta in sala

TradartTradart Asta 20


• Sito Tradart

6 novembre Asta online

17 ottobre Asta in sala e live

17 ottobre Asta in sala e live

Frühwald Asta 110

Fruewald • Sito web
• Catalogo



13 - 15 ottobre Asta in sala

15 ottobre Asta in sala e live

14 e 15 ottobre Asta in sala e live

15 - 17 ottobre Asta in sala

Ultimi commenti

  • cristian: salve io possiedo diverse monete del 1978 1956 e vari anni h
  • Gianni: Ho una moneta che raffigura Enrico VIII IN veste reale e die
  • caponetti giuseppe: Sono in possesso di una medaglia del 1862 da un lato viene r
  • gaetano: Salve,vorrei sapere se e' possibile conoscere il valore di u
  • Carmine Andrea Caruso: Complimenti vivissimi.
  • sante albanese: Ho una moneta come la figura 12. Come faccio a venderla e qu
  • tommasa: salve possiedo monete in lire degli anni 50 e dei primi del
  • giovanni franzese: possiedo 20 lire dell'1972,10 lire dell'1953 1954,100 lire d
  • Daniela: Un informazione ho delle lire che vanno da 1950 in poi le po
  • Massimo Bosi: Il file PDF é stato aggiornato
DI VIRGILIO

Stati preunitari, San Marino e Vaticano

Gli articoli di Panorama Numismatico Online della categoria Stati preunitari, San Marino e Vaticano.


Le rarità di re Gioacchino

Gioacchino Murat a Napoli.

Gioacchino Murat a Napoli.

di Lucio Esposito

GIOACCHINO MURAT TENTO’ DI INTRODURRE L’UNITA’ MONETARIA ANCHE NEL REGNO DI NAPOLI, CONFORMANDOLO SUL MODELLO FRANCESE. MA LA POPOLAZIONE ACCETTO’ MALVOLENTIERI IL CAMBIAMENTO.

Cenni storici

Nel 1808 Gioacchino Murat fu nominato re di Napoli da Napoleone I, a seguito della nomina di Giuseppe Bonaparte al trono di Spagna, che di fatto aveva reso vacante il regno sottratto ai Borbone. Il nuovo re fu entusiasticamente accolto dai napoletani che ne apprezzarono il temperamento sanguigno e coraggioso, l’indole goliardica, la bella presenza fisica ma, soprattutto, i tentativi di porre rimedio all’indigenza e alla miseria dei suoi sudditi.

L’ex giacobino rivoluzionò il regno introducendo nel 1809 il Codice Napoleone, il Codice di Commercio Francese e nel 1812 il Codice Penale. Riorganizzò l’esercito delle Due Sicilie conformandolo al modello francese, dando così ottime possibilità di carriera ai nobili che volessero intraprendere la vita militare. Finanziò opere pubbliche di rilievo come ad esempio, a Napoli, la costruzione del ponte della Sanità, di via Posillipo e gli scavi di Ercolano; si fece altresì notare per la sua volontà di abolire il feudalesimo, di eliminare il brigantaggio e di introdurre importanti sgravi fiscali. Tuttavia non riuscì ad accontentare tutte le classi sociali; i più scontenti furono i commercianti, ai quali il blocco navale imposto dagli inglesi rovinava gli affari. Inoltre, le nuove istituzioni sociali introdotte dal Codice Civile Napoleonico, come l’adozione e il divorzio, causarono l’inimicizia degli ambienti clericali.

In politica estera, non riuscì a riconquistare la Sicilia, laddove Ferdinando IV si era rifugiato sotto la protezione inglese, dovendo accontentarsi della conquista di Capri, sottratta agli inglesi per merito delle truppe francesi del generale Lamarque e di alcuni napoletani guidati dal principe Pignatelli Strangoli (3-4 ottobre 1808). Successivamente, a capo di un contingente di soldati del regno di Napoli, partecipò al fianco di Napoleone alla campagna di Russia e alla battaglia di Lipsia (1813). Dopo questa sconfitta cercò di salvare il trono facendo una pace separata con l’Austria. L’anno seguente, durante i cento giorni, fu di nuovo a fianco dell’imperatore, combattendo la guerra austro-napoletana per difendere il proprio regno, venendo tuttavia sconfitto nella battaglia di Tolentino (2 maggio 1815); il successivo trattato di Casalanza (20 maggio 1815), firmato presso Capua, sancì definitivamente la sua abdicazione e il ritorno di re Ferdinando sul trono.

Segue: articolo completo in formato pdf tratto da Panorama Numismatico nr.280.

Un enigmatico 4 soldi dell'ultimo papa re

4 soldi 1868 - fronte

4 soldi 1868 - fronte

L’INDAGINE SU UNA VARIANTE DELLA MONETA DA 4 SOLDI RISALENTE AL 1868 SI ARRICCHISCE DI UN NUOVO ESEMPLARE. L’IPOTESI CHE SI TRATTI DI UNA MONETA PRODOTTA IN ZECCA VIENE ORA RAFFORZATA.

di Davide Fabrizi

Nell’asta Varesi “Vicenza Numismatica” del 29 settembre 2012, al lotto n. 323, è stata messa all’incanto una moneta da 4 soldi coniata nel 1868, nel XXII anno di pontificato di Pio IX (fig. 1).

La descrizione della moneta (4 Soldi 1868 A. XXII, Roma. CNI e Pag. mancante come variante Cu g 18,75 • Variante con due stelle per parte ai lati della data e mancante del segno di zecca al rovescio. Esemplare corredato di perizia fotografica di Orlando. Colpi sul taglio) mette in risalto la variante inedita per via della presenza di due stelle ai lati della data, anziché una sola, e della mancanza del segno di zecca. Ci ricolleghiamo all’esemplare sopra illustrato per segnalare come una moneta con le stesse caratteristiche fosse già in fase di studio da parte nostra; questo passaggio in asta pubblica, il primo in assoluto a nostra conoscenza, porta a tre il numero totale di esemplari censiti e tende a rafforzare la

4 soldi 1868 - retro

4 soldi 1868 - retro

nostra opinione che si tratti di una moneta prodotta in zecca. Vogliamo sottolineare che nel seguente studio vengono proposte delle ipotesi le quali, seppur basate su dati oggettivi, non pretendono di avere valore definitivo, anzi aprono nuovi scenari e ipotesi riguardanti l’esistenza e la circolazione di questa moneta. Auspichiamo infatti, a completamento della presente pubblicazione, l’intervento di qualche esperto del settore che possa fornire notizie o dati aggiuntivi riguardanti la sua coniazione e circolazione.

Durante il pontificato di Pio IX si decise di adeguare la circolazione monetaria dello Stato Pontificio, ormai ridotto alle sole province romane, a quella con sistema metrico decimale adottata dalla lega monetaria tra Francia, Belgio e Italia già dal 23 dicembre 1865. Con editto del 18 giugno 1866, a firma del segretario di Stato, cardinale Antonelli, vennero istituite le nuove monete e le condizioni di cambio delle vecchie, che man mano sarebbero state ritirate dalla circolazione applicando le tariffe di cambio secondo la seguente tabella. Prosegui la lettura di → Un enigmatico 4 soldi dell’ultimo papa re

Le nuove municipalità espresse attraverso le monete

Repubblica Ligure 1803

Esempio di uno dei nove valori della Repubblica Ligure (giugno 1798-giugno 1805)

di Paolo Pini
PARTE I: Genova, Piemonte, Venezia

In un articolo precedente (Panorama Numismatico n.62) è stata esaminata, sulla scorta della monetazione della zecca locale, la situazione politica nella città di Bologna dopo la presa di possesso nell’Italia padana da parte delle forze napoleoniche e l’istaurazione del governo popolare a regime repubblicano e le successive incorporazioni nelle Repubbliche Cispadania e Cisalpina.

Con questo ulteriore contributo allarghiamo il discorso per tracciare, sempre col presidio numismatico, una panoramica sugli altri stati italiani che abbracciarono il nuovo corso all’insegna dell’albero della libertà.

Si tratta di un periodo storico sconvolgente, per le sue ripercussioni sui governi locali, dal punto di vista istituzionale e sociale. Prenderemo in esame, nell’ordine, la situazione a Genova, in Piemonte, a Venezia, a Lucca e Firenze, a Roma, a Napoli, avendo già nella nota precedente, alla cui rilettura rimandiamo, considerati gli sviluppi della conquista napoleonica di parte dell’Italia settentrionale, sfociati nella costituzione delle Repubbliche Cispadania e Cisalpina, di cui saremo qui soltanto riproduzione alcune monete, esclusa la già trattata zecca di Bologna. Prosegui la lettura di → Le nuove municipalità espresse attraverso le monete

Alcune osservazioni sulla monetazione da 1 franco e da 5 franchi di Elisa e Felice Baciocchi

zecca di lucca

Figura 1a e 1b

di Luciano Giannoni

SONO ESAMINATE NEL DETTAGLIO TUTTE LE VARIANTI DELLA MONETAZIONE PER LUCCA DEI CONIUGI BACIOCCHI.

Nel novembre 2000 uscì sulla rivista Numismatique et Change un articolo di Frédéric Droulers dal titolo emblematico Les monnaies méconnues de Lucques et Piombino. Non vi è dubbio che la monetazione del Principato di Lucca e Piombino oltre che essere stata poco studiata presenti aspetti ancora  incerti ed indeterminati, a partire dal numero effettivo dei pezzi coniati. Un primo tentativo di  mettere a fuoco le tematiche relative alla monetazione di Elisa trovò spazio nel catalogo della mostra Le monete di Piombino dagli etruschi ad Elisa Baiocchi cui seguì, dopo alcuni anni, uno studio di R. Melillo.

Quello su cui vogliamo porre l’accento in questa nota è l’aspetto più strettamente legato alla tipologia delle coniazioni;  pur essendo queste limitate a soli quattro anni nominali (1805, 1806, 1807 e 1808) presentano infatti una gamma notevole di varianti relative sia al dritto che al rovescio. Questo vale essenzialmente per i pezzi da 5 franchi, poiché le monete da 5 e 3 centesimi non presentano alcuna variante mentre quelle da 1 franco differiscono tra loro solo per la dimensione del corpo della data (decisamente più  piccolo nel franco del 1808); inoltre, sempre per il 1808, abbiamo due varianti legate alla distanza maggiore o minore della leggenda rispetto ai busti dei due principi (fig. 1a, b); cosa analoga è presente anche nei 5 franchi 1805 ed è causa, come vedremo in seguito, di equivoco.

Segue: articolo completo in formato pdf, da Panorama Numismatcio nr.249/marzo 2010

Alcune considerazioni sugli scudi da dieci paoli battuti nella zecca di Bologna durante il Governo provvisorio

scudo-da-10-paoli-zecca-di-bolognadi Renzo Bruni

Uno degli aspetti più curiosi di questa tipoìogia monetaria è la presenza di innumerevoli varietà iconografiche, più o meno importanti, osservando le quali ho formulato alcune considerazioni, che con l’ausilio di quanto già pubblicato e di alcuni documenti d’archivio, mi accingo a esporre.

Articolo completo in formato pdf richiesto da un ns. lettore: Alcune considerazioni sugli scudi da dieci paoli battuti nella zecca di Bologna durante il Governo provvisorio (R. Bruni) da Panorama Numismatico nr.97/maggio 1996


La monetazione bolognese

Bologna Palazzo d'Accursiodi Michele Chimienti

DALL’OCCUPAZIONE FRANCESE DEL 1796 ALLA RIFORMA MONETARIA DEL 1807

LA SITUAZIONE POLITICA

ll 1796 è una data molto importante per Bologna e per l’Italia. Segna infatti l’inizio di un periodo estremamente confuso e sofferto, ma destinato a gettare le basi dell’Italia moderna. L’esercito rivoluzionario francese, al comando del generale Napoleone, occupa o, come preferiva dire, libera buona parte del nord-Italia. A Bologna i Francesi giungono il 19 giugno 1976.

Prosegui la lettura di → La monetazione bolognese

Varianti nelle monete della Repubblica Cisalpina

Scudi Repubblica Cisalpinadi Lorenzo Bellesia

Con la fusione della Repubblica Cispadana, formata dalle città di Reggio Emilia, Modena, Bologna e Ferrara, e della Repubblica Transpadana, corrispondente all’ex Lombardia austriaca, venne costituita, dopo la firma del trattato di Tolentino del 19 febbraio 1797, la Repubblica Cisalpina. Nel 1799, dopo la conquista austriaca, fu soppressa per essere però ricostituita dopo la battaglia di Marengo del 14 giugno 1800.

Durante la Repubblica Cisalpina furono battute soltanto due monete in argento tra il 1800 ed il 1801, più precisamente, come indicato nelle monete stesse, negli anni VIII e IX della Repubblica Francese.

Entrambe presentano alcune leggere varianti che fino ad ora non sono state

segnalate, credo, nella letteratura specializzata e che non devono essere trascurate in quanto furono prodotte in un periodo nel quale la produzione meccanica delle monete consentiva una precisa riproduzione dei coni, evitando tutta le varianti che nascevano quando i coni erano formati manualmente ed in modo talvolta trascurato.

Segue: articolo completo in formato pdf, richiesto da un ns. lettore, da Panorama Numismatico nr.106/marzo 1997

Prezzario 2011-2012 del Regno di Sardegna

Prezzario monete Regno di Sardegna

Pubblichiamo da Panorama Numismatico nr.265 – Settembre 2011 il Prezzario 2011/2012 del Regno di Sardegna: l’articolo è disponibile qui in formato pdf.

Include i  seguenti regnanti:

Vittorio Emanuele I, 1802-1821
Carlo Felice, 1821-1831
Carlo Alberto, 1831-1849
Vittorio Emanuele II, Re di Sardegna 1849-1861
Vittorio Emanuele II, Re Eletto 1859-1861