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DI VIRGILIO 3

Regno d’Italia

Gli articoli di Panorama Numismatico Online della categoria Regno d’Italia.


Una questione di numeri

10 rubli 1894

The New York Sale, 7 gennaio 2010, lotto 1350, realizzo di 5.000 dollari.

di Francesco Pastrone

Tirature e rarità del 2 centesimi 1900 e del 10 rubli 1894

Ho cominciato a collezionare monete all’età di 4 anni e verso la fine degli anni Cinquanta mi sono fatto comprare da mio padre il primo catalogo. Essendo all’epoca abituato a saccheggiare le riserve di rame dei miei parenti (tutti viticoltori) avevo a disposizione una quantità di monete di rame, tra le quali i due centesimi di Umberto I. Con mio grande stupore lessi che negli anni 1897 e 1898 erano stati coniati più di 4 milioni di esemplari mentre nel 1900 soltanto 2 milioni e 700 mila! In pratica, invece io trovavo molto più facilmente gli esemplari con data 1900 che gli altri due. Tentavo di darmi diverse spiegazioni: il 2 centesimi del 1900 era stato distribuito soprattutto in Piemonte; la moneta era stata tesaurizzata perché era la prima del nuovo secolo…

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A proposito del presunto giallo della moneta d’oro da 100 lire 1940 a XVIII del Regno d’Italia

di Giorgio Martinelli

Sul n. 7-8 della rivista “La Numismatica”, l’eminente studioso Remo Cappelli ha avanzato seri dubbi sulla autenticità della moneta da 100 Lire Oro 1940 anno XVlII, venduta all’asta n. 472 del 1 Maggio 1984 dalla Finarte di Milano.

Le motivazioni addotte dal Dott. Cappelli mi sembrano non sempre giustificate. L’autore infatti incentra la sua trattazione sulla ricerca da lui effettuata per stabilire se la moneta sia o non sia stata coniata dalla Zecca Italiana.

Segue: articolo completo in formato pdf tratto da Panorama Numismatico nr.6/novembre 1984, articolo richiesto da un ns. lettore.

Due imperatori fucilati in meno di mezzo secolo: Massimiliano d’Asburgo e Augustin de Iturbide

Agustin de Iturbidedi Corrado Marino

PAGINE DI STORIA DEL MESSICO ATTRAVERSO LE EMISSIONI MONETARIE.

Il Messico vanta un primato che pensiamo nessun paese potrà mai eguagliare, quello di aver giustiziato due imperatori a 43 anni di distanza l’uno dall’altro, il primo nel 1824, il secondo nel 1867.

Il caso certo più noto di imperatore messo a morte è quello dello zar Nicola II di Russia ucciso insieme a tutta la sua famiglia a Ekaterinburg il 16 luglio del 1918 dai bolscevichi. Altri non ce ne vengono alla mente. Dei due imperatori messicani fucilati, il più noto è certamente il secondo, Massimiliano d’Asburgo, fratello minore dell’imperatore Francesco Giuseppe, cui il Carducci dedicò una famosa ode, mentre Augustin de Iturbide viene citato al più in qualche riga, se non semplicemente in una nota a piè di pagina, sui manuali liceali di storia. Può capitare così che qualcuno si imbatta in una moneta messicana con una testa nuda di profilo circondata dalla scritta “AUGUSTINUS DEI PROVIDENTIA”, senza sapere chi sia il personaggio effigiato. Sebbene abbia regnato per due anni soltanto, questo sovrano emise una serie completa di monete in rame, argento e oro la cui quantità non è nota, ma probabilmente ammonta in tutto a qualche milione di pezzi.

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Il 5 centesimi 1913 senza punto

rovescio di un 5 centesimi

Fig.1

di Angelo Sfoglia

COME SCOPRIRE I 5 CENTESIMI 1913 SENZA PUNTO ARTEFATTI

Da alcuni anni sto studiando la moneta da 5 centesimi “Prora” del 1913 cosiddetta senza punto tra la D’ e ITALIA, forse un errore dell’incisore L. Giorgi. Come noto, questa variante è molto rara mentre la versione col punto è comunissima. In commercio spesso si trovano esemplari che sono stati alterati togliendo questo punto.

Sicuramente per il Dritto è stato usato un solo conio che non presentava il punto. Molto probabilmente anche per il Rovescio è stato usato un solo conio che è possibile individuare tramite alcuni piccoli particolari.

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Battitura del 20 lire con millesimo 1882 regnante Umberto I

20 lire 1882di Simone Cavazzola

LA NOTEVOLE PRODUZIONE DI MONETE AUREE DA 20 LIRE E L’ISTITUZIONE DELL’UNIONE MONETARIA LATINA.

Circola voce che, con questo millesimo, i tondelli aurei da lire 20 siano stati battuti anche successivamente al 1882 e addirittura durante il regno di V.E.III. Per vero, non è solo una voce che circola ma tale affermazione è riportata, tanto per fare un esempio, anche dal Catalogo Gigante 2012 in nota. Più precisamente, la nota citata così recita: 1882. Le monete di questo tipo con questa data sono state coniate per almeno vent’anni, quindi anche sotto V.E.III. A sostegno di questa affermazione, tuttavia, non viene riportata la fonte. Cosicché, salvo che qualcuno sia al corrente di detta circostanza (fondandola però su dati controllabili e non soltanto sulla “tradizione orale”), tale asserzione allo stato sembrerebbe indimostrata. Da un testo del 1866 (appartenente ad una collana giuridica intitolata Il Filangeri, noto filosofo e giurista del Settecento), emerge un documento, in francese, della Convenzione stipulata a Parigi il 23 dicembre 1865, istitutiva dell’Unione Monetaria Latina e che, come è noto, riuniva fin dal principio il Belgio, la Francia, l’Italia e la Svizzera all’interno di un unico sistema monetario regolato da norme comuni. Ebbene, l’articolo 10 della suddetta Convenzione che, è opportuno precisare, venne ratificata dal Parlamento del Regno d’Italia con Legge 21.7.1866 nr. 3087, divenendo pertanto legge dello Stato, nell’articolo 10 così stabilisce:

Regno d’Italia con Legge 21.7.1866 nr. 3087

La Convenzione istitutiva dell’Unione subì nel tempo rinnovi e revisioni. In particolare, sempre a Parigi, si stipulò, il 5 novembre 1878, un ulteriore accordo correttivo (nel quale compare anche la Grecia, che era entrata nell’U.M.L. fin dal 26 settembre 1868), che venne ratificato dal Parlamento del Regno d’Italia con Legge 1.8.1879 nr. 5061.

Segue: articolo completo in formato pdf da Panorama Numismatico nr.275 / Luglio-Agosto 2012

Monete inedite di Vittorio Emanuele III

Progetto da Lire 20, 1910, aratricedi Luigi Franzoni

ALCUNE PRECISAZIONI SU CINQUE MONETE DEL RE NUMISMATICO

Potrà apparire strano ma a quasi settant’anni dalla fine della monarchia in Italia e nonostante le decine di pubblicazioni e studi riguardo la monetazione del re numismatico, l’ultima delle quali è la pregevole opera di Domenico Luppino, Prove, progetti e rarità numismatiche della monetazione italiana (Eupremio Montenegro Editore), qualcosa sfugge o viene dimenticato, così da rendere necessario un richiamo o un’integrazione ai lavori svolti.

Citando, per motivi di comodità e cronologia, l’ultimo studio pubblicato, all’elenco mancano cinque monete che vado a descrivere di seguito, due delle quali sono già citate nell’ormai storica opera di Vico D’Incerti, Le monete discutibili del regno di Vittorio Emanuele III, pubblicato dalla Rivista Italiana di Numismatica (Milano 1956).

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