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Monete Estere

Gli articoli di Panorama Numismatico Online della categoria Monete Estere.


Le monete di tiro federale

Klippe thaler 1678 (21,39 g) battuto per commemorare una gara di tiro a Dresda (ex asta Daniel Frank Sedwick 14)

Klippe thaler 1678 (21,39 g) battuto per commemorare una gara di tiro a Dresda (ex asta Daniel Frank Sedwick 14).

di Gianni Graziosi

IL FRANCO SVIZZERO UNIFICO’ IL SISTEMA MONETARIO ELVETICO DOPO LA COSTITUZIONE DELLA REPUBBLICA. LE MONETE-MEDAGLIE CHIAMATE “TALLERI DI TIRO” FURONO TRA LE PRIME CONIAZIONI SVIZZERE CHE CIRCOLARONO DAL 1842 E PER OLTRE QUATTRO DECENNI.

L’emissione di moneta in Svizzera, fino al 1798, era competenza dei singoli Cantoni e di numerose altre autorità. Con la creazione della Repubblica Elvetica, a seguito dell’invasione francese, venne utilizzato, per la prima volta, un sistema monetario comune basato su un’unica moneta, il franco svizzero. Il principio ispiratore della nuova Repubblica era tutto racchiuso nel primo articolo della carta fondamentale: la Repubblica Elvetica è una e indivisibile. Non ci sono più frontiere fra i Cantoni e i paesi soggetti, né da Cantone a Cantone […] eravamo deboli per la nostra debolezza individuale, saremo forti per la forza di tutti.

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Il grosso emigra in Russia

Fig. 1: Grosso matapan (diritto)

Fig. 1: Grosso matapan (diritto)

di Giuseppe Carucci

QUANDO UNA MONETA HA SUCCESSO SUL MERCATO E’ MOLTO PROBABILE CHE VENGA IMITATA IN ALTRI STATI CHE NE ADOTTANO ANCHE IL NOME. COSI’ POSSIAMO TROVARE IL TERMINE GROSSO PERSINO NELLA MONETAZIONE DELLA LONTANA RUSSIA.

Il termine grosso deriva dal latino grossus, cioè grande. Nella circolazione monetaria dell’Europa occidentale esso comparve nel periodo di dissoluzione del denario medioevale d’argento, quando in sostituzione di esso comparvero monete di maggiori dimensioni che presero il nome di grossi.

Monete con il nome di denaro grosso comparvero in Italia verso la fine del XII secolo. Ad esempio a Genova nel 1172 si coniarono grossi del peso di 1,46 grammi. Stessa cosa successe a Milano, Firenze, Venezia dove si iniziò a coniare, probabilmente a partire dal 1202, il famoso grosso matapan durante il dogato di Enrico Dandolo (1192-1205), del peso di 2,178 grammi e avente un titolo d’argento molto alto, ben 965 millesimi (fig. 1). Tra l’altro il 1202 segna l’inizio della prima Crociata.

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Un ingenuo falso d’epoca

Alessandro I di Russia

Fig. 1. Stepan Semyonovich Shchukin, Ritratto di Alessandro I di Russia, olio su tela, 1809.

di Giuseppe Carucci

DOPO LA MORTE DI ALESSANDRO I DI RUSSIA, LA ZECCA DI MOSCA CONIO’ POCHISSIMI ESEMPLARI DI PROVA DI UN RUBLO A NOME DEL SUO PRESUNTO SUCCESSORE, COSTANTINO, IL QUALE POI NON SALI’ AL TRONO. DEL “RUBLO DI COSTANTINO” ESISTONO NUMEROSI FALSI, TRA CUI UNO, INSOLITO, NEL MUSEO MOSCOVITA.

Alessandro I[1. La morte di Alessandro è avvolta dal mistero. Trasferitosi a Taganrog, un porto sul Mar d’Azov, ufficialmente per il peggioramento della salute della moglie, vi trova la morte improvvisamente. Da più parti si dubitò del fatto che egli fosse realmente morto in quel posto ed in quell’anno. Secondo alcuni, Alessandro sarebbe vissuto fino al 1864 a Tomsk, in Siberia, sotto le sfoglie di un monaco o eremita con nome Fomic o Kuzmic; l’ambasciatore inglese in Russia affermò di aver visto lo zar a bordo di una nave successivamente alla sua morte ufficiale; chi lo vide dopo la morte fece fatica a riconoscerlo; i suoi successori Nicola I e Alessandro II trattarono sempre con molta deferenza il monaco in questione; lo stesso Lev Tolstoj accredita la versione della falsa morte nel suo racconto incompiuto Memorie postume del monaco Fëdor Kuzmic; secondo altri la vera morte sarebbe avvenuta non nel 1864 ma nel 1836. Il trasporto della salma da Taganrog a San Pietroburgo impiegò un tempo assurdamente lungo; i rapporti anatomici dell’esame del cadavere parlano di un problema ad una gamba che era realmente presente ma all’altra gamba, ed altri elementi ancora.

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I soldi di pelle dell’America russa

Srebrenikdi Giuseppe Carucci

IN ALASKA, NEI TERRITORI CHE APPARTENNERO ALL’IMPERO RUSSO FINO AL 1868, LA PENURIA DI MONETA SPICCIA HA RESO INDISPENSABILE LA CIRCOLAZIONE DI SOLDI FATTI IN PELLE ANIMALE.

In alcune cronache russe della metà del XVII secolo comparvero per la prima volta affermazioni circa l’esistenza nell’antica Russia di “soldi di pelle” come prima forma premonetale.

In una cronaca bizantina del X secolo, di cui si è conservata una traduzione in russo del XVII secolo, si afferma che i soldi di pelle furono le prime monete della Roma davvero arcaica. Teoria per l’epoca affascinante poiché si era in un periodo in cui altissimo risuonava l’interesse per tutto quello che veniva collegato alle antichità romane, in quanto si riteneva che i regnanti moscoviti fossero diretti discendenti dei Cesari. Del resto la stessa religione ortodossa dichiarava che Mosca era la terza Roma (la seconda era stata Costantinopoli) come alfiere della cristianità e che non ce ne sarebbe stata una quarta.

Segue: articolo completo in formato pdf tratto da Panorama Numismatico nr. 292 – febbraio 2014

La Francia al centro di un impero: la grandeur francese in una banconota

Francia, 5.000 franchi 1942-1947, mm 206 x 112, p. 42.

Francia, 5.000 franchi 1942-1947, mm 206 x 112, p. 42.

di Corrado Marino

IN UN BELLISSIMO BIGLIETTO DEL 1942, ARABI, AFRICANI E INDOCINESI ACCOMUNATI SOTTO LA BANDIERA FRANCESE.

Per molti Paesi, le banconote costituiscono un mezzo importante per diffondere presso la popolazione nazionale e gli stranieri che se le trovano tra le mani, una immagine positiva di sé, della propria cultura e dei valori politici e civili ai quali lo Stato si ispira. Tra questi c’è senz’altro la Francia, la cui carta moneta è assai apprezzata dai collezionisti per almeno tre motivi e cioè:

• la maestria dei suoi incisori, capaci di realizzare soggetti eleganti ed armoniosi;

• la bellezza dei colori, vivaci senza mai risultare chiassosi, e con una grande varietà di toni e sfumature;

• l’elevata qualità della carta, assai sottile eppure molto resistente all’usura.

Francia, 5.000 franchi 1942-1947, mm 206 x 112, p. 42Tra le numerose emissioni che si sono susseguite fino all’introduzione dell’euro, una menzione particolare merita a nostro avviso il biglietto da 5.000 franchi (P. 42) emesso dalla Banque de France dal 1942 al 1947. Esso costituisce un’efficace rappresentazione pittorica della Grandeur, che contraddistingue la cultura d’Oltralpe almeno dai tempi del re Sole, insieme all’idea della missione civilizzatrice che la Francia si era attribuita nel suo vastissimo impero coloniale. Certo le colonie erano considerate, dai paesi europei che le possedevano, un serbatoio di materie prime e di manodopera a basso costo e, in qualche caso, anche di soldati da mandare in guerra, e la Francia non faceva eccezione.

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Monete russe dei secoli XIV e XV

granduca Dmitri Ivanovic

Fig.1

NUMEROSI FURONO I CENTRI DI CONIAZIONE IN RUSSIA PRIMA DELLA RIFORMA MONETARIA DEL XVIII SECOLO VOLUTA DA PIETRO I. LA MONETA COMUNE A OGNI GRANDUCATO ERA IL DENGA D’ARGENTO CHE, PERO’, NON AVEVA PESO UNIFORME.

di Giuseppe Carucci

Nella seconda metà del XIV secolo si ebbe nelle terre russe una ripresa delle attività produttivo-commerciali e si rafforzò la lotta contro il conquistatore mongolo. Ciò provocò la ripresa della coniazione monetaria in alcuni ducati e principati. L’unità monetaria che venne a essere coniata fu chiamata denga.

La moneta d’argento con questo nome fu per lungo tempo l’unico nummo coniato, anche se in alcuni principati o ducati essa fu accompagnata dalla sua metà, detta poludenga, e a Pskov e Novgorod anche dal quarto di denga, detto cetveretza.

È opinione comune che il primo stato a coniare sia stato il granducato di Mosca, seguito dai ducati Rjazanski e Suzdalsko-Nizhegorodski. Dalla fine del XIV secolo e nella prima metà del XV secolo, coniarono anche altri principati e ducati vassalli.

È giusto sottolineare che agli albori della ripresa della coniazione nelle terre russe non si poteva parlare di vere e proprie zecche, bensì di “luoghi di coniazione”. Più che altro la coniazione avveniva nelle botteghe artigiane degli argentieri i quali lavoravano non su ordinazione del duca o principe ma con il suo consenso, poiché in realtà le monete servivano soprattutto ai mercanti ed erano loro ad avere disponibilità d’argento da trasformare in monete. Negli stati più grandi il sovrano aveva il proprio argentiere-zecchiere il quale, di tanto in tanto, veniva invitato, con la sua piccola borsa di strumenti, per effettuare la coniazione necessaria.

Segue: articolo completo in formato PDF tratto da Panorama Numismatico nr.286 / Luglio e Agosto 2013

La monetazione russa nel periodo sovietico

Fig. 1 - Gettone della cooperativa "Ragione e Lavoro" di Kiev

Fig. 1 - Gettone della cooperativa "Ragione e Lavoro" di Kiev

di Giuseppe Carucci

Le due rivoluzioni del 1917, quella borghese del febbraio e quella proletaria dell’ottobre, spazzarono via definitivamente il plurisecolare ordinamento monarchico assolutista e con esso tutte le sue monete. Non è chiaro quali fossero le intenzioni originarie del nuovo governo dei Soviet circa una eventuale nuova monetazione. Com’era purtoppo naturale aspettarsi, il cambio di regime non fu incruento: si era ancora in guerra e l’armistizio che il governo firmerà in seguito con la Germania sarà molto pesante, comportando perdite territoriali; mentre la Finlandia otterrà la Lenin la restituzione della piena indipendenza. Ben presto scoppiò anche una guerra civile, che durò anni e fu molto sanguinosa e crudele da ambo le parti. Da un lato i Belogvardeizy (guardie bianche), che si battevano per la restaurazione monarchica ma soprattutto per la ricostituzione del grande latifondo; dall’altra i Krasnoarmeizy (soldati rossi), decisi a difendere fino alla morte la vittoria dei Soviet. La guerra civile si protrasse per anni e in una certa fase sembrò che dovesse terminare con la vittoria dei bianchi sui rosse, grazie anche all’aiuto delle potenze occidentali. Dalla Siberia premevano le armate del generale Kolciak, dal sud gli eserciti dei generali bianchi Denikin, Kornilov e Wrangler, e così il regime sovietico si trovò a controllare solo una parte del paese. La rivoluzione finì comunque con la vittoria dei Bolscevichi, che riacquistarono il controllo dell’intero territorio. Prosegui la lettura di → La monetazione russa nel periodo sovietico

Efimki e Rusi

Fig 1 - Efimko prima variante con il monogramma di Paolo I

Fig 1 - Efimko prima variante con il monogramma di Paolo I

RARISSIMI NOMINALI DELLA MONETAZIONE RUSSA

di Giuseppe Carucci

Quando si parla di monete russe di grande calibro e in metallo pregiato una sola è la parola che viene in mente: rublo! Senza andare troppo indietro nel tempo, partendo dal 1700 troviamo un due rubli d’oro giù nel 1718 (precedentemente in oro si coniava il cervonetz e il doppio cervonetz, del peso di 3,5 e 6,9 grammi rispettivamente) e un rublo d’argento nel 1704, quindi durante il regno di Pietro il Grande.

E così fu fino alla caduta della dinastia Romanov avvenuta nel 1917. Le ultime monete d’oro da 5 e 10 rubli furono coniate nel 1911 mentre l’ultimo rublo d’argento è datato 1915. Ma anche dopo la caduta dello zarismo (questa parola nella sua traduzione più letterale, ma non la più esatta, vorrebbe dire “cesarismo”, poiché la parola zar, o czar, è l’equivalente russo-slava della parola “cesare”. Quindi lo zarismo è il regime a capo del quale c’è un cesare, ovvero un imperatore), il rublo rimase la valuta della Repubblica Sovietica Russa (1917-1923), dell’Unione Sovietica (19223-1992), ed è tuttora la valuta della Russia odierna, che si usa definire “democratica”, sopravvivendo quindi a grandi cataclismi storico-politici.

Il rublo tuttavia dovette combattere le sue brave battaglie per la propria sopravvivenza, per non farsi affiancare (per l’argento) e addirittura soppiantare (per l’oro) da altri nominali con nomi diversi.

Infatti sul finire del Setteceno e nell’Ottocento ci furono, da parte delle autorità monetarie e governative russe, intenzioni e profeti tesi alla coniazione di monete che avessero nomi diversi dal rublo, e ciò per diversi motivi. Parliamo di monete che si chiama efimki e rusi. Prosegui la lettura di → Efimki e Rusi