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DI VIRGILIO

Schede monografiche sugli imperatori romani

Gli articoli di Panorama Numismatico Online della categoria Schede monografiche sugli imperatori romani.


Le monete di Marco Aurelio e Lucio Vero

Foto 1. Aureo di 7,26 grammi coniato a Roma nel 161.Al diritto busto con testa nuda di Marco Aurelio e legenda IMP CAES M AUREL ANTONINUS AUG. Al rovescio i due imperatori Marco Aurelio e Lucio Vero si stringono la mano: la legenda è CONCORDIAE AUGUSTOR TR P XV; in exergo COS III. Cohen 70, R.I.C. 8. (a)

Foto 1. Aureo di 7,26 grammi coniato a Roma nel 161.Al diritto busto con testa nuda di Marco Aurelio e legenda IMP CAES M AUREL ANTONINUS AUG. Al rovescio i due imperatori Marco Aurelio e Lucio Vero si stringono la mano: la legenda è CONCORDIAE AUGUSTOR TR P XV; in exergo COS III. Cohen 70, R.I.C. 8. (a)

MARCUS ANNIUS VERUS poi MARCUS AURELIUS ANTONINUS
LUCIUS CEIONIUS COMMODUS poi LUCIUS VERUS

di Roberto Diegi

I due imperatori sono stati trattati in un medesimo articolo, sia perché entrambi erano stati adottati insieme da Antonino Pio, nel 138 d.C., sia  perché per un certo tempo avevano retto congiuntamente l’impero, pur sottolineando che il  vero ed unico imperatore, nella accezione più ampia del termine, anche perché era Pontefice Massimo, fu sempre Marco Aurelio. E questo anche durante la correggenza di Lucio Vero, durata otto anni.

Marcus Annius Verus, questo il suo nome familiare, era nato a Roma nel 121 ed era nipote di Faustina Maggiore, la moglie di Antonino. Dopo l’adozione mutò il suo nome in Marcus Aurelius Antoninus.

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Le monete dei coimperatori ed usurpatori alla fine del IV secolo – Magno Massimo, Flavio Vittore, Eugenio

1.-Magno-Massimo-Solido

Magno Massimo. Foto 1. Solido di 4,48 grammi coniato a Treviri tra il 383 e il 388. Al diritto D N MAG MAXIMVS P F AVG e busto a destra. Al rovescio Massimo e Teodosio (o Vittore) seduti di fronte con il busto di una Vittoria ad ali spiegate sopra le loro teste: la legenda dice VICTORIA AVGG; TROB in esergo. Cohen 9, R.I.C 77b. In asta HESS DIVO 307/2007, questo stesso solido, in conservazione superba, è stato aggiudicato a 15.500 Fr.Sv.

di Roberto Diegi

Magnus Clemens Maximus
Flavius Victor
Eugenius

Di Magno Massimo ho già avuto occasione di parlare più volte, a proposito di Graziano, di Valentiniano II e Teodosio.

Mi ero ripromesso però di dedicargli un breve spazio, perché la sua figura non può, a mio avviso, essere catalogata “tout court” tra gli Usurpatori.

Magno Massimo naque in Spagna attorno al 335 ed era imparentato con la casata di Teodosio. Fece una brillante carriera militare sino ad essere nominato comandante in capo delle forze armate delle Province Britanniche.

Nel 383 i suoi soldati insoddisfatti del regime di Graziano lo elessero Imperatore.

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I quattro imperatori: le monete di Galba, Otone, Vitellio, Vespasiano

aureo di Galba

Foto 1. Aureo di 7,29 grammi coniato a Roma tra l’agosto e l’ottobre del 68. Al diritto testa nuda di Galba e legenda IMP SER GALBA AUG; al rovescio la legenda è S P Q R O B C S in corona, su due linee. Cohen 286, R.I.C. 164.

di Roberto Diegi

Servius Sulpicius Galba
Marcus Salvius Otho
Aulus Vitellius
Titus Flavius Vespasianus

L’anno 69 d.C. è comunemente chiamato l’anno dei quattro imperatori, perché in dodici mesi Roma vide alternarsi sul trono, in dura contrapposizione tra loro, i quattro di cui sopra, finchè Vespasiano sconfisse l’ultimo dei pretendenti, Vitellio, dando origine alla dinastia Flavia.

Galba

Il primo imperatore fu Servius Sulpicius Galba, nato nell’anno 3 d.C., di rango patrizio: figlio di Gaio Sulpicio Galba e di Mummia Acaica fu tenuto in  grande considerazione da Augusto, Tiberio, Caligola e Claudio. Il suo personale cursus honorum era di tutto rispetto: governatore della Aquitania, console (nel 33), comandante  militare della Germania Superiore, proconsole in Africa (nel 45) ed infine governatore della Hispania Tarraconensis.

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Le monete di Nerva

aureo di Nerva

Foto 1. Aureo di 7,54 grammi coniato a Roma tra il gennaio ed il settembre del 97. Al diritto testa laureata di Nerva e legenda IMP NERVA CAES AUG P M TR P COS III P P. Al rovescio personificazione della Fortuna con legenda FORTUNA AUGUST. Cohen 65, R.I.C. 16.

di Roberto Diegi

Marcus Cocceius Nerva

Marcus Cocceius Nerva nacque a Narnia (l’odierna Narni, in Umbria) nel mese di novembre dell’anno 30 d.C.

Suo nonno, che aveva il suo stesso nome, aveva ricoperto il consolato ed era stato grande amico di Tiberio. La famiglia non era di origine patrizia ma annoverava illustri personaggi, soprattutto consoli, giuristi e letterati.

Anche il futuro imperatore, che era pure un noto avvocato, godette dei favori sia di Nerone che di Vespasiano.

Quest’ultimo lo scelse anche come collega nel consolato, nell’anno 71. Nel 90  ricoprì una seconda volta la carica di console insieme a Domiziano, che per la verità lo mandò in esilio dorato a Taranto nel 93 richiamandolo però a Roma l’anno successivo.

Secondo molti studiosi Nerva partecipò attivamente al complotto per uccidere Domiziano e questa tesi non appare poi neanche molto peregrina, visto che proprio Nerva fu acclamato imperatore il giorno stesso dell’assassinio di Domiziano.

Era il 18 settembre dell’anno 96 e Nerva aveva quindi quasi 66 anni, una età ragguardevole per quei tempi e già un po’ avanzata per assumere il potere. Infatti il nuovo imperatore sarebbe morto di lì a non molto, il 25 gennaio 98, dopo solo diciassette mesi di regno.

Segue: articolo completo in formato pdf tratto da Panorama Numismatico nr.227/marzo 2008

Le monete di Adriano

imperatore Adrianodi Roberto Diegi

Publius Aelius Hadrianus

Adriano nacque, probabilmente, a Roma nel gennaio del 76, ma la sua famiglia era originaria della Betica (Spagna) dove si era trasferita moltissimi anni prima dal Picenum, terra d’origine della Gens Aelia. Il padre, Publius Aelius Hadrianus Afrus era cugino di Traiano. Alcuni sostengono però che il futuro imperatore fosse nato proprio ad Italica, in Spagna, come il suo predecessore.

Una radicata tradizione tramanda che Traiano, sul letto di morte, abbia adottato Adriano designandolo come suo successore. Secondo una più recente tesi storica pare però che le cose non siano andate proprio così perché Adriano, alla morte del padre avvenuta nell’85, fu affidato a due tutori uno dei quali era proprio Traiano: quindi già da molti anni il giovane Adriano era entrato a far parte della famiglia dell’imperatore che, ricordiamolo, non aveva eredi. Adozione formale o no, sul letto di morte o prima, Adriano era comunque il successore designato di Traiano, come risulta del resto, lo vedremo più avanti, da alcune monete.

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