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DI VIRGILIO 3

Monete Pre-Romane

Gli articoli di Panorama Numismatico Online della categoria Monete Pre-Romane.


Grandi maestri per le monete siracusane

zecca di siracusa

Fig. 1

di Corrado Marino

Splendide tetra e decadracme a firma di Cimone ed Eveneto

Sono tra i pezzi più belli di tutta la monetazione classica. La ninfa aretusa, bighe e quadrighe di stile finissimo. Il ricordo della vittoria nella battaglia navale di Cuma contro la flotta etrusca. La difficoltà delle rappresentazioni frontali.

La città di Siracusa, fondata dai corinzi intorno alla seconda metà dell’VIII secolo a.C., offre agli appassionati di numismatica alcuni degli esempi più belli e famosi della monetazione antica, raggiungendo il suo apice con i maestri Cimone ed Eveneto che hanno impresso il loro nome sulle splendide tetradracme e decadracme coniate intorno al 400 a.C.

Dei primi due secoli di vita della città sappiamo poco, ma già nel 485 a.C. Siracusa era diventata, sotto il tiranno Gelone, uno dei centri più importanti del Mediterraneo, grazie alla vittoria contro Cartagine nella battaglia di Imera del 480 a.C. Con Gerone, fratello e successore di Gelone, raggiunse il massimo della potenza, grazie al successo nella grande battaglia navale presso Cuma del 474 a.C. contro la flotta etrusca, che le garantì la supremazia sul basso Tirreno. Nei decenni successivi combatté contro Atene, schierandosi al fianco di Sparta, e quindi contro Cartagine, alleandosi con i romani, per finire poi sottomessa all’Urbe insieme a tutta la Sicilia, divenuta provincia romana intorno al 250 a.C.

Segue: articolo completo in formato PDF tratto da Panorama Numismatico nr.302 – Gennaio 2015 (numero esaurito).

Miti e leggende di Creta e monete con il labirinto di Cnosso

Teseo e il Minotauro

Antoine-Louis Barye, Teseo e il Minotauro, gruppo bronzeo francese, c. 1843, Parigi, Museo del Louvre (http://www.tanogabo.it/mitologia/greca/minotauro.htm).

di Giampiero Bettinetti

L’IMMAGINE DEL LABIRINTO, DESCRITTO IN VARI MODI, SI TROVA DI FREQUENTE SULLE MONETE DI CNOSSO, INSIEME A FIGURE MITOLOGICHE LEGATE ALL’ISOLA MEDITERRANEA.

La mitologia è di casa a Creta perché Zeus, il padre degli dei, venne partorito segretamente da Rea in una grotta del monte Ida, la vetta più alta dell’isola, dove fu allevato dalla ninfa Adrastea che lo nutrì con il latte della capra Amaltea e il miele delle api. Una volta cresciuto, Zeus aiutò la madre Rea ad avvelenare Crono e a far uscire dal corpo del padre tutti i fratelli che ne erano stati ingoiati tra cui Demetra, Poseidone, Ade ed Era. Unitosi a loro e ai ciclopi, Zeus li condusse in una guerra contro i Titani da cui uscì vittorioso divenendo il principale dio dell’Olimpo.

Zeus scelse come legittima consorte la sorella Era, dea del matrimonio e della fedeltà coniugale, in contrasto con il marito famoso per le sue frequentissime avventure erotiche extraconiugali. Una delle sue conquiste fu quella di Europa, la giovane e bellissima principessa figlia del re Agenore che viveva in Fenicia. Quando Zeus la vide mentre raccoglieva fiori in un prato vicino al litorale, se ne innamorò all’istante e per farla sua si trasformò in un toro domestico, bianco e profumato di zafferano. Il toro si avvicinò alla fanciulla e si stese ai suoi piedi invitandola a montargli in groppa; Europa, attratta dal suo fascino, salì sul dorso del toro-dio che la portò con sé attraverso il Mediterraneo per approdare a Creta (fig. 1). Qui Zeus rivelò la sua vera identità e tentò di usarle violenza: all’inatteso rifiuto della giovane si trasformò in aquila riuscendo a sopraffarla in un boschetto di salici o, secondo altri, sotto un platano sempre verde. E così Creta fu anche la meta del viaggio romantico di Zeus metamorfico ed Europa, nonché il luogo in cui lei partorì Minosse, Radamanto e Sarpedonte. Poi Europa andò sposa al re cretese Asterione, suo legittimo consorte mortale che, essendo sterile, adottò i tre fratelli.

Segue: articolo completo in formato pdf tratto da Panorama Numismatico nr.396 – Maggio 2015

Il secondo esemplare noto di una moneta coniata a Thurium e pubblicata nel 1980

Foto 1 - bronzetto di Thurium

Foto 1

di Pasquale Attianese

SFOGLIANDO VECCHI CATALOGHI NON E’ INFREQUENTE TROVARE MONETE CHE SI RITENEVA SCONOSCIUTE O DI ESTREMA RARITA’. E’ IL CASO DI UN BRONZETTO DI THURIUM CHE FORNISCE ANCHE L’OCCASIONE PER RIPARLARE DELLA CITTA’ E DELL’ICONOGRAFIA DELLE SUE MONETE.

Allorché si scoprono nuove monete antiche, greche e romane, sarà bene esaminare con cura tutti i testi a disposizione prima d’affermare con leggerezza, in preda alla gioia del ritrovamento, che si tratti di un pezzo inedito, non registrato dalla bibliografia delle tantissime raccolte pubblicate dai Musei esteri ed italiani. Perciò, ancor prima d’annunciare falsi proclami, dicendo di aver recuperato un pezzo unico, è necessario davvero pensarci su e riflettere lungamente. Questo perché non abbiamo la fortuna d’essere informati sulle effettive quantità delle migliaia d’emissioni che hanno caratterizzato il vastissimo mondo della Megàle Ellàs e della Grecia continentale. Succede, quindi, con relativa frequenza che un esemplare ritenuto inedito, a distanza d’anni non sia più tale. Come ho avuto modo d’accertare per un piccolo sottomultiplo coniato dalla colonia panellenica di Thurium (in Calabria), verso gli anni subito dopo la venuta di Pirro, circa 270-240 a.C.

Segue: articolo completo in formato PDF tratto da Panorama Numismatico nr. 229/maggio 2008


La monetazione argentea di Teate Apulum: i dioboli

5 TEATE DIOBOLO GEMINI VI 8-10-2010 N.4 1,15 g

Fig. 5. Gemini VI, lotto n. 4.

di Franco e Vincenzo Rapposelli

UN LUNGO E MOLTO BEN DOCUMENTATO STUDIO INTRODUCE NEL MONDO DEI DIOBOLI CONIATI DALLA POLIS DI TEATE APULUM, ALCUNI DEI QUALI EMESSI IN ALLEANZA CON LA ZECCA DI TARANTO. GLI AUTORI RIBALTANO COMPLETAMENTE LA CONOSCENZA DI QUESTA PARTICOLARE TIPOLOGIA DI MONETE CON UNA ANALISI ATTENTA E DENSA DI IMPORTANTI NOVITA’.

In due precedenti articoli apparsi su Panorama Numismatico abbiamo trattato gli aspetti numismatici che riguardano la monetazione argentea di Teate Apulum. Abbiamo parlato, nel primo articolo, dei suoi didrammi mentre abbiamo dovuto escludere, nel secondo elaborato, che la dramma fosse mai stata coniata dalla zecca della polis dauna, esternando la seguente, per noi definitiva, conclusione: in buona sostanza per quasi due secoli si è descritta, disegnata e studiata una moneta praticamente inesistente nella produzione monetale della zecca di Teate in quanto coniata effettivamente dalla polis di Velia.

Vogliamo, con questo articolo, completare l’excursus della monetazione argentea di Teate Apulum parlando del suo sottomultiplo d’argento, il diobolo del valore di un sesto del didramma.

Articolo completo in formato PDF tratto da Panorama Numismatico nr.295 – Maggio 2014

L’Esaro degli antichi. Come spiegare la sussistenza di due fiumi omonimi in Calabria

Diobolo inedito

Fig. 3. Diobolo – (Ø mm. 13, gr. 0,90) D/ Testa fanciullesca laureata volta a d., molto simile alla precedente, la legenda è fuori flan. R/ Pegaso volante verso destra, sopra, nel campo, legenda KRO. Questa interessante monetina, nonostante le più accurate ricerche sui libri e cataloghi di numismatica a mia disposizione, non sembra essere attestata, specie per la posizione della legenda. Potrebbe trattarsi di un inedito. La mano dell’incisore, da quanto risulta dalla somiglianza dei tipi, dovrebbe essere la stessa del pezzo visto in precedenza.

di Pasquale Attianese

IL FIUME CALABRESE ESARO NELLE FONTI ANTICHE E SULLE MONETE

Quale dei due Esaro ha avuto il nome per primo?

Nell’attuale Calabria (antico Bruttium dei Romani, Βρεττανία per i Greci), il nome Aisaros [Αίσαρος], Esaro, è attribuito a due fiumi e ad un piccolo lago artificiale. Il lago ed un fiume sono ubicati in provincia di Cosenza, nella Calabria settentrionale, l’altro corso d’acqua scorre nella provincia di Crotone. Il piccolo bacino lacustre, nel comune di Roggiano Gravina, ha origine dal fiume Esaro come immissario ed emissario, è stato realizzato sbarrando con una diga in cemento armato e calcestruzzo, dopo avere incanalate le acque del fiume omonimo. Ancor oggi questa diga, per varie ragioni, non è stata completata e così l’opera si classifica tra le tante incompiute calabresi. Lo scopo della realizzazione sarebbe stato quello di un bacino idrico per la pianura di Sibari e per produrre energia elettrica. Il fiume, attraversando numerosi comuni della provincia di Cosenza (Malvito, Roggiano Gravina, Santa Caterina Albanese, San Lorenzo del Vallo e Spezzano Albanese), ha origine dai monti Petricelle (m 1758 s.l.m.) e La Caccia (m 1744 s.l.m.). In pratica, è il principale tributario del fiume Cosciale ed è altresì il più importante subaffluente del Crati. È caratterizzato da una portata annua di quasi 9 m.³/s., è lungo 47 km, con un bacino idrografico di 543 km². La foce è nel mare Jonio.

Segue: articolo completo in formato PDF

Terina e il mito della sirena ligea

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Fig. 1 - Statere di Terina del 460 a.C. (gr. 7,64): D/ Testa femminile a destra (Terina?) con stretta fascia nei capelli, legata e ricadente dietro; leggenda TERINA; R/ Figura femminile stante verso sinistra (Nike aptera?) con chiton;  ramoscello nel braccio destro abbassato; leggenda NIKA  [Holloway-Jenkins 1983, p. 47, n. I]

Fig. 1 - Statere di Terina del 460 a.C. (gr. 7,64): D/ Testa femminile a destra (Terina?) con stretta fascia nei capelli, legata e ricadente dietro; leggenda TERINA; R/ Figura femminile stante verso sinistra (Nike aptera?) con chiton; ramoscello nel braccio destro abbassato; leggenda NIKA [Holloway-Jenkins 1983, p. 47, n. I"

Aspetti dell’iconografia monetale dell’antica Polis tirrenica.

CHI È LA FIGURA FEMMINILE CHE COMPARE NEI ROVESCI DELLE BELLISSIME MONETE DI TERINA? È FORSE NIKE? OPPURE LA SIRENA LIGEA?

di Francesco Cristiano

Da poco più di un secolo un ristretto numero di studiosi si occupa delle monete di Terina alla ricerca di spiegazioni convincenti che schiariscano la nebbia che avvolge gli splendidi coni della città tirrenica ritenuti, al pari di quelli di Siracusa, creazioni del miglior periodo dell’arte classica. La ricerca pone attenzione su molteplici aspetti, dalla nascita (cronologia) alla interpretazione dei tipi, dalla circolazione all’impatto artistico dell’unico elemento diretto, reale e certo che abbiamo della città di Terina: le sue monete.

La coniazione non è molto ampia. Il corpo degli stateri realizzato da Regling nel 1906 enumera circa 500 monete. Si tratta di una serie monetale di grande varietà ed immaginazione per la scelta stilistica dei suoi tipi. Terina, infatti, come poche altre zecche greche fecero, produsse, in un breve arco di tempo (da poco dopo la metà del V fino alla prima metà del IV secolo a.C.), una ricchezza notevole all’interno della variazione artistica dei suoi stessi temi, dimostrando non solo la sua indipendenza e la sua fiorente ricchezza economica, ma soprattutto il forte significato e la grande dedizione spirituale verso il proprio simbolo. Prosegui la lettura di → Terina e il mito della sirena ligea

Uno strano tondello coniato con leggenda e tipi della zecca di Kaulonia nel Bruttium

tondello trovato a Kaulonia

Fig. 1

di Pasquale Attaniese

Qualche tempo fa sono sta to informato da un amico agricoltore che, nella zona del Metapontino, nel corso di lavori agricoli, aveva rinvenuto una strana moneta, che presenta un foro praticato in antico verso la parte superiore del tondello ed in modo che il tipo del diritto risulti perfettamente in asse col foro stesso.Da questo ho dedotto che il pezzo in questione poteva essere adoperato come pendente per un laccio, una collana, o altro.

Non è stato possibile conoscere con esattezza il contesto del rinvenimento, in quanto il fondo agricolo, interessato da un consistente insediamento antico, è stato sottoposto a profonda aratura e completamente dissestato. Tuttavia, con le dovute cautele, data l’abbondanza e la qualità del materiale frammentato superstite in zona, suppongo si tratti di un grosso edificio pubblico cultuale. Non è prudente, però, dire di più per l’obiettività che deve sempre contraddistinguere gli studi sulle vestigia del passato.

Ho avuto facilmente la disponibilità del pezzo, di cui qui di seguito traccio una scheda e la relativa descrizione. Metallo: piombo, con bella patina ben distribuita, di colore grigio chiaro con zone tendenti al giallino.

Segue: articolo completo in formato pdf da Panorama Numismatico nr.133/settembre 1999 – articolo richiesto da un ns. lettore.

Vedi anche sullo stesso argomento: Un tipo di raffigurazione inedito nella misteriosa monetazione incusa dell’antica Kaulonia nel Bruttium

Ancora sulla monetazione di Herakleia Minoa

bronzo-testa-di-Eracle-Faretra

Fig.1

di Alberto Campana

Era stata appena pubblicata la mia monografia su Herakleia Minoa (rif. Herakleia Minoa nr.130/maggio 1999) quando ho preso visione di un interessante articolo di Lazzarini sullo stesso argomento ( L. Lazzarini , Eraclea Minoa (Sicilia). La monetazione bronzea agatocleana, Annotazioni Numismatiche, n. 33, Marzo 1999, Edizioni ennerre, Milano, p. 756 761).

Il bronzo “testa di Eracle/Faretra”, che costituisce l’emissione n. l nella mia monografia, viene dal Lazzarini senz’altro attribuito all’omonima zecca lucana sostenendo che è più volte rinvenuto in tombe di quella città (Fig. 1). In realtà la questione resta ancora aperta in quanto se è vero che alcune varianti simili, con l’etnico abbreviato H o HP, hanno circolato solo nella città lucana, il bronzo summenzionato, molto raro e con etnico completo senza la consonante aspirata, sembra essere stato rinvenuto in Sicilia. Ovviamente è possibile dirimere la questione solo con ulteriori conferme provenienti da sicuri dati di scavo archeologico.

Segue: articolo completo in formato pdf tratto da Panorama Numismatico nr,135/novembre 1999, articolo richiesto da un ns.lettore.