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DI VIRGILIO 3

Carlo Magno e la moneta unica europea

Carlo Magnodi Elio Concetti – da Panorama Numismatico nr.235, luglio/agosto 2010

CARLO MAGNO INTRODUSSE IL DENARO D’ARGENTO, UNA MONETA CHE SARA’ ALLA BASE DI TUTTI I SISTEMI MONETARI EUROPEI E PARTICOLARMENTE ITALIANI.

Con qualche delusione, con non pochi mugugni, tante imprecazioni, ma con molte speranze: così noi italiani abbiamo accolto l’ euro ovvero la tanto sospirata moneta unica europea che oggi circola in quasi tutte le terre del vecchio continente dove ha soppiantato la moneta tradizionale.

Alla fine l’euro si è piazzato con prepotenza e con la pretesa  di umiliare  persino il dollaro. E’ accaduto. Per gli italiani sembra che non sia proprio la moneta ideale, per lo meno per coloro che hanno un reddito fisso e che sono costretti a fare quotidianamente la spesa.

Adesso i politici degli stati europei e i grandi dell’alta finanza che hanno adottato l’euro sgomitano per apparire come fautori e difensori di questa moneta.

Lasciamoli fare, tanto i numismatici, assieme agli storici, sanno chi è il vero creatore della moneta unica europea.

E’ Carlo Magno, re dei Franchi, rex longobardorum, imperatore dei romani. Egli è stato il sovrano francese che, inconsapevole, ha inventato il mito della grandeur di quella nazione. In fondo si merita un omaggio anche per  questo. Diamo l’onore a chi spetta, dice un motto francese. Carlo  Magno, che era stato lasciato in ombra, quasi dimenticato dagli storici per tanto tempo, ora dopo più di mille anni viene ricordato anche come l’ideatore dell’unità monetaria europea che rimase in vigore per secoli in quasi tutto il continente. Carlo Magno abolì l’antico sistema monetario romano e ne introdusse uno nuovo basato sulla libbra (circa grammi  327) di puro argento che doveva esser divisa in venti parti chiamate soldi e ogni soldo era costituito da 12 denari, pertanto una libbra equivaleva a 240 denari e solo su questi era basata la riforma carolingia. La libbra e il soldo erano multipli ideali, di conto, cioè per fare i conti, ma non esistevano materialmente; solo il denaro era coniato in varie zecche dell’impero tra cui quelle di Milano e di Pavia e dato che le  abbiamo citate, parliamo pure dei denari carolingi che in esse sono stati prodotti dopo la conquista dell’Italia centro-settentrionale da parte dei franchi.

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