Avevamo già parlato, l’anno scorso, di una preoccupante diffusione nelle vendite in aste on line, tipicamente eBay ma anche da altri siti meno conosciuti, di monete false vendute da cinesi. Il fenomeno si era concentrato su monete d’argento europee di largo modulo, tipicamente, per rimanere in ambito italiano, monete da 5 lire. Un nostro collaboratore aveva, ad esempio, pubblicato un esemplare del 5 lire 1821 di Vittorio Emanuele I re di Sardegna. Il trucco era sempre il solito: prezzo di partenza molto allettante perché apparentemente il venditore (con location spesso in Cina od Hong Kong) sembrava non conoscere l’effettivo valore della moneta, moneta in condizioni buone ma non ottimali. Al ricevimento della moneta l’amara sorpresa: il bordo lasciava poche speranze sulla genuinità del pezzo. Inutili poi le proteste od il feedback negativo: il venditore non risultava più reperibile.
Sulla rivista Numis-Post di giugno 2010 leggiamo che il sistema di raggiro si è ulteriormente affinato. Ora le monete false vengono proposte anche da venditori australiani ed americani che potevano vantare numerosi feedback. Le monete prese di mira sono sempre d’argento tipo 5 lire o 5 franchi o talleri, comunque dell’Ottocento ma, seguendo il mercato, i falsari cambiano frequentemente tipi e, visto che non si butta via mai niente, vendono come falsi “autentici” le monete di prima marcandole con REPLICA o COPY. Attenzione quindi agli affari troppo facili.



















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